antea magno



POESIA: Fiori generosi di aloisie sconosciute investono primule fiacche nel giardino dei nostri nuovi sensi. Inventi nomi, cerchi soluzioni per trovare riparo ai colori della primavera, delle rivoluzioni interne ed esterne.
Giochi di specchi e illusioni forgiano animi deserti e ricchi di acqua minerale e forte è il gesto della mano con cui accarezzi il mio dolore. Ferite e crepuscoli di sorrisi rancidi. Sono ancora qui, non sono mai stata altrove. Li dove osservi sordo e muto il tuo ignobile sconcerto.
Gocce di rugiada fresca bagnano le aspettative sulle tue mediocrità, mie riconoscenze, per una semplicità raccolta nelle piccole cose che piccole non sono, non sono mai state. Raccogliamo i semi della trasparenza, della fluidità emotiva, generiamo correnti di fede. L’atto di fede è una prova morale della nostra contraddizione etica. Non possiamo vergognarcene, non vogliamo farlo.
Briciole fugaci di rinnovate passioni, felici mancanze. E perché siamo sempre umani e perché proviamo sempre a non esserlo. Ogni tanto volgo lo sguardo al cielo per ricordarmi quale sia il mio zenit e il mio nadir, paragonare il mio baricentro al tuo, avvicinarlo spudoratamente a quello dell’universo.
So che la mia audacia offrirà laudi compensi al mio imbarazzo tettonico che smuove tutte le zolle delle mie anime, allontanando intrinseche idiosincrasie. Il circolo delle mie rappresentazioni torna indietro e guarda avanti come un cane educato solo al suo ego, scodinzola davanti al padrone delle sue presunte libertà.
Distilliamo antichi odori di carne umana che si avvicina, si aggroviglia, scambia calore per non rischiare di disperdere fumanti ceneri di felicità nascoste. Nemmeno più di tanto, a dire il vero. Dove sono io sei anche tu.
– 30/01/2017

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