Sandra Romanelli

POESIA: •La perla e l’elefante

Non poteva vedere piccole preziositÃ
perdute tra i suoi passi e sassi.

La sua luce non arrivava al suo sguardo pesante,
distrattamente presente.
Solo da abbaglianti riflessi di luce impropria
era accecato.

Del resto, un elefante non è un delfino.
La giungla è una rude terra.
Il mare è un’onda di grazia.

– 18/04/2017

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Antonio Manzo

POESIA: ( ANGELA )
Lui era il male…
Travestito da serpente…
Che strisciava tra la gente…
Ed ha scelto proprio lei,
Lui si è diffuso lentamente…
Con il dolore e l’arroganza…
Nel suo corpo e nella mente…
Senza lasciargli alcuna speranza .

Lei ora è un angelo…
Travestita da gabbiano..
Ora vola su nel cielo…
E ci guarda da lontano ,
Lei era preziosa come un diamante…
Ora è anima libera aleggiante…
Dentro ai nostri cuor…
e nella nostra mente…
Ci protegge…
e ci ricorda…
Che nella nostra vita…
La sua presenza resterà infinita .
– 18/04/2017

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Ivan Ruzza

POESIA: Ci sono foto che preferiamo non guardare perché il ricordo e’ troppo forte. Ce ne sono altre che teniamo cuicite al cuore come coperte in patchwork in modo da poterci scaldare quando sentiamo i primi freddi della nostalgia. Ma le peggiori sono quelle che cancelliamo ma non se ne vanno mai perché sono incise in qualche stanza nella nostra mente che non può essere pulita, una stanza piena di edere che prolificano e ci schiacciano dentro fino a farci rimanere senza fiato. – 18/04/2017

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MASSIMILIANO D’IMPERIO

POESIA: LA COSA IMPORTANTE
Un giorno un uomo vecchio e stanco verso il tramonto sedette in riva al mare su una spiaggia desolata osservava davanti a se il punto più lontano, lì dove finiva l’orizzonte. Pensava al passato, quando non si sapeva cosa ci fosse al di là dei confini rappresentati dalla propria vista, forse il baratro, forse nuovi mondi da scoprire. Chi governava tutto questo? L’ansia e la paura di partire per capire e il desiderio di non accontentarsi delle proprie conoscenze. Questi dubbi fanno parte della nostra vita di sempre con prospettive diverse, cerchiamo di vivere intensamente quello che ci appartiene poi tante domande alle quali non possiamo dare risposte. Cosa c’è al di là di quello che abbiamo? L’uomo cominciò a ripercorrere tutti i giorni della sua vita accompagnato dal rumore delle onde, che con un ritmo magico voltavano le pagine dei ricordi, l’infanzia, la paura della scuola, i primi amori, i primi calci ad un pallone, gli amici fedeli, le risate, quante risate, l’amore della sua vita, il battito del cuore, i figli, i tradimenti, il lavoro. Tanti volti, tante parole, tante lacrime, tanti pensieri. Nel frattempo in quel silenzio era calata la sera un cielo bellissimo pieno di stelle e lì nel punto più alto una luna di una luce bianca accecante. Perchè stava lì, si chiedeva, perchè aveva sentito quel bisogno di allontanarsi da tutto. Forse il desiderio di riuscire a guardarsi dentro come uno spettatore come giudice di una vita che ormai stanca procedeva verso la fine? Quale era il suo giudizio? Quante volte era salito su quella barca per un viaggio al di là dei confini? Cosa aveva scoperto? Quelle nuove terre che i suoi piedi avevano calpestato avevano un sapore diverso da quella in cui era nato? Quando aveva avvistato quelle nuove terre la gioia che aveva provato era paragonabile alle passeggiate lungo le vie affollate della sua città in quell’ambiente a lui familiare fatto di certezze, di amici sinceri? E mentre si tormentava con le sue domande una mano calda, sicura si posò sulla sua testa accarezzandogli i capelli. Nel voltarsi l’uomo incontrò quello sguardo. Lo sguardo che aveva accompagnato la sua vita era sempre lo stesso. Lo sguardo di una donna che gli aveva concesso di partire per non farlo soffrire, che aveva aspettato in silenzio il suo ritorno. Lo sguardo di chi non aveva bisogno di sperimentare un viaggio per capire che nascere in quella terra era un segno divino e che andava difesa a tutti i costi. Era lì e continuava a fissarlo per cancellare tutti i suoi dubbi, ad un tratto lo prese per mano invitandolo ad alzarsi pronunciando soltanto due parole:” vieni a casa……….”

