POESIA: Per i luoghi
Che brutto filare
Dovere ossessione
Ma è grande trovare
Bellezza di cuore
Nel luogo più brutto dove non conta il cuore.
Vedere la luce, andar contro se
Ma certo affidandosi a chi sopra di me.
Che bella poesia l’immaginazione
Fotografa il luogo con giusto clamore
Con tanto chiarore.
Non vince il reale
Il sogno ci avvale
Di buona morale.
– 20/04/2017
Autore: webadmin
Mirko Santarossa
POESIA: Amore
Mi sollevasti oltre il cielo di bistro,
fra gli astri a embrione della Via Lattea,
e dopo breve oscurità eternata,
ritorno deposto da seme d’acqua
in un ignoto giardino sinistro.
In una dimensione dilatata,
cresco nell’ombra di chi non sta qua,
ed aspetto sulla nutrice brattea
di schiudere questo profondo esilio:
posarmi lieve, a te, per un puerperio,
con le ali iridescenti da immenso Papilio,
esaudito del suo ovvio desiderio.
[…]
– 20/04/2017
Francesco Scarlata
POESIA: IL SENSO DELLA VITA
Nasco dal nulla,
vivo e cresco nel nulla,
la natura mi nutre,
l’amore umano mi conforta,
gioie e dolori mi appartengono.
Dove sono?
Perché ci sono?
A cosa servo?
Non vedo la metà,
non sento la voce,
non parlo più.
La luce si è spenta e il buio è giunto e pian piano
il sipario si è chiuso
sul teatro della mia vita.
Cosa resta di me?
Il ricordo di me stesso?
Cosa rimane a me?
La speranza di incontrare
qualcosa o qualcuno,
in cui ho sempre cercato
di credere, Dio.
– 20/04/2017
Filippo Petrini
POESIA: Quella Creatura celeste
Brilla, brilla,
ma ancor più mi rallegra
quella stella, ormai lontana;
che con i raggi suoi,
illumina quel desìo di rimembranza.
E brilla, ancora di più;
brilla, luccica, arde e risplende
quell’argenteo corpo celeste.
Ma in questo reo tempo,
si allontana quel pensier vago
che in questo momento;
io penso…
E quella Creatura, all’improvviso svanì,
nel cielo colmo di nubi si sciolsero i pensieri miei,
ed io incolume, ripartiì;
come una Ginestra che anche alla lava resiste,
e dentro me…
desiì, pensieri e sogni, ritornate ! – 20/04/2017
Valentina Cesaretti Salvi
POESIA: La signora cenere,
con la sua pelle
sulla quale si intravedono
i solchi dove scorre il tempo
come ditate su un vetro sporco
e con quelle sue mani
con le unghie accartocciate
e i palmi ruvidi
attrezzi immuni a ustioni
e dolci piattaforme
sulle quali atterrano guance,
e quella sua vestaglia da casa
seconda pelle
colma di logori ricordi
ma comunque elegante nel modo in cui
solo lei la sa indossare,
ride,
stringendo tra i denti una sigaretta
pensando a quelle donne
che cambiano pelle
per nascondere
quello che lei mostra fiera
come se ogni ruga fosse un gioiello.
Si girò
e su una vecchia poltrona
vide un vecchio uomo
e provo lo stesso sollievo di un soldato che vede un suo alleato
e posando l’arma alza la mano;
quindi la signora
spenta la sigaretta
andò verso di lui
masticando quel l’inizio di giornata:
sapeva di nicotina. – 20/04/2017
Marinella Lanini
POESIA: Ho gettato fiori di lavanda nel mio cammino,perché tu riconoscessi il mio profumo…ho aspettato lunghe notti ma tu non mi hai trovato. Ho seminato nel mio cuore chicchi di grano,perché il mio amore chiamasse la tua fame di me…ho atteso mille giorni di primavera ma tu non sei arrivato.Ho lanciato,allora, nel cielo semi di papavero per farmi dimenticare ,affinché l’oblio nascondesse la mia follia nel non averti trovato ,nel non averti cercato e per averti dimenticato . – 20/04/2017
DEBORA BIFFI
POESIA: PARLAMI
Dalle prime luci del giorno
alle ultime della notte,
la mia anima,
trattiene il tuo respiro.
Parlami,
non chiedermi di cosa
ma parlami,
affinché la nostalgia di te
non corroda le mie giornate.
Non lasciare al tempo
ingurgitare giorni silenti.
Arde il cuore
fra le parentesi d’amore,
brucia senza sosta,
fin dentro,
come fiamma perenne
che non si spegne,
né con le intemperie
né con lo scorrere del tempo.
Il tuo silenzio
è vertigine d’attesa,
macigno,
sui sospiri miei
Parlami,
parlami sempre,
parlami ancora.
