Aurora Raco

POESIA: All’ amore

Nascesti
senza esser conosciuto.
Ti rivelasti in ogni dove,
li ove tutto profuma di
vivo e di colore,
li ove alzando gli occhi s’ammiran
stormi di uccelli
che
cantando,
allietan il cuore.
E ancora in mare,
ove l’infinito
sussura ad un cuore infranto,
che un sogno,
anche l’ultimo,
non debba esser smarrito.
E per la campagna vai
a dichiarar attraverso un fiore,
che la vita,
prima di appassir,
debba profumare.
Sei veritá
in ogni palpito di cuore.
Sei l’essenza che
nega l’assenza.
Sei virtú sublime e suprema
che in ogni dove
fa nascere speranza.
Sei coraggio
ove c’è paura.
Tu vinci amore,
tu che nascesti prima
di ogni dolore. – 18/03/2017

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Filippo Andolfatto

POESIA: MONDO MECCANICO

Ingranaggio, tu sei saggio
la bronzina ti è vicina,
ma ti va stretto il cuscinetto
e ti fa dannare il tubolare.

E se la rondella fa la monella,
e il terzo punto è un po’ consunto,
il pignone, quel mascalzone
manderà in pensione la trasmissione.

Mondo meccanico, tutto in un trambusto
è il digitale, che già prevarica un po’ tutto.

E tu ingranaggio, rimanendo
tutto solo senza ambizioni
inutilmente vai rimembrando
alle tue amate guarnizioni.
– 18/03/2017

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DANILO DI NUZZO DI NUZZO

POESIA: “Sogno di mezza estate”

Sogno di mezza estate/

il cielo brulica di stelle/

davanti il mar rosso/

dietro l’immenso deserto/

senti passato e presente/

la sottile percezione di un antico segreto/

eccita la mente/

lo spazio e il tempo sembrano assenti/

tale è l’assoluto silenzio/

eppure/

percepisci che la vita è sogno/

non cerchi piu’ il perchè di ogni cosa/

diventi consapevole di essere parte del tutto/

adesso sai che puoi adempiere al tuo destino/

finalmente consapevole – 18/03/2017

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Mario De Crescenzo

POESIA: MASSACRO A SABRA E CHATILA

Grazie,Beirut, per la fresca brezza della notte
che lieve carezza i nostri corpi straziati
fusi nel sangue,spersi nella polvere;
questi sassi sventrati è per sempre la terra
che nessuno ci toglie,per sempre ci riposa.

Suolo dei nostri padri, che sospiri d’aromi,
che sotto il cielo terso doni alle nostre donne
lo sguardo fiero e dolce di compagne,
quest’attimo di morte nel terrore
non t’abbiamo scordato.

Ci hanno afferrato come agnelli di Sion
sgozzati a mucchi per la Grande Festa di Pesah,
non volevamo capire, non volevamo piangere,
ma quando il rullo dei bagliori di tuono
ci lacerava la carne ad uno ad uno
ci squassava di più il rimbombo dei lamenti.

Ondulate colline lontane su Caiffa
dove l’eco dei morti ora giunge smorzato,
come ho sempre sognato di tornare a vedere
quei boschi di ulivi che narravano i padri,
volevo vedere quel verde dal mare !

Quando sono caduto ho coperto mia madre
e il suo tepore mi ha bruciato la pelle,
non ho pensato a Allah, non l’ho stramaledetto,
ma solo ho pregato senza potere parlare
che cessasse quel pianto sfrenato di bimbo
che lì, a due passi, non riuscivo a vedere.

Era notte stellata e profumo di mare,
non avremmo più avuto né amori o canzoni
e oramai non sapevo, né avrei più saputo
che significa arare sotto il sole d’autunno
insieme a fratelli sorridere e sperare.

Con gli occhi già chiusi, senza potere amare
le belve vili e impuni a cui il furore
della vendetta inorgogliva il cuore,
ho sentito in un fremito – solo allora ho capito –
la nostra storia come impasto di sangue
marcito nel fango di lacrime scempie,
di un dolore lontano angoscioso e blasfemo.