Massimiliano D’Imperio
– 18/04/2017

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Gualtiero Serafini

POESIA: Una gioia.

Silenzio!
Odo solamente il sussurrar
dell’astro dorato
inghiottito dall’orizzonte
che gioie e dolori trascina via.
Odo ora il buio…
no, son le stelle
che dall’altro orizzonte
vengon fuori trascinando
con sé quelle gioie
un attimo prima affondate.
Tra esse
una è la più radiosa e sorridente,
la più preziosa tra le gioie, quella
che col suo lungo e stretto abbraccio
racchiude e protegge
la sua amata perla. – 18/04/2017

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Silvia de Privitellio

POESIA: Non ci siamo neanche accorti
Di perderci nella menzogna: mentire a sè
Forse ora so che puoi afferrarmi nelle fughe senza infangarti Senza ammettere che di te
Anche solo il pensiero liquefatto in quell’unico sorso
Mi rendeva davvero felice. – 18/04/2017

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ANGELA PANICO

POESIA: Colomba bianca

Per caso e non a caso
mi è capitato di vedere,
volare leggiadra sui tetti,
una colomba bianca.
Tra le sue ali nascondeva un dono prezioso,
non costoso e quindi non oneroso.
Un dono per tutti gli esseri umani,
speranza è il suo nome….
Sii per noi come il pane per gli affamati e cura per gli ammalati,
nel tuo nome invoco l’ amore che salvi questo mondo dall’ ombra della disperazione.
– 18/04/2017

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Pier Domenico Ciullini

POESIA: Queste quattro poesie le ho scritte a metà degli anni ’70, in un periodo in cui stavo malissimo!

L’ANSIA
L’ansia è come una schiacciasassi,
tutto stritola e schiaccia,
ed è sempre lì in agguato,
è sempre pronta a partire
sempre sicura di se, niente può
scalfirla o stritolarla.

LA GIOIA
Che terrore la vita
questa vita così triste,
così priva di gioia,
ma la gioia esiste?
Chi l’ha rubata?
Perché alcuni non possono averne
la sua piccola razione?
Altri invece soffocano
dall’abbondanza!

L’ATTESA
Che ansia il telefono
che non squilla!
Che tristezza la lettera
che non arriva!
Che assurdità la vita
che non da nulla!
Che angoscia l’attesa
per chi nulla attende!

LA VITA?
Chiuso in una gabbia
di occhi, il cui silenzio
fa assordire!
Fuori c’è la vita!

– 18/04/2017

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Pina Ardita

POESIA: Rintocco di campane…lontane.
Vorrei vivere su una terra senza nome
senza tempo
senza tocco di campane
senza credi
senza veli
senza incertezze
né bestemmie
senza infamie
o usurpazioni
senza divisioni
senza dolori
senza paure
vorrei vivere…
vorrei vivere domani. – 18/04/2017

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mariagnese ibba

POESIA: LA VITA è SOGNO

Nel tepido e latteo crepuscolo
risuonava il nostro ridere allegro,
si diffondeva nell’aria
come profumo di Primavera.
L’azzurro,
che cominciava a mutare,
dominava il mondo.
Gli odorosi assiemi di fieno,
sparsi nella distesa
di cui non si vedeva fine,
tra papaveri scarlati,
lasciavano immaginare
antichi amori, semplici
romantici,
capelli sciolti e lunghi
trecce annodate da nastri,
fili di fieno dorato
impigliati nei merletti
delle traboccanti sottane
tra giovani corpi.
Non era diverso
il nostro volersi,
di quando l’amore
mutava il fieno in seta
e i papaveri in rose.
Nulla cambia quando l’amore
imprigiona il cuore.
Le attese ombre,
che rivestono di mistero
ogni anfratto,calavano
con il permesso del sole
e univano in un unico disegno
i cuori.
Gli assiemi di fieno sparsi,
il bruire accorto
degli invisibili inquilini,
l’oscurarsi del cielo,
i sogni galleggianti nell’aria
e noi,amanti spauriti,
soli, padroni del mondo,
assisi all’ombra
di un assieme di fieno,
dove aleggiava l’amore,
come l’ossigeno nella vita,
a sentire la complicitÃ
della natura oscurata dal sole,
ma inanellata da lucenti stelle.
– 18/04/2017

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