POESIA: Quando piangi, una parola inespressa si stacca dall’anima…cerca la strada del cuore per parlargli, come un ricordo, un odore, un colore…
Ma il dolore in agguato le sbarra il cammino, padrone spietato del vuoto lasciato….
Null’altro può fare che sciogliersi in sale….
Trovare l’uscita dagli occhi che, duri, rispecchiano il mondo…e lasciarsi morire su aride labbra….
Come un bacio soffiato da un sorriso felice…e poi cancellato…da un palmo distratto…
– 18/04/2017
Autore: webadmin
Graziella Antonioli
POESIA: MORFEO
Vivo senza lo scorrere del tempo.
Le mie giornate susseguono senza consapevolezza. Tutte uguali, senza novità.
Sono rientrata nella mia bolla protettiva, priva di socializzazione, di emozioni luminose.
È ancora rassicurante, esattamente come
l’avevo lasciata vent’anni fa.
Non esiste la noia, i pensieri mi accompagnano. Gironzoliamo nella luce fino a quando fa buio.
Insieme ci corichiamo in attesa di Morfeo.
“Hai sonno?” mi chiedono.
“No. Fate troppo rumore e ostacolate l’arrivo di Morfeo.”
“Oh! Scusaci. Noi non abbiamo ancora bisogno di riposo, tu se vuoi puoi riposarti però.”
“Lo farei volentieri . La vostra compagnia è di sicuro invadente, ma con voi non mi sento sola e mi aiutate a capire.”
“Noi siamo stati creati da te per un bisogno, per cercare quello che ora trovi incomprensibile.”
“Avete ragione, ogni tanto dovreste fermarvi però. Almeno la notte. Non siate egoisti, fate passare Morfeo.”
“Percepiamo la tua stanchezza, sei tu che ci alimenti e finché la nostra pancia è piena, le nostre energie sono inesauribili.”
“Vabbè, prima di domattina avrete esaurito le forze e arriverà Morfeo, mi prenderà tra le sue braccia e mi cullerà fino ad addormentarmi.”
“Bene, allora giochiamo, pian pianino ci dissipiamo e diamo adito a Morfeo.”
Una compagnia confusionale.
A volte pesante da governare, a volte leggera da ridere.
Vorrei, non ora.
Vorrei senza volere.
Poi, lui!
Chi è?
Perché è qui?
Qual’è il senso della sua presenza?
Cosa non siamo insieme?
Due entità tormentate dal passato che si accompagnano per qualche ora, nei giorni che scorrono senza tempo.
Ognuno coi suoi pensieri affamati, insaziabili.
Lo voglio.
Non lo voglio.
Mi vuole.
Non mi vuole.
Attrazione.
Repulsione.
Cosa ci lega realmente?
Che confusione: cerebrale, emotiva, sensoriale.
Voglio dirgli tutto poi, non voglio dirgli nulla.
Tutto in sospeso.
Paura.
Si, paura delle risposte.
Cosa voglio: conoscerlo per imparare ad amarlo, o non conoscerlo per paura di amare?
Caro passato hai fatto un bel casino!
Lemme lemme arriva il silenzio.
Le energie si sono esaurite.
Quel cullare mi porta giù, dove nulla di reale è udibile, visibile.
“Morfeo, mio caro dio, portami in un sonno privo di sogni.
Domani tornano i miei compagni e ho bisogno di energie per comandarli.”
– 18/04/2017
Fabio Consoli
POESIA: Siria (…e dintorni)
É triste dare addio alle stelle
Ma gli “sciacalli” aspettano in barca
Si lasciavano in un bacio
per ritrovarsi al tramonto
in un sorriso d’amore
Ed era ieri soltanto…
Oggi prendono il mare
vita o morte di un sogno
nelle mani di chi non sa amare
É triste dare addio alle stelle
Ma gli “sciacalli” aspettano in barca
Dov’é Il nostro cuore
se chiudiamo le frontiere al dolore?
Giocavano insieme
Ed era ieri soltanto…
Oggi l’abbraccio é di pianto
Niente piú “visto”´o “giú per terra”
solo un disperato “girotondo” di guerra
Impotenza di noi gente comune
indifferenza di un potere immune
ai piccoli cuori feriti “senza volere”
Fra cenere e lacrime,
sguardi senza capire
perché tanto odio non puó finire
Dov’é Il nostro cuore
se chiudiamo le frontiere al dolore?
– 18/04/2017
Francesco Capolino
POESIA: Ti guardo… non mi disseto mai,
mia fonte di serenità;
ti ho trovata all’improvviso,
come oasi nel deserto;
riprendere il cammino non mi spaventa,
ti guardo…non mi disseto mai;
contemplo quel sorriso, perenne sul tuo volto persino mentre dormi.
