domenico ruggiero

POESIA: Che tesoro che sei,
ma non ti si trova
neanche sulle carte geografiche:
eppure esisti.

Sono segnate tutte le isole dell’amore,
tutti gli scogli sporgenti
profumati d’alga e dei capelli tuoi,
le insenature, i golfi, i porti,
ma non ti si trova sullo stradario:
eppure esisti.

Fatti notare e ti verrò a trovare,
a nuoto, in aereo o a piedi,
mi metterò in contatto con te
e un bacio ti darò …
– 18/04/2017

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Giovanni Minio

POESIA: Gli eroi della decima strada

Chi cadde, si rialzò;
chi pianse, riprese a sorridere.
Gli eroi della decima strada
non si diedero per vinti.
Loro che udivano il canto delle sirene,
in fondo al mare,
ascoltarono nelle conchiglie,
tutti i suoni mai creati.
Ascoltarono, non con il cuore,
che era stramazzato a terra,
non con la mente, che era distrutta,
ma videro con gli occhi la rinascita.
Si rialzarono dalla penombra
e ripresero il cammino.
Ascoltarono le parole del vento,
udirono il mormorio delle onde,
e con i denti, i nervi,
o forse con il dolore,
o forse con l’ultimo grido rimasto,
rialzarono le loro membra,
risollevarono i loro spiriti
e s’incamminarono di nuovo.
Di nuovo per il mondo,
perché il mondo
era, di nuovo, loro! – 18/04/2017

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Fernando Olevano

POESIA: Ognuno di noi vive una realtà diversa,
Che sia buonista o perversa,
Che riunisca persone attorno
O lasci solo su un isola dispersa.
Son pochi che ne prendon coscienza
Chi non è compreso
Di parole ne riman senza
Questa è poesia
Questa è adolescenza
Questa è casa mia – 18/04/2017

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Libera Mastropaolo

POESIA: Notte d’attesa

Fitta pioggerellina delicata
dolce cantar d’uccelli a primavera
sopra l’asfalto che non vede ancora
splendere le gocce perché dorme il sole.
Notte d’amore attende dentro l’alba
che questo amore vive il suo splendore
nel giorno tanto atteso dalla vita.

– 18/04/2017

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Andrei Grigore

POESIA: L’Amore a distanza

L’amore non ha limiti,
nonostante la distanza,
noi siamo rimasti uniti,
non abbiamo perso la speranza,
siamo andati avanti,
in ogni circostanza.
I nostri corpi lontani chilometri,
le nostre anime vicine millimetri,
stare abbracciati tutte le ore,
è questo il desiderio del nostro amore.
Noi ce la faremo,
insieme resteremo,
contro il mondo noi andremo
e nonostante la distanza,
tu sei la mia sostanza.
Tu sei e resterai,per sempre la mia vita,
questa è una storia infinita,
nonostante la difficoltà,
stai attenta e ascolta,
come il mio cuore,
batte per te,tutte le ore.
Stringimi forte e ti do calore,
abbracciami e non sentirai dolore,
perché sei, il mio piccolo grande amore. – 18/04/2017

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Azzurra Piccinni

POESIA: “Filiforme come un pensiero”

Rondini agili
nel cielo sereno
sembrano delfini che
saltano a filo d’acqua.

Cucio traiettorie per i miei sogni nel buio della solitudine.

Ma la luce di quest’arte poetica
accende ricordi,
in cui la primavera arrivava

basta che la voglia.

Niente è impossibile,
almeno in solitudine.

Il ricordo, per esempio

è scuro e malinconico;
se dalla mente lo porto fuori

come vampiro carbonizza al sole…
E non c’è più niente di sicuro
nei tuoi occhi sereni…

– 18/04/2017

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ROSELLA PISCHEDDA

POESIA: Il vento
Quel suono magico e velato, il fruscio dell’albero stonato.
Nei miei pensieri un dolce ricordo, seduta sull’erba quel suono sordo.
Foglie che volano come farfalle, enormi abbracci sulle mie spalle
Dolci carezze sul mio viso,il profumo del mare sempre vivo.
Mirto e ginestre inebriano la testa, un lungo respiro, la vita è una festa. – 18/04/2017

