Eva Baldi

POESIA:

Nel tuo mare

Una bolla di sapone
col riflesso d’astrazione
imprigiona i tuoi pensieri,
in bottiglia dei velieri.
La folla ti spaventa
come una pioggia violenta
ma son solo goccioline
che danzando, ballerine
voglion fare capolino
nel tuo spazio birichino,
stretto intorno alle paure
ma con tante insenature.
Proprio quei percorsi lasci
come verdeggianti fasci
per coloro, coraggiosi,
viaggiatori avventurosi,
che riescono a guardare
la purezza del tuo mare
BLU, colore della forza
lacerante d’ogni scorza.

Eva Baldi. – 19/04/2017

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Elisa Innocenti

POESIA: Amarsi
Perdersi in un solo sguardo,
Fra i pensieri di una vita,
Mentre le nostre mani si cercano…Si sfiorano,
In un’istante ,l’infinito
Parole non dette,baci rubati,
L’essenza infinita
La linfa della vita.
Noi due insieme…in questo bellissimo viaggio – 19/04/2017

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paola fumagalli

POESIA: Amore

“Quello che provo per Te È amore
È un sentimento, che muove ogni mia cellula, ogni mio pensiero nella tua direzione,la faccio diventare una magica vibrazione, nettare per la mia mente,per il mio corpo e per il mio spirito” Akasha
19.11.11
– 19/04/2017

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Marco D’Onofrio

POESIA: L’AMORE
L’amore è un sentimento
tutti lo trovano, tutti lo provano.
Prima dell’amore, l’amicizia
sorrisi, abbracci e compagnia
ma a volte vola via.

È come un gioco di fantasia
perdi amici, perdi fiducia, ti senti isolato
e non sai piu neanche chi tu sia. – 19/04/2017

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roberto fenaroli

POESIA: TEMPESTA

Il tempo delle speranze è trascorso,
il mare è diventato una tenebra
nera.
Navigo sulla nave della vita,
a largo delle coste della fantasia;
sotto le nubi che avanzano incontro all’albero
maestro.
Navigo incerto.
ignorando le rotte,
disconoscendo il significato delle bussole e
delle stelle.
Lontano porto la mia nave,
in mezzo a pirati dalla pelle tatuata;
fra popoli che vivono su isole
volanti.
Le onde si fanno ogni ora più alte,
il vento s’impossessa d’ogni direzione.
Aspetto il giorno del giudizio,
la tempesta che s’avvicina, trascinandomi nell’abisso.
Ti sfido onda,
vienimi a rapire,
una boccata d’acqua salata,
e tutto sarà finito.
La fine giunge,
travestita da sirena che canta:
non mi legherò all’albero maestro;
non mi legherò;
lo giuro,
mi getterò fra le tue braccia,
accarezzando i tuoi lunghi capelli
di donna.
Il mare,
si sta ingrossando:
come si può amare in questo mondo?
Eppure umanità,
ti ho amata;
eppure bambina,
ti ho desiderata.
Oggi,
non vi amo e desidero.
Ho imparato a disprezzarvi.
L’ingenuità,
lentamente muore,
portandosi con sé,
le cose più belle e semplici:
aspetto l’onda che mi rapisca.
I fulmini nel cielo,
sono gigantesche lingue di fuoco.
Odo finalmente il tuono
che sfida i marinai,
alzate le vele,
laggiù, verso la montagna del Purgatorio,
lancerò per l’ultima volta,
il mio grido di battaglia,
mentre le onde avanzano nere incontro alla poppa.
Un’instante e solo l’abisso;
un secondo per sprofondare tra le rovine di
Atlantide.
Quando i gabbiani torneranno sul mare,
il mio corpo cadrà lentamente
nelle profondità dell’oceano,
liberando l’anima,
in un agile corpo d’orca
che s’avvicina intrepida
alle spiagge dei continenti.
– 19/04/2017

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Maria Cristina Concetti

POESIA: Il sole illumina l’orizzonte
e si offre come fonte.
Una energia sprigiona
che invade ogni zona.
Dona tepore
e regola l’umore.
Effonde i suoi raggi
sugli stolti e sui saggi.
Accarezza ogni viso
strappando un sorriso.
La sua presenza è una benedizione
che migliora ogni predisposizione. – 19/04/2017

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giorgio zanet

POESIA: CASANOVA

Sollevasti il dubbio
ignaro del domani,

celere fosti nel
dimenticare il vissuto,

vivesti un sol giorno
con la consapevolezza di piacere.

(ebbe un solo grande amore, durato un sol giorno)
– 19/04/2017

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Antonello Vanni

POESIA: Sei fior reciso,
sole spento,
buio, oscurità,
del cigno ultimo
mesto canto.
Amore amaro,
sogno infranto,
fiore appassito
in cella di serra,
tra infinito pianto.
C’incontreremo forse,
un altro giorno ancora,
ma sarà tardi,
fuggita per sempre
la tua perduta ora. – 19/04/2017

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Manuel Incardona

POESIA: “Era ieri”

Era ieri,

ero beato, fra le coccole del passato,
un luccichio vivo e costante,
una fenice inconsapevole.

Oggi, non son più io,
guardami, un castello franato
nel fruscio dell’ignoto, un albero
che ha perso il suo baricentro.

Il tuo vento, Presente, mi ferisce,
le tue ombre mi confondono,
le tue grida sono assordanti,
ma tu, effimero rigagnolo opaco,
bruci nel mare del domani impazzito di colore.

In lui confido quando il suo fruscio
mi accarezza il viso, e la sua luce
trasforma l’immoto in un sospiro,
un suono fioco odo impetuoso.

E già non son più io,
forse un girino, alla conquista del suo stagno,
un alunno al banco di scuola e il suo maestro,
un giardino arso da coltivare e
che stanco vuol rifiorire.
– 19/04/2017

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STEFANO GIUSEPPE SCARCELLA

POESIA: Rincorro questo senso di pace
sotto il tetto di beatitudini,
ma di una navata laterale

La vita m’ha chiesto una fermata

perciò macino silenzi, a manovella,
come chicchi di caffè tostato
dall’aroma fresco e pungente

tagliente non più di quest’incenso
all’ambra dei monaci di Betlemme

S’allontana questo feretro fiorito
barcollante sulle spalle
e son desto, non è più mio

non mie le ruggini né le croste
non mie le nausee né i disordini
non mie le domande né le risposte

Tutto ho rinchiuso là dentro:
scartoffie e macerie divelte

Non voglio condoglianze né lutti

Ora sì che la vita profuma
di balsami, di benevoli raziocini,
di silenzi sgrassati e zuccherati

– 19/04/2017

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