POESIA: “I silenzi narranti”
Racconto di ricordi presenti,
in armonia sosoesa,
di silenzi narranti,
di comoagnis fedele
solitudine che si indossa,
cammini e respiri l’oggi,
lo bevi,pensando in un lampo
ad atmosfere gia’ viste,
lo sgusrdi si posa
sul “bello”
dive respiri soazi piu larghi,
e ti trovo li’,nello stesso angolo
Senza farci sentire. – 18/03/2017
Autore: webadmin
Eleonora Avino
POESIA: COME FUOCO
È tutto li, tra l’esofago e lo stomaco,
Una mano e mezzo di lunghezza in cui è finita ogni cosa.
E la notte la senti pulsare così forte,qualsiasi cosa essa sia, da far male fino alle gambe.
È una bocca, un muso, un lupo oppure un serpente , sbrana e ingoia ogni cosa.
Non è un cuore.
È uno spazio vuoto,
È un universo dentro un buco nero con dentro tutto.
È una gabbia dentro una gabbia che ha dentro una gabbia e poi il niente.
Niente fatto di sangue di pensieri e paure.
Niente che si possa vedere o toccare,
si può solo sentire mentre cerca di uscire sfondando le costole,paralizzandomi al letto.
– 18/03/2017
paolo cardillo
POESIA: GLI ULTIMI ANELITI D’AMORE
Candido idiota, il tuo tempo è ormai passato
E nelle nebbie del tuo oblio
Non ti tentar di fremiti d’amore
Quel ricciolo ribelle con assurdo brivido ti invita
E nel travaglio di una arida passione
Triste, nella ragione, ti porta a rientrare,
Mentre Nel tuo tramonto si disperde l’attrazione.
Cardillo Paolo – 18/03/2017
mauro varini
POESIA: ..non avere paura,nè aspettami se tarderò più a lungo questa sera d autunno..io sono qua oltre l ansa del fiume sull altra riva dove non giungono i rumori del mondo,dove lascio che il vento passando mi rapisca i pensieri,dove più la terra non profuma di promesse,e navigo col fiume verso il lontano mare dell oblio..io resto qua a guardare un cielo che ora non vedo,un cielo che era azzurro sfiorato dai raggi di un sole morente e dalle timide ali di un uccello in cerca del suo nido..io resto qua oltre l ansa del fiume sull altra riva e a notte chiamerò,chiamerò e attenderò invano che una voce mi risponda! – 18/03/2017
vincenza FRANCHINA
POESIA:
Amori infranti(del femminicidio)
“Se stai in silenzio e non chiedi aiuto
nessuno ti può dire che hai sbagliato
che non è l’uomo per te”.
Sospesa, in alto, avvolta da una rada foschia
i miei occhi sono rivolti a te
sdraiata su un lettino
tante abili mani mi cercano per ridonarti la vita
adesso che il tuo corpo sfianchito si è arreso.
Io e te eravamo una cosa sola
io la tua anima tu il mio corpo.
il dolore ci ha lacerato la violenza ci ha scempiato
infine diviso.
Io dentro te, io che ti ho costretto ad amarlo
lui uomo affascinante dai modi gentili,
mi ha catturato con delle caramelle
a forma di cuore, parlandomi d’amore
e mentre mi deliziava.
A poco a poco l’orizzonte si strinse a me
fino a soffocarmi e a farmi male così dal
paradiso scesi all’inferno
là non c’era posto per la felicitÃ
solo urla, di dolore
Le mie, imploravano pietÃ
lui si osannava di fronte alla parola pietÃ
calci e pugni, schiaffi e umiliazioni
hanno affievolito la mia voce
in me il silenzio e l’odio hanno iniziato a
germogliare lui aveva capito,
una sera mi ritrovai con la lama d’acciaio
che entrava ed usciva dal mio corpo
e il mio caldo e rosso sangue che lo assetava
si portava dietro la mia forza
la mia voglia di vivere
adesso giaci lì, mio povero corpo, sotto abili mani
io in alto mi sento in pace e al sicuro
non voglio tornare indietro non voglio riunirmi a te
perché per sentirmi viva io avrei bisogno di amore
e io non so più amare.
Coro:
“A volte aprire la mente prima del cuore
ci insegna a vivere
in un mondo senza princìpi né principi
ma soprattutto senza memoria”. – 18/03/2017
LUCIA KADIGIA ABATE
POESIA: CHI SONO?
CHIUDO LA MASCHERA
INTORNO AL MIO VOLTO
CHE CELA, INCONTAMINATO E BEFFARDO
L’IO SCONOSCIUTO A ME STESSA
CHE SI MANIFESTA NEI SOGNI,
NEI PENSIERI PIU’ ASSURDI,
NELLE SENSAZIONI ANCESTRALI
A CUI NON SO DARE UN NOME.
MI CHIEDO CHI SONO VERAMENTE
E NON SO DARMI UNA RISPOSTA.
SUPERFICIALE CREATURA
O PROFONDA ENTITA’?
MA SI, SOLO UN ATOMO,
INSIGNIFICANTE E CADUCO
DELL’INFINITA MOLECOLA DELL’UNIVERSO
DOVE IMPERA
L’IMMANENTE DIVINO
O FORSE, SOLO, IL MATEMATICO CAOS.
– 18/03/2017
flavia de vivo
POESIA: IO NON HO PAURA
NON HO PAURA
IL TEMPO CHE PASSA,
LA NOTTE SENZA STELLE,
LO SGUARDO CHE SI SPEGNE
IL CUORE CHE NON BATTE PIU’.
IO NON HO PAURA:
NON CREDO CHE NE AVRO’
QUANDO SARO’ IO
AD ANDAR VIA.
LE STRADE CHE PERCORRERO’
SARANNO NUOVE, INCERTE,
VEDRO’ ALBERI NUOVI
VEDRO’ UN SOLE NUOVO
E FORSE UN MONDO
DOVE C’E’ SEMPRE LUCE.
– 18/03/2017
andrea mulas
POESIA: Passaggi di stagioni.
E le stagioni,
siamo
ginepri
piegati dal vento. – 18/03/2017
Anastasia De Masi
POESIA: Il bambino nasce,con insindacabile diritto.
Vita,amore,gioia,rispetto.
Giganti spezzano con disprezzo,a volte la nuova vita.
Edere rampicanti a volte spezzate,
a volte piu’ dure della pietra fermano lo scempio.
Mutando in mura solide
Costruiscono rifugio ai loro diritti,e alla vita stessa. – 18/03/2017
iones venzi
POESIA: UN NUOVO AVVENTO
La prima notte
li ha ora lasciati,
insieme,
ad aspettare
la luce d’una nuova alba.
E quando questa si leverÃ
su quei corpi
madidi di passione,
i loro cuori giÃ
batteranno all’unisono.
Inizierà allora una nuova era,
un nuovo avvento.
– 18/03/2017