Martina Prato

POESIA: Storia di chi parte la notte

Sai, ora che è scesa la sera,
penso da sola cose un po’ buffe,
di riflesso lascio aperta la porta di casa.
Sarà per disperazione, o per abitudine,
ma ho la sensazione che tu tornerai stanotte,
che un sospiro di vento d’estate
sguscerà dalla serratura,
schizzerà via per il corridoio,
sgattaiolando come un gatto,
che non ha paura dei salti nel buio.
Salendo piano le scale, vento caldo,
con passo felpato, per non farmi svegliare,
ti poserai sul cuscino accanto al mio,
mi guarderai in silenzio,
e nei sogni allungherò la mano nel tuo tepore,
tu chiuderai gli occhi,
e ci incontreremo dall’altra parte.
Sai, è davvero strana questa sensazione,
che presto saremo noi due insieme,
e potremo fermarci a guardare
il sole che sorge, e le rose del nostro cortile,
che abbiamo finito di attendere,
che non dovremo più contare le ore,
né segnare le date sul calendario,
o rincorrere il tempo impazziti,
e sfiorarci appena in un incrocio di strade,
quando tutto il bene che ho dentro
è il tuo sussurro tra queste coperte,
e questo angolo vuoto del letto
non basterà a trarmi in inganno.
Dopo che per anni hai indagato dentro di me,
ed io a mio tempo dentro di te,
abbiamo capito di non avere risposta,
e che nemmeno ci importa cercarla,
era solo una scusa per cercarci a vicenda.
Dopo aver visto passare tante stagioni,
infinite rose fiorire,
altrettante volte appassire,
adesso possiamo ripiegare i petali tra queste nostre pagine,
e posare la penna,
per lanciarci nel vento.
La mia mano nella tua mano,
nel respiro del mondo,
per sempre. – 04/04/2017

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Antonietta zema

POESIA: Sogni

Ridatemi i miei sogni per poter vivere,
ridatemi i miei sogni per poter morire, ridatemi la bimba di un tempo per poter dormire!
Quel tempo è andato via
e tutto ha distrutto!
Il cuore e l’anima chiara di una bimba buona,
il cuore e l’anima pura di un bambino biondo!
Ridatemi quei sogni,io voglio ancor vivere
Ridatemi quel tempo , io voglio ancor sognare! – 04/04/2017

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VITO GADALETO

POESIA: SOLO
SOLO Solo, qui nel silenzio, solo,
tra il buio e l’indifferenza,
solo, mentre cammino in questa strada,
sono in cerca di una luce, solo
parole lasciate li nel vuoto
ombre contro il muro,
che si allungono nell’oscurità,solo
volti estranei, volti cosi vuoti, senza anima e sentimenti,
mi sento cosi solo
tra i volti quasi sempre tutti uguali, clonati
cuori sbandati, turbati,
solo, in questo universo, solo,
come è difficile trovarti nella gente,
quella gente che mi vive accanto,
ma che è cosi lontana,
solo, qui nella mia idea di te,
cosi lontana da ciò che sei,
solo, chiuso ad universo privo di ciò che sei – 04/04/2017

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lucia franceschelli

POESIA: IL MANDORLO…..Il mandorlo è fiorito sotto una cascata di gemme profumando l’aria intorno: primavera è ritornata come sempre puntuale dopo il freddo invernale. Il mandorlo è splendente con i raggi solari, si è vestito con gli abiti da festa per i giorni migliori. Ti osservo dolcemente e penso che, fra qualche istante matureranno i frutti succosi e dolci donati dal tuo amore. – 04/04/2017

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Simona Mazza

POESIA: Penelope attende e il su valore cresce
Donna di casa, regina di un mondo
Forza silente, fermezza,scaltrezza
Madre amorevole, moglie devota
ma più adorata
Penelope
madre chioccia,moglie sommessa
Attende, Penelope
che sia il ritorno dell Uomo e l addio dell’ Orco
ma è lui che torna sempre e non il suo Uomo
…e lei tesse
sogni e speranze
fili intrisi di illusioni e sottomissioni
Non tutte le “Penelope vanno in guerra”
e di quella lotta fredda saranno vittime
Ci sono Penelope che restano a casa
in gabbie dorate
Gabbie di sbarre di pudore e dignitÃ
Ed in quella fittizia dignità che sa di lacrime , sangue e paura che Penelope perde il valore del proprio nome
Penelope donna coraggio
– 04/04/2017

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manuela morini

POESIA: OCCHI DAL CIELO

Silente è l’onda
che sfiora la vita…
……lenta t’ invade.
Un raggio di sole
illumina gli occhi.
Poi la luna,la notte
e poi le stelle….
….riprendono il respiro di te
….che mi guardi – 04/04/2017

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Tea Salis

POESIA: Adagio#5

Mi spingo,
Tra confini d’espiazione, per trovare luoghi in-colti- da santificare nella libagione del mio essere consapevole.
Non cerco strade diverse da percorrere,
ma da ripercorrere con altre sfumature,
e arricchire di cementi nuovi, e aiuole in fiore, magari anche un laghetto al posto delle piazzole, dove fermarsi a riposare tra gli sberleffi del tempo.
Rapirmi e chiedere il riscatto
Quanto valgo?
Devo smaliziare l’ego e invitarmi alla danza, molecole che volteggiano in origami di atomi, e splendidi mandala che si schiudono.
D’io quanto amo ballare la musica del mio essere … donna.

