agostino minelli

POESIA: Vite spezzate.
Oggi mentre tagliavo
L’erba in una villa,
vedendo quei verdi
fili d’erba cadere ad uno ad uno,
colpiti dalla mia lama,
pensavo a quante vite spezzate;
da mani violente e malate.
Pensavo alla dolcissima Sara,
alla quale lo zio le ha preferito
un pozzo come bara.
La sua vita spezzata,
da un’invidia cugina,
solo perché lei era più carina.
Pensavo alla piccola Yara,
promettente ginnasta,
anche la sua vita spezzata
facendole perdere la sua unica gara.
Cadendo come un velo
Sotto le mani del muratore
dagli occhi color del cielo.
Pensavo alla ragazza speronata
di notte dal suo ex compagno,
poi messa al rogo tra le fiamme.
Lei correva per la strada
chiedendo aiuto , ma nessuno
si è fermato lasciandola in quel ghetto,
per la paura di cadere
nella truffa dello specchietto.
Pensavo alla vita spezzata
Della bella Melania,
lasciata in quel bosco,
colpita ripetutamente al cuore,
dal suo marito caporale.
Infine pensavo a quelle anime
piccolissime ed innocenti,
violentate da quell’uomo malato,
poi gettate giù dall’ottavo piano,
per paura di essere accusato.
A tutte queste vite spezzate
oggi pensavo, ma a differenza dei fili
d’erba che poi ricrescono più belli,
queste vite non vedranno più
la luce del sole , diventando
soltanto dei lontani ricordi!
Minagos.

– 28/02/2017

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Rocco Ricciardelli

POESIA: Silenzio

Nell’immensità del mio cammino,
Tra suoni e frastuoni,
Cerco un sentiero che l’umanità nasconde
Alla vista del mio io.
Foglie di polemiche e chiacchiere
Si irrompono dinanzi al mio proseguire.
Improvvisamente mi fermai
E mentre mi giravo intorno man mano
Mi spogliai e senza nulla osservai…
Vidi tutto intorno a me ciò che
Vogliono farmi vedere;
Erano foglie secche colorate di verde puro;
Era ciò che indossavo del mondo.
Chiusi gli occhi e gli riaprì alla luce
E nel silenzio nella mia nudit
Ripresi a ripercorrere il sentiero
Respirando finalmente l’aria
Della Vita lasciando dietro di me
Ciò che rendeva reale il mio Io.

Rocco Ricciardelli (Vieste)
– 28/02/2017

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Elvira Tonelli

POESIA: TI INSEGNERO’

Ti insegnerò a volerti bene, ad amarti,
a non aver paura dei tuoi limiti,
a tirare fuori gli artigli,
per affrontare il mondo.

Ti insegnerò a vivere la fatica con dignità,
a rispettare ogni uguaglianza e ogni diversità,
a cogliere le differenze come un valore aggiunto,
per abbracciare il mondo.

Ti insegnerò a rialzarti dopo ogni caduta,
ad asciugarti le lacrime dopo i momenti di sconforto,
a sorridere in seguito a forti delusioni,
per rallegrare il mondo.

Ti insegnerò a sorprenderti di fronte alla natura,
a respirare i colori dei fiori in primavera,
a salutare le foglie variopinte degli alberi in autunno,
per riscoprire il mondo.

Ti insegnerò ad aiutare i bisognosi,
a donare agli altri il tuo cuore generoso,
a non temere il pensiero di chi vorrà giudicarti,
per liberare il mondo.
– 28/02/2017

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Rossella Cutraro

POESIA: Dove sei?

Se mi vedi passare son io
Sono ancora quaggiú, tra gli umani. Da lassú sembro piccola, é vero?
Sono grande, peró, voglio andare.
Nel tuo mondo com’é?; ci vedete?
Conoscete i dolori, gli affanni?
Qui ci schiacciano come formiche.
Li’ guardate? Vi divertite?
Mi hai lasciata un po’ in fretta, fratello, il dolore non mi é mai passato.
Ho vissuto finora il mio tempo a pensare: dove sei finito? – 28/02/2017

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cinzia corgiat

POESIA: LA BREZZA
Una brezza leggera inonda la sera,
Si libra nell’aria una strana atmosfera,
Uno spruzzo dal mare in burrasca,

Accarezza la cera,
Scompiglia la chioma,
Inebria la mente,

La sabbia si sparge,
In dorati frammenti,
Un pensiero s’insinua,

Viscerale, dolce, soave,
Tra le pieghe della mente,
lentamente evapora.

