Fabrizio Costagliola

POESIA: Dimenticare-
Arriverà il tempo, rimargineranno le ferite ormai ombre senza senso, finirà questa mattanza di sentimenti, patire ogni ricordo, la coscienza di fulgidi errori, maturerà l’essenza del mio tempo, pervaderà la luce e il fondo non più oscuro finalmente si svuoterà, sarà tutto cosciente calma, finalmente sotto le mie palpebre non più dolore, e potrò dimenticare. – 18/04/2017

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enrico squizzato

POESIA: Il mio presente è statico
e non riesco a parlarne
perchè non so capirlo
va tutto dove deve andare davvero?
se il sogno è rimasto indietro
nel tempo dove vivevo – 18/04/2017

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Umberto Marinello

POESIA: Noi stiamo con i Grandi

Noi stiamo con i Grandi
e non ci toccano le nuove
povertà, solitudini
atroci, indecorose
miserie. Adoriamo
idoli fasulli, stelle
di cartapesta, un calcio
strapagato, spudorata
offesa alla decenza.
Strumento laido, bruto
d’un potere strisciante.

Noi stiamo con i Grandi
e non ci turba la sorte
dell’umanità, le pance
gonfie, gli occhi sbarrati,
la pelle (ma se è nera!)
già incartapecorita
dei bimbi affamati,
non ci turbano i seni
rinsecchiti e vuoti
di donne ormai sfatte
(altro che le tette in tv,
mercanzia edonista
per un popolo guardone),
non ci turba il turismo
erotico, le bambine
vendute, violate, lese
per fame; i ragazzini
infilati nei meandri
bui delle miniere
o costretti a “rumare”
in olenti discariche
(ogni respiro un giorno
di vita in meno). Ma
noi stiamo con i Grandi
che portano aiuti
di facciata. I problemi?
Devono restare. Giusto
grazie a quei problemi
noi Grandi siamo Grandi.

Noi stiamo con i Grandi
e l’umana sofferenza
è realtà virtuale,
spettacolo lacrimoso
ma spettacolo: non ci va?
Ci basta cambiar canale!

– 18/04/2017

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Ernesto Musiari

POESIA: Solo Sette (tautogramma)

Se sapessi solo sette
Stelle sulla sera
Sarei salvato subito
Sostanzialmente sollevato
Spezzato senza soccombere
Se stessero sopra sfavillanti
Scoprirei stanze sepolte
Scoperte senza scavare
Sommerse senza spazio
Salvate senza svuotare
Se sapessi solo sette
Segreti su settanta
Sopravviverei senza sudare
Solleverei sassi sotterrati
Surperbi scheletri spolverati
Se sapessi solo sette
Segni sulle spiagge
Sarei sicuro seguendoli
Senza sosta
Senza sostanziali sicurezze
Se sapessi solo sette
Sotterranei silenziosi
Scapperei senza sconfinare
Sulle strade sprofondate
Su Spensierata supponenza
Se sapessi solo sette
Sogni Senza sorriso
Saprei spiegare soltanto
Senza spontanee spiegazioni
Solamente si sol sol sibemolle
Sette senza santi
Santi senza san
Separati spezzati
Stregonerie sprezzanti salvezza.
Sette sono soltanto
Spari sulle sentenze
Sputate senza sapere
Se soli siamo
Se soli saremo

– 18/04/2017

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ELISEA ALISEI

POESIA: I Figli del Vento … (16/12/2016)

Io ricordo
Io non dimentico
quei grandiosi Venti …
che quaggiù mi portarono
e al Padre mio mi strapparono…

Io ricordo
Io non dimentico
che un attimo prima
con tutta la mia forza
a Lui io gridai:

Fammi tornare indietro!
Fammi tornare indietro!

Non so se nel mio compito
io riuscirò …
Non so se tutto quel dolore
io sopporterò …
Non so se alla nobile Opera
io mai adempierò…

Trattienimi ancora un po’
perché ancora io non so
quando nella Luce tornerò …

Perché così a lungo
mi hai abbandonata …
se con l’antico Patto
a Te mi avevi consacrata…

Più non trattenermi qui
senza un perché
se scopo più non c’è …

Io ricordo
Io non dimentico

che ero Figlia del Vento
ed ora… sola quaggiù
io non ho trovato
che pena e spavento.