Soffice coltre, chioma indisposta
Su spazi cutanei indifferenti
Cellule d’apatia
Abiurando la fede vitale
Macchie incespicano tra linfa artesiana
Fisico scomposto
Anima eterea

Ventidue anni fa chinavo il capo su di te,
Poggiavo la guancia sul tuo petto. Tu eri supina nel divano verde, che ai tempi separava due ambienti, la cucina dal soggiorno.
Mi accarezzavi i capelli, mi sorridevi.
-ascendere il sentimento-
Il tuo respiro, affaticato, incespicava fra deboli fili d’aria. Lo sentivo, tratteggiava lunghe linee, infinite.
Vorrei coricarmi ancora sul tuo petto.

Quasi mi stupisce sentirti ancora così Viva.
E io, così banalmente sentimentalista, arranco tra un ricordo e l’altro, celebrando mestizia e malinconiche ovvietà. La tua mancanza, con gli anni pensavo si affievolisse, pensavo che mi sarei abituata ed invece aumenta giorno dopo giorno, non si contano più le ore e non esiste un tempo che misura il dolore.
Non esiste proprio il tempo, come Labda.
Non esiste il tempo che ci separa
Sei sempre li, aleggiante dentro di me, presente in un modo diverso, ma è così difficile essere al tuo fianco in questo modo – il battito accelerato e agitazione pulsante solo a scriverle, queste parole-
Adoro quando mi parlano di te
Adoro quando mi dicono che assomiglio a te,
nel viso come nel carattere
Adoro quando mi raccontano le tue gesta
E sapessi, quanto m’immergo nella tua essenza –idolatria- quanto mi sembra di conoscerti bene.
Guardo la mia vita a ritroso, chiedendomi spesso -e credo di non essere l’unica a farlo- cosa avremo fatto insieme.
Pioggia di Se, si disperdono in vuoti di fantasia, dove sei con me nei labirinti della mia vita, attraverso esperienze, traguardi, fra il gioire e il soffrire, tra pezzi di torta al cioccolato e chicchi d’uva che brillano al sole, tra il tepore ardente del camino e l’ampiezza divina del mare. Sei il cambio di stagioni, filtri tra le foglie degli alberi, è per quello che sembra che brillano quando mi soffermo a fissare il loro strusciare. Sei nella natura, nettare della terra, energia che implode, ecco perché ti sento tra il brusio dell’aria, anche quando sembra che non ci sia vento– il silenzio dell’aria canta continuamente-
E sei fra queste parole, divisa in sillabe a intervalli di spazi, punti e virgole,
Sei il significato latente che muove i polpastrelli glabri su tasti neri, in differita dal pensiero.
Allora mi dico che non è fantasia, ma è la realtÃ
Allora mi rendo conto che ci sei, cara mamma, per quanto difficile sia accettarti così, so che ci sei.

M’inietto fluidi d’evocazione
Profumano di Rosa
Nel bianco candido della mia pelle
Nuda
Avvolta solo dal mio essere ora Donna
E tu vedi ogni mia sfumatura

TEA SALIS – 04/04/2017

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juri zerbato

POESIA: Io non scrivo poesie,
scrivo solo parole,
che diventan poesia,
se ti toccano il cuore,
ci metto pochi minuti,
c’è chi ci mette le ore,
c’è chi fa gare di rutti
e c’è di chi fame muore,
questo non ti crea dolore?!
pensi alla pubblicazione?!
allora non sei un poeta,
sei un semplice scrittore.
– 04/04/2017

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gisella pesce

POESIA: Oggi è un giorno sempre nuovo
occorre farne un capolavoro
Costruiscilo meglio che puoi
Mettici dentro tutto ciò che vuoi
il tuo futuro più bello
I tuoi sogni più cari
Tanti giorni felici
Tanti amici sinceri e rari
Un lavoro che ti piace
Un amore che ti dia pace
Mettici tanta serenitÃ
Gioia e felicità.
Perché il tuo mondo
quel che sogni diventerà.
Ogni giorno di nuovo
Vivi con gioia e serenità. – 04/04/2017

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rosanna bassani

POESIA: Un melograno…un vetro appannato…due occhi grandi guardano fuori e un dito velice traccia disegni nella nebbia.disegni nella nebbia dei miei ricordi …e compari tu … stella polare del mio cammino.un profumo antico,uno scialle,un tappeto…fiori da guardare…un nido in cui sognare.!un luogo da ricordare!!! (a mia nonna) – 04/04/2017

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