Alessandro Politaki

POESIA: UN ALTRO WHISKY

Qualcosa mi distrae,
un pompino, una birra,
del whisky.
La stanza è stretta,
si può uscire dalla porta
solo se fai a gomitate.
Ancora qualche soldo speso male.
La muffa del soffitto,
il barman è un ladro,
e l’ira funesta
ospita nuovi assassini.
L’autista guida
senza controllo,
si schianterà tra qualche attimo
mentre la moglie
grida al telefono.
Andare a troie
è reato,
ma non poi così grave
quanto fumarsi
uno spinello.
Non hai lavoro,
ma in qualche modo
spendi i soldi per andare a troie
e per drogarti.
Non ha senso chiedersi
che senso ha la vita.
È meglio non pensarci,
rischi di diventare pessimista.
Dovrebbero ibernarci
forse verranno momenti migliori.
La vita non ha prezzo
ma tutto il resto si.
La vita va vissuta al meglio.
Anche se non trovi il tempo
per una passeggiata.
Anche quando
non hai soldi
ma li spendi per le troie.
Fare poca conversazione
darà vita ai tuoi fantasmi.
Ma in questo mondo
ci sono più morti che vivi,
alcuni sono già morti
prima di nascere,
altri moriranno dopo qualche anno
e altri non moriranno mai.
Se Jack è uscito dal gruppo
un motivo lo avrà avuto,
ma se tu sei fuori di testa
è inutile trovare un motivo,
fai prima a rovistare
tra i rifiuti,
è chiederti perché
la gente ci butta di tutto
dentro la spazzatura.
Non sappiamo che farcene delle cose,
della gente, degli amici, degli amanti.
Cerchiamo di occupare il tempo,
sembra che da un momento all’altro debba accadere qualcosa,
ma poi non accade un cazzo,
tutto è stabile e di pietra,
altro che rottura di coglioni.
Vorresti che la vita fosse un film,
che il bicchiere fosse sempre pieno,
vorresti che l’inverno durasse un attimo
e che in primavera piovessero dal cielo anche i fiori.
Ma c’è più merda per le strade
che dentro i cessi.
La cosa che conta di più oggi
è fare buon viso e cattivo gioco,
ma c’è chi si sente stanco
ed ordina un altro whisky.

– 18/04/2017

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Luana Giunta

POESIA: Ricordo,
Insignificante ma così presente,
Sorriso,
Mai più visto qualcosa delle stessa bellezza,
Sguardo,
Così intenso da perdersi dentro.
Tu,
Così lontano ma così vicino
– 18/04/2017

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Antonio Rispoli

POESIA: Tramonto Partenopeo

In una luminosa e calda giornata,
mi trovai a passeggiare sulle partenopee sponde,
dove la fine sabbia s’incrociava con le onde.

Mi sedetti, sui minuti frammenti dorati
dove milioni di persone, negli anni erano passati.
Guardai l’orizzonte, a me tanto lontano
mentre sulla fronte sudata passai una mano.
Il sole, coi suoi lunghi raggi rossi e lucenti,
stanco per la lunga giornata passata a giocare,
pian piano si andava a riposare;
mentre il cielo e il mare, illuminati dalla forte luce proiettata,
presero mille colori, come la tavolozza di un vecchio pittore.
Come se l’Universo, diventato un essere senziente,
in quell’occasione si fosse divertito a dipingere uno splendido quadro,
per alleviare lo stanco sguardo di noi poveri mortali.

Intanto, poco distante da me,
dove la sirena morì,
il grande castello si ergeva possente sulle sacre sponde;
mentre dall’alto, la grande montagna, col cuore caldo,
ci scrutava e vegliava come un amorevole madre.

A quel punto, pensai:
Noi piccoli esseri fortunati.
Noi che cresciuti in così tanta bellezza,
non possiamo fare più a meno di essa.
Noi che nascemmo artisti, grazie alla sua beltà,
che da tempo immemore ci allieta.
Noi figli di questa terra accogliente e giuliva,
che troppo spesso è bistrattata.

E alla fine di questa giornata,
torno a casa col cuore sereno,
mentre ringrazio la bella Partenope
che tra le sue braccia mi ha cullato
e adesso mi sento rinato.

Rispoli Antonio – 18/04/2017

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Luigi Sprecapane

POESIA: “Il fiore del mio amore”

Tu, piccola rosa d’inverno,
Sbocciata in un giorno incantato,
Emani profumi di Primavera,
Inebrianti, fragranti, soavi,
I tuoi petali vellutati, teneri,
Son baci trasportati dal vento,
Rubati a sospiri di amanti felici.
Tu, piccolo fiore,
Delicato, dai soffici colori,
Ma forte e rigoglioso,
Mai piegato dai venti della vita,
Resisti alle bufere,
Sei un fiore bellissimo,
Da curare con amore,
Da ammirare con passione.
Tu, fiore della vita,
Mi abbracci con le tue foglie,
Mi profumi l’anima,
Mi incanti coi tuoi colori,
Tremando ti tengo fra le mani,
Sognando aspiro il tuo profumo,
Bruciando bacio i tuoi petali,
Follemente amerò il tuo fiore.

