POESIA: Ascolto il solitario mare
Ascolto il solitario mare
Azzurro e tremante con le sue onde.
Oh, solitario mare
Che dentro al tuo “profondo”
Porti la bellezza!
Cos’è una lacrima
Di fronte al tuo splendor? | sorgente: http://m.facebook.com/ – 18/12/2017
Autore: webadmin
Melis Pasqualina
POESIA: “Gli occhi di un bambino”
Occhioni enormi che ti guardano
e sommessamente ti scrutano,
non dicon nulla, ma parlano.
Come si può voltargli le spalle?
Come si può lasciarlo da solo?
Come si può abbandonarlo?
Quale ombra potrà mai proteggerlo dal sole cogente?
Quale tetto potrà mai proteggerlo dalla gelida neve?
Quegli occhi languidamente ti guardano e
chiedono solo e semplicemente “Amore”.
| sorgente: https://www.google.com/ – 18/12/2017
Melis Pasqualina
POESIA: “Gli Occhi di un Bambino”
Occhioni enormi che ti guardano
e sommessamente ti scrutano,
non dicon nulla, ma parlano.
Come si può voltargli le spalle?
Come si può lasciarlo da solo?
Come si può abbandonarlo?
Quale ombra potrà mai proteggerlo dal sole cogente?
Quale tetto potrà mai proteggerlo dalla gelida neve?
Quegli occhi languidamente ti guardano e
chiedono solo e semplicemente “Amore”. | sorgente: https://www.google.com/ – 18/12/2017
Petri Sabrina
POESIA: Miele di castagno
Chiara ambra
dagli occhi color liquirizia,
dall’effluvio penetrante
e dal sapor definito come la china.
Amaro sei
come il veleno di chi ti ha creato,
che ti ha lasciato crescere
al vento
e alla pioggia
con amor disinteressato.
esci ora tu
e provoca
sapor di
autunno. | sorgente: https://www.google.com.tw/ – 18/12/2017
Pigini Luca
POESIA: ATOMI DI BELLEZZA
Sublime grido d’aiuto
Emette colui che
Con passi solitari
Affronta la notte
Animo vinto
Da universale bellezza
Da mistero sopraffatto
Come naufrago cerca ristoro
E tra pagine ingiallite
E tra opachi fotogrammi
D’arte nutrendosi
Morendo, vive.
| sorgente: http://www.google.it/ – 18/12/2017
Tramontana Carlo
POESIA: Nella profondità del tuo amore ho trovato l essenza del mio dolore
| sorgente: http://m.facebook.com – 18/12/2017
LO PRESTI FERDINANDO
POESIA: TORMENTO
I fiori che non colsi
Li tengo nel mio cuore
Li guardo con stupore
SON desideri persi
sogni mai sognati
lasciati al mio passato
Le cose che ho avuto
Per sempre ò perduto
Canzoni urlate al vento
Smarriti nell’oblio
Quell’uomo non son io
è solo il mio tormento
…………..Aldo
| sorgente: https://www.facebook.com/ – 18/12/2017
ROSSANI OTTAVIO
POESIA: Notte amica
Estenua questa notte amica, che non passa.
Il buio non convince e fa paura.
Il sonno è restio ad avvicinarsi.
La mente resiste all’abituale crollo,
nonostante la geografia di orrendi timori.
La tensione cresce cercando quiete,
paradosso di una sete di vita,
mai spenta nonostante le continue bevute.
Stendersi sul letto è parafrasi di morte.
Nell’attesa della letale occasione
– inevitabile conclusione della storia –
non si chiudono gli occhi, come esorcismo.
D’improvviso poi però calano le palpebre
e trovano l’oscuro nel centro della luce.
Non sono gli occhi a rifiutare il male,
è la coscienza che ripiega nel suo interno,
percorre una pianura indistinta,
dove il vero e il falso si fondono.
Lì ogni attesa è plausibile, anche il risveglio.
Ottavio Rossani
| sorgente: http://www.poetipoesia.com/concorso-poeti-e-poesia/ – 18/12/2017
Porta Rodrigo
POESIA: GIUNGLA DI PANNOCCHIE, POMODORI E
MARIJUANA – Marghera, post Phobic
Il sole mi saluta timido all’orizzonte
mentre sgomita tra nuvole di smog;
disegna un quadro quasi surreale,
le mie retine stanche e brucianti lo catturano,
secondo dopo secondo.
E io sto qui immobile
a ricambiare il suo umile saluto
dal tetto di questo condominio pericolante.
I piedi a penzoloni nel vuoto
a sfidare quel baratro
che mi separa
dalle strade d’asfalto
in cui scorrono uomini inquieti
che misurano umanità e mascolinitÃ
in base all’auto e alla veste
che posseggono.
I palazzi
nascondono la vastità della Pianura Padana
e le ciminiere delle industrie
spruzzano bianche nuvole artificiali
in questo cielo
che di notte ha perso pure le sue stelle.
Ovunque macerie di strutture edificate e
dimenticate,
decadenti
come la nostra epoca,
edifici invasi da erbacce e piante rampicanti.
– rivincita arrogante ed elegante della natura che
rivendica il suo spazio primordiale. –
E per le vie s’aggira il demone della
globalizzazione,
uno spirito bipolare e fetente,
che fa chiudere per sempre
le serrande di negozi di artigiani locali,
serrande imbrattate da vernice illegale
che riportano frasi di qualche ribelle
che ancora crede
nell’utopia del cambiamento sociale intelligente.
Intanto l’epidemia di sale slot
e centri commerciali s’allarga
senza incontrare resistenza,
abbattendo boschi
campi di grano e vigneti
ai quali i nostri antenati
avevano dedicato sudore bestemmie e amore.
E la terra che loro tanto veneravano con dedizione è
ormai uno scheletro
coi vestiti strappati di dosso
e continua a vomitare petrolio
e affanna
perché le motoseghe le strappano i polmoni alla
radice;
come se non ci accorgessimo di morire ogni giorno
con lei,
come se fosse normale stuprare una madre generosa.
Di sicuro non saranno queste città a guarirci,
non potranno farlo nemmeno le verdi distese
immacolate
o le vette più alte e sacre
perché siamo meschini e sporchi dentro,
e l’anima non si lava
pagando 2 € in una squallida lavanderia. | sorgente: https://www.facebook.com/ – 18/12/2017
perego renata
POESIA: Amavo il mio paese natio ma non lo riconosco. Troppe stagioni pesano sul mio vecchio e stanco corpo.
Amavo il mio luogo natio, ma non lo riconosco.
Troppe stagioni pesano sul mio vecchio e stanco corpo.
Nella vetusta ma tanto amata dimora che ascoltò i miei primi vagiti , il dialetto è scomparso.
Gli anziani della mia infanzia riposano, ormai tutti, nel piccolo cimitero ai piedi del lungo e nastro azzurro del fiume Adda.
Occhi a mandorla, capelli neri e ricci su visi oscuri, odori forti , speziati, si fondono .
Scomparso il muggito nella vecchia stalla ; il tempo che fu tace, solo un vociare di lingue sconosciute.
Una lacrima bagna il mio viso ed il cuore muore in quel luogo ormai sconosciuto.
| sorgente: https://www.facebook.com/ – 18/12/2017