(elisea alisei)

– 18/04/2017

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Francesco Mariano Arbore

POESIA: Inconsistenza Fugace

Cosa rimane di un’estate illusoria? Occhi profondi che scavano lungo gli abissi dell’anima, che cercano di percepire un briciolo di candore da un panno unto di male, che ricercano uno spiraglio di luce, ormai offuscato, in una distesa di tenebre, che tentano di raggiungere la foce dalla fogna. Sei lo specchio che riflette la beltà che non pensavo di possedere, l’artista che scruta con attenta minuzia una moltitudine di variegati colori da una tela dipinta di nero, che restaura un’opera di un’epoca logorato, che si sente rinfrescata dalla sabbia del deserto, che si sente protetta in una casa senza tetto, che si ostina ad afferrare foglie che scorrono in una tormenta, che assapora la semplicità degli attimi trascorsi insieme. Io, profugo alla deriva, mi trascino alle spalle gli strascichi delle emozioni stagionate. È stata repentina la puntura di zanzara al cuore sonnambulo, rinchiuso in uno scrigno senza chiave. È stato tutto avventato. Quel cuore ostinato che incominciò a fervere di passioni, ignorando ingenuamente che era recluso dietro le sbarre. Ma la vita non è una fiaba…..non c’è mai un : ” è vissero tutti felici e contenti”. Ecco la dura realtà. Chi siamo ? La nostra immagine è l’ultimo vestito che indossiamo; il mio : intriso di toppe e strappi. Bisogna apprezzare ogni colore dell’arcobaleno, non solo il giallo, anche se è il più brillante. Fuggi dalla clessidra senza fondo, dove il tempo delle amarezze continua a scorrere inesorabilmente senza tregua. Scappa via dalla maschera che mi hanno impiantato addosso. Ora assapori i miei baci, sfiori il mio viso, ti perdi nel mio sguardo. Domani non sarò nient’altro che una fotografia sbiadita conservata in un armadio. Amerai un’altra immagine e , nella medesima maniera, penserai di stare meglio di prima, di aver toccato la cima di un grattacielo. Tu che raccogli in un diario le gioie e i dolori della Vita, lascia per me una pagina bianca che riassume il vano tentativo di poter “Amare”….ed intanto i poeti scrivono sulle loro condanne, i musicisti cantano sulla malinconia di un Amore irraggiungibile, i filosofi cercheranno di renderci un po’ più tristi, i pittori coloreranno di lacrime le immagini dei loro pensieri. E come un torrente senza freni, ci dimentichiamo che siamo il risultato del talento di molteplici individui, che non aspettano altro che siano riconosciuti i loro meriti. L’ empiria affettiva , vana ed endemica del passato, pone i ceppi ai miei piedi. Sabbie mobili ingoiano implacabili il mio corpo inerte. L’ Anima leggiadra scivola dalle dita. Solo grida strazianti, sgomenti indissolubili, sfiorano di sfuggita l’essenza del corpo, ma si dissolvono nell’aria, sfumando lentamente nella foschia dei ricordi. – 18/04/2017

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Simona Sgamma

POESIA: Ti ho amato di nascosto,
nei miei bui silenzi,
mi sono preso gli scarti,
i ritagli di vita.
Il tuo piatto freddo, di fronte al mio,
Il letto vuoto,
tu che fuggi come un ladro
nel cuore della notte,
io al telefono
aspettando una tua chiamata,
solo una tua ennesima scusa
sullo schermo mi é arrivata,
io alla finestra
aspettando il tuo ritorno,
consapevole che io per te
sia solo un contorno.
Si é fatto giorno…
la cittá si sveglia
ed io mi svesto di te,
indosso la mia maschera
e mi mischio con la folla,
la metro é calda
ma io mi avvolgo nel cappotto,
stringo le mie consapevoli paure,
una donna mi sorride,
un uomo strilla
che avrebbe tutte le cure…
Scendo in strada,
valigetta e cravatta…
voglia di urlare
in questo mondo d’ ovatta.
Entro in un bar,
una coppia si sfiora le labbra,
io e te neanche le mani…
Chissá se ci sará posto
anche per noi un domani,
un domani sperato
e non disperato.
(VIA LA MASCHERA ) – 18/04/2017

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Massimo Di Gorga

POESIA: Che estará di me…

Quand’é che si diventa adulti padre mio,
quando dividi il letto con l’amante
o quando la gente smette di chiederti cosa farai tu da grande?

Da giovin signore risposta mai seppi dare,
e ora che grande dicon che io sia,
non mi passa neppur lontano dalla mente che io vorria.

Oh! santa Lò, che pasa?
se son stato scapestrato, come dican i mia,
è fattibile, ma del mal mai feci alla mia persona o a chicchessia.

Cresciuto son col libero pensier,
che io avria a sceglier una sol cosa da fare mi è sembrato una pazzia,
decider poi a priori, ante de li fatti , quale che sia la vita mia…

…che miedo, padre mio,
che l’eterno riposo di consigliarmi vi tolse il pregio, suvvia!
dall’alto, de lo fato mio il vostro spirito possa anticipar chi io sia.

Sbrigatevi o padre!
perché, semmai del saper vorreste farmi parte,
nella mia vita dell’ultimo viaggio sento fischiare il tren che parte.

Che non si dica un dì nell’epitaffio della mia vita errante:
Grande uomo si ma che non seppe mai cosa far da grande.

Angel di la guardia ruega dios per me.

– 18/04/2017

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