Luigi Sprecapane – 18/04/2017

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Gabriele Pece

POESIA: Sconforto

In primavera
in un prato fiorito
anonimo figlio del mondo
giacevi li
nell’auto di papà

Eri raccolto
in posizione fetale
quasi ad invocare
il grembo
di tua madre

La “pera” ancora in vena
tra rivoli di sangue grumito
nel braccio scopriva
Il macabro rito
“la droga”

Nelle labbra
esangui
un ghigno atroce
scolpiva l’ultimo
sussulto di vita

Nel volto deturpato
l’adolescenza svanita
parlava di te:
dei tuoi anni verdi
dei tuoi silenzi
del dramma del mondo
per il trionfo
dell’indifferenza umana

– 18/04/2017

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Arturo Croci

POESIA: Momento
E’ un attimo,
lo spazio fra un pensiero e l’altro
appare un viso mai dimenticato,
da sempre scolpito nella memoria,
nel cammino e nel sonno.
Ma quel viso è schivo
di un essere lontano
ben diverso dai ricordi.
E l’amarezza sale dal profondo,
non è il tempo che cambia
la tristezza in fondo agli occhi
e il sorriso di chi si è perduto
nel dolore.
Un’amarezza fatta di sogni infranti
e rabbia furiosa per la
propria inutilità.

Pagine bianche
Righe sbiadite
come quel che rimane
di una vita.
Sorridi,
usando convenevoli
e frasi fatte
ma si intravede l’anima
senza destino.
Rimane solo il tempo
della sofferenza
e passi nei sentieri
del nulla.
Ancora nascondi.
Ancora confondi.
Eppure sorridi.
– 18/04/2017

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Maria Cristina Folino

POESIA: TITOLO: Pensiero di una goccia nell’oceano

Potessi prendere la mia
solitudine
e coprirla di carta vermiglia,
d’argento e nastri d’oro,
e potessi ornarla
con amore e coriandoli
d’ogni foggia, o colore,
la cullerei delicatamente
nelle mie mani,
cingendola di dolci ricordi,
e la donerei a chi sa piangere
all’unisono con i battiti
del mio cuore.
Ma è una solitudine fragile,
troppo fragile,
che fa finta di non esistere
e si nasconde nella nebbia
di una vita normale,
nella maschera rassicurante
di un sorriso.
Il mio cuore amerebbe
le mani che si schiudono
davanti a questo dono,
e il vuoto che contiene
diverrebbe uno scrigno
di brillanti
per chi scarta il dolore da cui
mi è così difficile separarmi. – 18/04/2017

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Alessia Dorettl

POESIA: Luce sommessa
del focolare acceso,
silenzio candido
quasi rumoroso,
tace tutto,
solo il cuore
esplode per te,
sotto il cielo d’inverno.
L’amore,
eterno. – 18/04/2017

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Rodolfo Carone

POESIA: Ciao Anna

Chiedimi Anna
chiedimi ancora
chiedi pure
ciò che non sai
chiedi e richiedi
trepidante e incredula
se oggi o domani
già migliorerai
se le ferite
nel profondo hanno senso
se chiudendosi
completano un cerchio
se c’è vita nella morte
e chi delle due
sarà sconfitta dalla sorte
Anna coraggiosa
senza lamenti
guardavi lento il male
addormentarti i movimenti
e sapevano i tuoi occhi
di non aver tempo
chiedeva il tuo respiro
di non andar perso
di distribuirsi
inesorabile e cosciente
in silenziosi insegnamenti
in quei sorrisi quieti
in quei tuoi sguardi incantati
-piccole stelle cadenti
ardenti pace
nei tuoi lineamenti-
Chiedi Anna
chiedimi ancora
chiedi pure
ciò che non so
se in questo
o altro spazio
ti ritroverò
parlami e riparlami
dentro la mente
ed io ti trasformerò
in pensiero
puro
e avvolgente
Qui
ora
e per sempre.
– 18/04/2017

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Teresa Siriaco

POESIA: Carpe Diem

Sospeso fra il cielo e il mare
un ponte ascolta il nostro varco.
Danzano le onde nella notte
cheta, dorme la città segreta.
Deliziosa magia rubata al tempo
nei globi mai sazi d’immenso …
Notte leziosa, sui passi errando
a mani unite nel silenzio,
paghi di ilarità e gioia infante.
Mezzana la luna l’ardor indusse e,
a propizia emozione
l’antico desio condusse.
E noi congiunti
nel vento fluttuato d’argento,
immoti a scrutare il mare e
i suoi diamanti specchiati di luna,
sui nostri volti senza confini.
Una profondità vissuta
nell’intima allegrezza …
nella gioia candida
crogiolata dal profumo di rosa,
stretta nella mano invidiosa.
Quella fragranza serpeggiando
[s’insinua ]
nei corpi ghiotti sopiti di sale…
Note di serenità volteggiano
[nell’aria ]
come gabbiani festosi
nell’estro della moltitudine.
S’ode un violino o forse è il mare …
che accompagna il nostro ardire.
Questo cuore non ha stagioni
ma giorni di infinito amore.

– 18/04/2017

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