Fratelli beduini, anime di petrolio,
e voi ominidi tutti, che aspettate domani
per vomitare sul mondo vecchie chiacchiere d’orrore,
noi qui lasciati soli e disperati
inermi nel macello, senza odio
nello stupore terreo della morte
vi urliamo in volto il nostro ultimo grido :
LASCIATE I CORPI APPASSIRE NELLA PACE,
I NECROLOGI SCRIVETELI PER VOI.

Ma la brezza odorosa di Beirut
frizza nell’aria densa degli spari,
sento la carne sciogliersi nel vuoto
sento la terra sotto il corpo aprirsi
a un’ultima carezza, unica vera.

– 18/03/2017

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GIULIA CALFAPIETRO

POESIA: L’OTTAVA NOTA

DOndola ancora il cuore sulla vecchia altalena del giardino
REsta a guardare, a lungo, il giorno che si spegne.
MIrto e salvia riempiono la sera
FA davvero fatica l’anima a riposare.
SOLo il ricordo di ciò che si è vissuto
LAscia sperare che se la solitudine
SI affaccerà curiosa a quella porta
l’ottava nota, col suo canto lieve,
la inviterà a continuare il viaggio.
– 18/03/2017

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giovanni paolicelli

POESIA: Quel dì io fui…

Quel dì io fui….
così distante ai giorni bui
infante ancor e già sognante,
vedei fuggir quel breve istante.
Avei nell’occhi, lo sguardo attento
a ciò che oggi conservo a stento.
Com’era bello quel prato in fiore
el mio sognar già per l’amore..
prima che in cor malinconia
portasse un bivio a vita mia.
Quel dì io fui … così piccino
aveo ancor qualcun vicino
che di nascosto e piano piano
tenea a caldo una mia mano;
tenea acceso un mio sorriso
mi dava acconto di ..Paradiso
Com’era grande il ciel celeste
seguivo il mondo e la sua veste
come pulcino o paperella
seguivo in scia quella mia stella…
or son ricordi e giorni persi
appena scritti in pochi versi
…quel dì io fui accanto a lei
così distante ai giorni miei!
Scorre il fiume, scorre avanti
or che miei giorni son quasi…tanti
osservo in cielo il firmamento
nessuna stella mi fa contento.
Va sempre là il mio pensiero
a chi da un po’ …è al cimitero.!

Gianni Paolicelli 8 marzo 2017
( alla ….donna vera della mia vita ) – 18/03/2017

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Gabriele Ara

POESIA: Noi calpestammo
i giorni della gioia,
come , ragazzi,
calpestavamo le aiuole,
correndo dietro
a una palla di pezza,
incuranti di primule e viole.
Noi raccogliemmo
i giorni della gioia,
come boccioli
recisi di rosa,
ignari come fummo
del profumo
del fiore maturo
e dell’intensitÃ
del suo colore.
Noi devastammo
i giorni della gioia
per noia o leggerezza,
come, bambini,
rompemmo giocattoli nuovi
e senza riuscire
a capirne il riflesso dell’ anima
e senza comprenderne il cuore – 18/03/2017

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Nicolo’ Pisani

POESIA: Ricordo ancora il tuo ultimo sguardo.
Vivo per sempre nella mia mente, i tuoi begli occhi color nocciola, profondi.
Tu l’avevi capito che quella era l’ultima volta che mi avresti potuto guardare: io, invece, no.
Ed ho pianto il giorno dopo sul tuo corpo inerme.
Addio papà. – 18/03/2017

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Chiara Taormina

POESIA: Sei tu che amo
oltre le parole
eterne nel silenzio
nella notte
che fa tacere
ogni sibilo.
In questo presente
che parla al cuore
sulla strada del vento
il soffitto ha stelle
d’avorio
che incoronano
il ridente orizzonte
d’aurora
Sei tu che invoco
tra sospiri
e sussulti d’anima
avvinghiata ai dolci
amplessi della sera
quando le braccia
cingono i pensieri
prima che l’oscuritÃ
circondi noi due
amanti per sempre. – 18/03/2017

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