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Laura Bruno

POESIA: Mi sono tolta le scarpe , le calze e ho camminato sulla sabbia bagnata.
Era bello , come andare in bicicletta lungo il fiume .
Non ho trovato le risposte , solo tante domande.
Un susseguirsi di stagioni , che sono diventati una vita . La mia vita .
Le stagioni continuano a susseguirsi e ho torchiato il tuo viso , le tue labbra , il tuoi occhi fino ad imprimerli nella mia mente.
Vivo di solo momenti : allegri, tristi , passionali e non , ma sono i miei.
Li condivido con la parte migliore di me ;
Tutto ciò che mi gira intorno mi appartiene come la pioggia che ha bagnato la sabbia e il sole che l’asciuga .
Le stagioni si susseguono e non mi hai cambiato .
Guai a provarci !
Puoi corrermi dietro , ma non mi prendi .
Io sono il vento di primavera che con dolcezza muove le fronde degli alberi , in quel susseguirsi di stagioni .

A mia figlia ! Che sappia chi e’ sua madre . – 18/04/2017

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Gianluca SALVADORI

POESIA: Ci sono donne
con aghi di ghiaccio sotto le ciglia
polsi di giunco
occhi di catena

Ci sono donne vuote
con spazi da annerire
donne antiche
donne taciturne
con trecce sonnolente e mani caste

E donne senza vento
sentinelle
che misurano la vita
con l’eleganza
di un quieto dolore

– 18/04/2017

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NICOLA CORDIOLI

POESIA: Silenzio amico mio

Silenzio, amico mio ferito ancora
fin dalle prime luci dell’aurora
dall’assordante ronzio di questa città che anche tu così non volevi…
Dove ti posso trovare stasera?
Ho bisogno delle tue note brevi, di una partitura sincera che tu solo scrivi…

So che scappi anche tu dagli aperitivi e dal battimani dei tagli di nastro,
dal patinato brusio di ospiti di rilievo nelle serate sponsorizzate,
dalle vernici con ricco buffet e testimonial: anch’ io non gradisco…
e ti capisco!

Come gatto nel vicolo cieco fuggi e respiri piano,
ansimando e sperando invano
di essere dimenticato dietro mura di cortili antichi ove luce di luna discreta
chiede permesso e se anche non trova spiraglio e non entra…è lo stesso:
per te qui c’è il respiro di vita che dura e che vale,
per me è uguale.

Braccato dai mille frastuoni degli incroci cruciali del centro,
sarai dentro
gli anfratti di sverniciate porte di retrobottega, abbandonati e sfatti:
quelli che raccontano a brandelli d’orgoglio storie lente,
di povera gente,
di mani unte e veloci,
di lavoro incessante nell’acre chiuso, le stesse voci…
O starai seduto nel parco, sotto quel vecchio pitosforo che un tempo era siepe:
da tempo nessuno lo taglia più
e tra i rami affrancati da prigioniera forma
respiri anche tu, dei bianchi fiori l’intenso profumo,
che ad ogni primavera ritorna.

Ti vedo dal poggiolo della mia solitudine e se in quella luce fioca non sei
appartiene al tuo domestico attendere questo interno d’altri tempi:
riconosco i tuoi felpati passi in quella casa demaniale senza tende…
Sono contento per il tuo ritrovato riparo e, come ti piace,
ora so che ti ascolti piano
e in tutte le stanze regolerai sovrano
il suono di ogni momento e di ogni parola:
fermerai a tuo gradimento quelle che per te dicono davvero,
per risentirle ancora.

Fuori da lì intrigo di gente a motore,
dentro niente più fumo e ossido di azoto
niente rombo di tuono della fila di moto
che sfreccia ogni sera a quest’ora…
perdendosi una volta ancora
le inedite striature di questo rosso tramonto
che chiude la scena del piccolo giorno grigio
in un quadro di grandi campiture
fatto di secche antenne scure
su nuvole a pennellate grasse, d’oro e d’azzurro,
che saprai ricordare domani…
ed anch’io, se sarò.

– 18/04/2017

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