– 20/04/2017
CIRO SINAGRA
POESIA: L’inchiostro e il foglio di carta[*]
[*] testo originale in dialetto napoletano
E’ bello quando ti trovi tu solo
con un foglio bianco ed una penna nelle mani!
Noi sai in partenza se farai una gran cosa
o se alla fine strappi tutto e fai immondizia.
Questo foglio bianco è come una vita che incomincia
e stai attento a non sporcarlo inutilmente.
Ma più pensi, più rimane bianco…
poi all’improvviso prendi coraggio e non ti importa più
se sbagli o no!
Volevo nella vita fare il bene, il bene solamente…
ma il foglio bianco non può restare.
Si sbaglia? E si cancella!
Ma questo segno nero è brutto
tra tutto questo bianco
da vedere…..
– 20/04/2017
Dario Antonio Belviso
POESIA: Io è Amore
Amo vedere la gente giocare, ridere, prendersi alla leggera ogni qual volta l’occasione suggerisce di fare..
della propria gioia ne fa dono e non lo sa, lo fa incosciamente senza alcuno sforzo o vanità, autentico Amore..
per questo da lontano come un ladro osservo affinché resti tale, incontaminato dall’esibizioni , nessune ostentazioni..
ma non rubo nulla io , perché l’Amore si da da se, come la natura da la musica, come l’odore da i ricordi, Dio il pane..
non ha bisogno di noi l’Amore, esiste già, non chiederlo e non dare, è sufficiente imparare , osserva e impara..
siamo noi l’Amore senza le nostre spoglie, si veste di te, me, di tutti coloro che lo comprendono, ma in tutti é uguale..
Amo vedere la gente amare, perché senza chiedere ne dare, lascia che io impari, e come un miracolo mi lascio indossare.
– 20/04/2017
Salvatore Daniele Dotto
POESIA: Cuore di Gano
Son contento d’esser Siciliano
perché ho il mare negli occhi e il sole nel cuore
Sono contento d’esser un terrone
perché conosco il gusto della paura e la gioia di combatterla
Son contento d’esser un isolano
perché sento il profumo dello zolfo e guardo le rughe dolenti sulle mie mani,
impastate di sangue e terra
Sono contento di stare giù…
perché amo con il cuore e rispetto con l’onore…
Son contento di aver la pelle scura, graffiata dal sale,
perchè dell’arsura dei Mori son figlio
…e dei Saraceni fratello
Al pari di Orlando amo Angelica
………….ma il suo amore ha cuore di Gano
Sono contento di avere il berretto
perché temo Dio ma non temo l’inferno
Sono contento d’esser di terra amara
perché ho anima di “muschitto” e ritmo di falsi destrieri
E son profumo di sardine arrosto e di vento che accarezza le canne
in riva al mare…al tramonto….
Son contento d’esser meticcio
perché so dire no anche se rischio il tùmulo
Son contento d’esser d’altri tempi
perché ancor tremo…se tu mi sfiori
Sono contento d’esser di qui
perché son la scala su cui poggia l’insicurezza della mia terra intera
…e sono presepe e sono zampogna, non sono Gesù ma sono Mago e Barabba..
……sono uva, olio, lava, sale, conchiglie, brezza, vino inebriante e frutti spinosi,
pasta fatta in casa e puzzo di fame..e di capra selvatica, e di spari, e di baci
e di saluti riverenti…soffocati tra i denti
….e sono schiavitù, e sono arabo, turco, romano, assiro, normanno, franco, ispanico
….e sono cicala insonne
….e cantilena…e nenia…e sono storia di Carini e di Baronesse, di castelli e di vassalli
….e mi inèbrio di erica e lentisco, del ricordo dei tuoi capelli che sanno di oleandro e zagara…
cingendo il desiderio di te….di timo e rosmarino
Son contento d’esser parte del corteo dei misteri
perché so ancora tremare davanti al tuo sorriso
e so correre…. dietro i conigli sino al crepuscolo….
Sono contento d’esser io, ora, quì,
perché ho anima di falena e passo di volpe
…nell’aurora del giallo riverbero di ginestra……..
Alla gente di mare son contento di appartenere
perché la mia patria è l’ignoto e, Penelope, ferma alla conocchia del suo amore per me,….. ….il mio desiderio…
Urla di pescatori e filastrocche di contadini sotto il sole rovente..
…dalle bocche impastate di fichi secchi e
……. dal respiro acquietato dalla ninnananna di cincia e occhiocotto
E il mio viver è cuore di lepre ferita
.. è stanchezza d’istrice, di gatto selvatico sguardo…
..e di donnola furbizia…..ma più di tutto, sono contento di non aver…quel tuo cuore di Gano!
daniele dotto
– 20/04/2017