Carmine Iuzzolino

POESIA: VOLARE
Nella siepe
riposa sul
verde la mia
quiete distesa
come piume leggera.

Sei sole per
i miei occhi
battito di ciglia
mi freddi il cuore
come dolore nei chiodi.

Sogno di volare
come gabbiano
che vola lontano
che t’illumina il cielo
che ti apre le porte dentro te.

E dove andranno
mai le nostre colpe
siamo caduti in basso
come aereo in volo
ma dalla terra ci alziamo
come fa un gabbiano da solo.

– 18/04/2017

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marco pistoresi

POESIA: -La guerra- versi di Marco Pistoresi-
Una bocca spalancata e contorta in un urlo straziante,
che le deforma il viso come nel quadro di Munch.
Occhi feroci verso il cielo
quel volto insanguinato di una donna,
fra i i sibili delle bombe della sciagurata Siria;
Nel silenzio inreale
raccoglie solo un pezzo del suo figlio maggiore
tra la polvere e sassi raccoglie un dito
lasciando sparse a terra le spoglie inriconoscibili.
Torna fra le lacrime a testa bassa
nella sua casa, una dimora che non c’è più;
Il suo figlio più piccolo l’aspetta
dentro una casa senza porte e finestre ,
e come tutte le case intorno senza colore
come un vecchio film in bianco e nero,
entra in casa, attraversa stretto corridoio buio
per arrivare alla cuccia ove incontro le viene il suo ultimo amore,
un bambino di 6 anni,
lo abbraccia forte
e già pensa come salvarlo da questo inferno.
Così è arrivata su quel barcone,
guadagnato dopo 4 anni di duro lavoro di fame e di stenti;
lo sa che non va verso il paradiso,
ormai si è sparsa la voce dei morti in mare
e dell’Europa che ti rimanda indietro,
qualsiasi cosa è comunque meglio
e quando in fatti si ritrova andare a fondo
con suoi figlio stretto a se
fra i flutti del mare in tempesta
accetta senza lottare la sua sorte,
è finalmente la pace ritrovata
– 18/04/2017

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francesco de stefano

POESIA: Sulla linea dell orizzonte si stagliano la Vacca ed il Toro,figurine iridescenti a questa distanza ma comunque imponenti nella loro forma e sostanza. Isole minori,sconosciute al mondo eppure sfidano da millenni il mare aperto finora vincendo. Un muscolo sotto pelle si contrae involontariamente non dando segno di se se non in superficie,alla vista. Il sole intanto si abbassa sempre più mentre sorgono dentro me immagini oniriche,Achillee,di quelle belle con il mare dentro che ti gonfia il cuore come una vela,io e te sulla spiaggia pervasi dal sole raggianti come il mare su una duna bianca e alta d estate,intrecci di sguardi come radici d acqua con tutte le cellule vive festanti a ringraziare per l attimo presente….Il cuore mi sposta lo sguardo,rimbomba e rimbomba.Vorrei non aspettare niente e non aver paura del futuro,essere primo come un secondo,netto come un grammo,retto come un angolo,semplice come un sospiro ma Il blu incombe tra i mirti sfiorando con il turchese la costa,si fonde con il tuo sguardo di cui mi confonde la serafica acquamarina.Il vento mi accarezza i capelli come una tua delicata mano oramai amorfa,allora alzo gli occhi nel verde acceso dal sole e vi trovo conforto,come fosse una tua parola calma o il tuo sorriso che bagna lo sguardo di un tenero e timido invito. Ritorno alle alghe plasticamente scolpite in morbidi muri dal mare,silente,in tumulto,lo ascolto.. Mi parla di abissi e superfici specchianti,di cristalline oscurità e torbide rive,inghiotte e sputa,nutre e uccide,rivela e nasconde.. Come a volte mi capita di fare sulle tue sponde. Sei un estate procace mentre io a volte mi nascondo nel buio pesto di grotte..presto o tardi anche laggiù un richiamo mi arriva e allora ti cerco per parlarti,raccontarti dei colori del mio mondo,dei contrasti presenti fuori e dentro di me e per sapere di te…invece tu mi trovi per prima e mi dici le parole che avrei voluto dirti….
Sei un onda dentro me e mi percorri in verticale,raggiungendo minimi storici da risacca che mostra lo scheletro del mare ma poi risali come una vertigine altissima e mi innalzi fino a farmi toccare le stelle …. – 18/04/2017