CINZIA
– 28/02/2017

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corgiat cinzia

POESIA: ABBRACCIO

Sento le sue splendide mani su di me,
Un brivido scorre lungo il mio corpo,
Oh, si risponde al tocco delle sue mani,

mi lascio andar a quel che sento,
le sensazioni si dilatano, i corpi si sfiorano
la schiena s’inarca, le mani s’intrecciano,
la mia mente si libra,

sia stato quel che è stato, voluto, sentito e cercato,
fantasia, affetto, passione che sia,
anni ed anni or son passati,

da quella prima volta ove i nostri sguardi si son incrociati,
fors’ero bella, forse gli piacevo,
sui miei occhi è sceso un velo, tardi è ormai per me…,
non c’è più spazio per me….
sempre dolci parole aveva per lui,ed ora….
rinnega lui, l’amica in me,comprendila!!!!

CINZIA
– 28/02/2017

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Francesco Cioffi

POESIA: SENZA la POESIA, L’UNIVERSO è una BUGIA è viceVersa: senza la BUGIA, L’UNIVERSO è una POESIA,versatile o controVerso: quando non c’è VERSO,cosa resta dell’Universo…e per molti VERSI, il MULTIVERSO…non siAmo Soli né stelle: il Sol e le stelle non amano come noi…COME AmiAmo Noi? – 28/02/2017

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massimiliano bellino

POESIA: COLPO DI STATO ISOLE COMORE

Coprifuoco tutti in casa
Ragazzino con la mitragliatrice
Gennarino ancora una cicatrice

Coprifuoco tutti in casa
Camion di feriti in ospedale
Mio padre in mezzo al male

Coprifuoco tutti in casa
La pistola , mercenario da ricucire
Cala il sole non si puo’ più uscire

Coprifuoco tutti in casa
Camionetta militare controlla
Verde fradicio e fucili a tracolla

Coprifuoco tutti in casa
Lontano c’è ancora il mare
Prima o poi ci dobbiamo arrivare – 28/02/2017

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Giulia Oberholtzer

POESIA: A NONNO GIULIANO

A Nonno Giuliano
Per dirgli che l’amo
Sei il nonno più fico,
a gran voce lo dico!

Ormai sei allettato
ed è ingiusto, insensato
Sul bordo del letto rivango il passato…

Non rispettavi gli orari
ma avevi gli orsi polari
Una storia di orsi fratelli,
e a me bastavano quelli.
In testa sempre un cappello
mentre guidavi la macchina-cammello.
Al tuo fianco un Setter rosso,
che amavamo a più non posso.
Ore e ore a girare in campagna
Come dicevi? “Guai a chi si lagna!”
Da Umbertide, a Santa
Misurare con i laser per tutti gli anni novanta.
E quella volta di Ponza?
Te lo ricordi o era una sbronza?

…Con quei capelli neri
che avvolgevano i pensieri
Alto come una montagna
adoravi il pan di spagna
Da li sù sul tuo groppone,
mi sentivo un aquilone
con le mani piccolette
acciuffavo gioia a fette,
poi a casa zitte zitte
a mangiar pizzette fritte.

Ricordo, li fuori in terrazzo
A lavorare come un pazzo
Nella tua baracchetta,
così caotica, così perfetta.
Regno di polvere e progetti
che andavano sempre rivisti e corretti,
e poi il plotter coi pennini…
quanto erano carini!

Vogliamo parlar delle canzoni?
C’erano i bimbi e gli zamponi
gli zampi, gli zampini e gli zampetti
ed i famosi bamboccetti
che con tutte le fontanelle
assetavano le belle.

Nonnino nonnetto
Che stai dentro al letto
Ti porto un dolcetto…
Si lo so, è un po’ pochetto

Tutto il mar non basterebbe
per quel che mi piacerebbe
il cielo non è abbastanza
per mio nonno nella stanza.

Un grande patriarca
con la truppa e la sua barca
ci hai insegnato a remare,
a gioire ad amare

Guarda bene nonnino
che son qui vicino
tengo stretta la mano
non ti lascio lontano.
Un bacio con lo schiocco
al nostro nonno ranocchio.
– 28/02/2017

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Claudio Di Trapani

POESIA:

Ho un ricordo assai sfocato d’un bambino

che indirizza sputi su di un sasso

arrotando mondo e coltellino

sotto sguardi a riccio d’un castagno

E la soffice focaccia per il primo banco

due meringhe frantumate in una tasca

con il bacio a schiocco di mia madre

fido e lungo come il Pirellone
– 28/02/2017

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