Solo se tu fossi un miraggio,
allora sì che vincerei la sete. – 18/04/2017
FRANCO BALDI MERILDI
POESIA: VIVERE E’ COSI’ DIFFICILE
Vivere è così difficile
Che tutti muoiono
E non c’è verso
Neanche chi ha denari
Riesce poi a spuntarla
Figuriamoci chi
Ha solo picche e spade
O chi coi fiori
Pensa poter comprare
Tutto o niente
La seconda che ho detto
Vivere è così difficile
Che tutti trovano prima discesa
Fin dal primo vagito
E poi una lunga china
Per alcuni la salita
È così dura
Che rinunciano a priori
E si fermano
Qua e l
Dove gli capita
Altri pur potendo
Proseguono per un po’
Soffrono piangono
Disperano bestemmiano
Ma vanno avanti
A volte pure ridono
Nella loro umana follia
O addirittura riescono
A gioire
Quelli sono fortunati
Han più culo che anima
O forse l’anima
Non ce l’hanno neppure
Che non han paura
Di perderla
L’anima questa sconosciuta
Dicono pesi 21 grammi!
Più le balle sono colossali
Più ci facciamo prendere
Ma i nostri nodi
Nonostante tutto
A volte li sciogliamo
A volte li riannodiamo
A volte li tagliamo
Gordianamente astuti
Ma quasi sempre
Dei nuovi ne creiamo
E mentre del male ci facciamo
Il tempo scorre
La nostra clessidra
Il nostr’orologio biologico
Non perde un colpo
Anche se noi
Nel frattempo
Di colpi ne perdiamo
L’importante sarebbe
Arrivare satolli
All’ultima misera cena
Perché davvero a quella
Niente c’è da mangiare.
– 18/04/2017
Vincenzo Digilio
POESIA: Lascerò questo giardino,
non curerò più i suoi segreti nei boccioli di rosa
né mi affaccenderò più fra il profumo dei tulipani
o metterò a riparo le nostre primule dal gelo dei silenzi.
Nessuna lacrima disseterà più i novelli germogli,
e chinandomi fra le margherite non porrò domande.
Le delicate orchidee sfioriranno senza il calore dei nostri abbracci,
come le camelie e le delie non si culleranno più ai nostri sospiri.
Lascerò che il tempo rubi ai gigli la loro purezza,
l’amaro rimpianto appassisca i lillà,
il calore d’altri sguardi e altre mani secchino i nostri garofani.
l’odore della paura sostituisca l’intenso profumo del gelsomino.
Nessuno guarderà più il nostro giardino orlato dei raggi della luna,
cercando speranza o dicendo: <<allora esiste davvero!>>.
Nelle sere miti, non più lucciole come candele accese di giorni fanciulli,
rischiareranno l’aria dell’eccitazione di un incontro.
L’edera delle abitudini si radicherà attorno alle dolci siepi in fiore.
Lascerò, senza più te, che le erbacce coprano l’arcobaleno
dell’atono colore di una vita o un giorno
non più trascorso nel nostro giardino dell’amore.
– 18/04/2017
Chiara Carlino
POESIA: Risveglio
La tazza sbiadita
della mia infanzia
aspetta
il primo bacio del
mattino
Mia nonna risorge
nella fiamma che
scalda
l’eterno bricco
di latta arancione
la veste da camera nera
cosparsa di girasoli
la mano smussata
dall’acqua e dagli anni
il cigolio
lento
delle ante chiuse
aperte
come il fulgore improvviso
del ricordo
La tazza sbeccata
della mia infanzia
riceve
il primo bacio del
mattino
Mia nonna svanisce
con la fiamma
come l’impronta del respiro su
uno specchio
Troppo presto scolora
il fulgore del
ricordo
su quest’isola di mattonelle
ambrate che è
la sua cucina
Non resta che
qualche goccia di
latte già freddo
e sulle labbra l’inesprimibile
sete
delle nostre estati
perdute
– 18/04/2017
Gabriel Medina
POESIA: ERRANDO
Vedo il Nulla abbagliare il mio sguardo,
esso mi avvolge con braccia fragili.
Come un padre premuroso guida i miei passi,
come una madre gioisce ad ogni mio respiro,
ma resta lì, fermo,
in attesa di divenire Qualcosa.
Allora io troverò vita
in tutta questa noia,
in bocca un sapore nuovo fiorirà,
sentirò il caldo gelo dell’inverno
e la quiete delle feste,
il profumo dell’amore
e il tocco dell’odio,
mai più niente via mi porterà…
…da te,
da te che nel caos di quei giorni sei scomparsa,
non hai lasciato nemmeno una traccia,
nemmeno un’impronta.
E’ un labirinto senza uscite,
speranze che sono macigni su di me,
ma ora rivoglio la mia finta pace
e nel mio eterno Nulla ritorno errando. – 18/04/2017
Marianna Meoli
POESIA: Sabbia
Gialla scivola inerme
Può essere un arma
O un gioco da spiaggia
Ti ha protetto da tutta la vita
È stata una compagna
E la tua unica amica
Il tempo è cambiato
Qualcosa è mutato
Lei è sempre lì
Più piccola ora
Non è come allora
Tu sei riuscito ad essere quello
Che avevi promesso a te stesso
– 18/04/2017
Alessia Bongiovanni
POESIA: Musica
Folle lucidit
Emanata
Non dal Parnaso
Né dal Genio o Intuizione
Ma da un fiore che
Ho colto
A strisce e a pois – 18/04/2017