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Maria Rita Chirieleison

POESIA: “Le vie del cuore”
Lascia che la verbena
fiorisca sempre nel prato
dei sogni.
Cogline l’essenza
solo quando il fiore
esalerà il soave profumo
dell’amore affinché lui/lei
ne colga, tra dolci melodie
di oboi sommessi, la purezza.
Vola come gabbiano
fra spazi infiniti e
fra faville d’incenso.
Ascolta, nel silenzio,
il palpito del tuo cuore. – 18/04/2017

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Gianluca Senese

POESIA: Nel cielo turchese della domenica di Pasqua
il rintocco delle campane riempie l’aria del paese.
Tra i ciliegi in fiore e l’odore di primavera,
i bambini sciolgono i nastri color oro zecchino
delle uova di cioccolata,
mentre i grandi si preparano alla funzione. – 18/04/2017

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Francesco Favetta

POESIA: Agli alberi

Agli alberi
eretti tronchi
legni silenti
io voglio parlare
a loro
arbusti umili
alle loro foglie
compagne
di una stagione
io vorrei dire
che sopra
di voi
sopra le vostre
chiome
le stelle
vi illuminano
e il cielo
vi copre sempre
di azzurri colori.
A voi ancora
fraterni alberi
secolari fratelli
vite immobili
sui vostri rami
braccia aperte
saltellano passeri
cinguettano fringuelli
ma sotto la terra
in fondo al cuore
nascoste sono
le vostre radici
sapienze eterne
e virtù immense
del bel mondo
e della natura
per noi umani
piccoli uomini
da sempre
celati dal buio
non manifesti
ai nostri occhi.

Francesco Favetta

– 18/04/2017

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Claudio Torcè

POESIA: La VERITÀ

Non un’ora baster
E neanche una vita…
Non basterà, No
Non servirà un sorriso
E nemmeno uno sguardo
Non un alito sulle labbra
E non un bacio sussurrato
Parole vuote, menti vuote
Mani e cuori bucati che lasciano colare il loro stesso nutrimento fino ad appassire come foglie secche…
Petto nudo e braccia aperte,
Per te…

Trafiggi… Ora!!
Non aver paura!!!
– 18/04/2017

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Michele Testa

POESIA: A MIA MOGLIE

Nel profondo silenzio della mia vita
mi sovviene nel pensiero
il ricordo della tua primavera
e quelle candide mani
che accarezzavano dolcemente
questi petali di rose (*)
raccolti, con amore
nel giardino del tuo grembo.
Appagavi ogni loro desiderio
senza curarti dello stato d’animo in cui vivevi
e sorridevi ad ogni capriccio
con divino amore.
Lì …, in un angolo fugace
le lacrime ti bagnavano il volto
nei momenti più mesti
e bisbigliavi dolce parole al Creatore
quasi per scusarti del tuo lamento.
Ogni dolore altrui
rattristava la tua fragile esistenza
in questa siepe irta di speranze.
Con solita umilt
donavi gioia e conforto
a chi ti circondava
offrendo e soffrendo per essi
perché tu non eri soltanto
questo polline di sole.
Ora, riposi tranquilla
colomba bianca
lieta del tuo tubare
ricami per noi
merletti d’amore
mentre il mio pensiero s’annega
nell’immensità dei tuoi ricordi
e mi avvolge una triste effusione.
Nel silenzio, mi domando:
“Signore, perché piangi?”
________________________
(*) Riferito alle due bambine.
– 18/04/2017

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Antonio Lattanzio

POESIA: “L’ultima pinta”

Parole, sviste, miraggi
lodi, inni, ricordi
mi scoraggia il guardarti negli occhi
tra le peripezie della notte
alla fine d’un vicolo
sotto la luce d’un lampione
c’è un barbone che si scola una pinta
per dimenticare
semplicemente scordarsi
chiudere gli occhi
e sentirsi trasportare
tra i sussurri del vento
lasciarsi andare
sono solo i tuoi occhi
il motivo per cui resto qui
penetri il mio animo con quello sguardo
da qui giù sembri in camicia da notte
ma poi lasci cadere le tende
e spezzi il sottile legame
che mi ha fatto sentir vivo
ed io
da qui giù
abbasso lo sguardo
e mi scolo l’ultima pinta di whisky
illuminato da un lampione
alla fine d’un vicolo qualunque. – 18/04/2017

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Elisabetta Di Natale

POESIA: Candore

Un soffio lieve che sa di neve,
potrebbe dissetare
il mio spirito arido,
che ha vagato
per secoli nel deserto
dell’anima.
Ho gli occhi chiusi,
per non distrarmi
da impercettibili richiami,
che sanno di celeste.
Forse il mio credere
non sarà più segnato dai confini,
ma si eleverà a qualcosa
che assomiglia a fede.
Sarà la tua carezza
che mi farà comprendere
il tuo immenso amore.

– 18/04/2017

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