serena careddu



POESIA: FOLLIA D’AMORE
Mordi oh Morfeo,
le stanche membra dell’uomo deriso,
cascato nel vuoto dell’acido ignoto.

Struggente il rumoreggiare di un battito nuovo,
ma egli è sordo, non ascolta, ma rimarca silente
il risolino della fanciullezza.

Lungi oh Morfeo col tuo fare ingannevole
e abbandona
egli all’abbraccio dell’amore.

Di abbondanza dispone la femmina saccente,
di mani piene si bea l’uomo, dell’ansito animale si compone
l’umano.

E fu amore la passione
proibita dalle menti recluse,
tritata,
nelle bocche avvelenate
dal sapore del fallimento.

In un’unica carne, i nostri corpi avvinghiati
col sudore della pelle, in dolcissima saliva.
Unica ovaia del mondo, noi,
concepita dalle ombre della luna,
partorita nella brezza di un mattino nascente.

Ed io ti amo,
eppur scappi dal grido
della venere ferita,
mirando al cuor sgretolato
dalla voce accusatrice.

Calpesta il germe del passato,
amor mio,
con le fiamme di un inferno
non portatore di cenere
all’ingiusto fato.

Il mio cuore ti batte nel petto refrattario.
Scarnita la mia carne da una lama di cupido
che genera dolore e maldestro affanno-
Morde il Dio alato, scintillante di colore.
dice:
“Non scavo nelle vostre carni per arrecar dolore,
le unisco l’una all’altra,
rendendole indissolubili
all’aria,
col ferro dell’amore.
– 16/01/2017

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