Severin Arnaud Ngueliassi Kouadjo

POESIA: Abbi cura di lui

A chi incrocia il tuo cammino
All’ammalato, al povero, all’orfano,
A chi cerca un può d’affetto,
Allo straniero che dimora con te,
A chi ha fame, a chi ha freddo.

Abbi cura di lui, dai una mano.

A chi soffre dell’assenza,
Al mendicante seduto alla tua porta,
A chi ha il cuore spezzato,
A chi è steso lungo la strada
Al bambino che ulula la sua sofferenza.

Abbi cura di lui, dai una mano.

Cittadini del mondo,
Non conta il colore della pelle,
Non conta la bandiera del paese,
Condividiamo soltanto l’amore ,
Con chi è seduto all’angolo delle nostre vie.

Abbi cura di lui, dai una mano.

Severin – 08/02/2017

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irene lucianaz

POESIA: Luna piena alta in cielo,
questa notte.
La guardo
con occhi disperati e imploranti
perché mi parla di te
e ride di me;
ma ricorda
quant’è bella la malinconia..
E taccio
ma ho l’anima in delirio
che grida il tuo nome..
Mi senti?
Sei lontana come la stella
più lontana.
Un sole in pieno inverno,
l’alba dopo trenta notti di pioggia
e ora tuono furia e bufera..
Una primavera
e poi cinquanta inverni,
ecco cos’è l’amore. – 08/02/2017

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Antonella Vigorito

POESIA: Tra me e il vetro
un’infinitá di elementi.
Segni che,
Incrociati tra loro,
col fluttuare dell’acqua,
con il vento
i miei occhi impastano
questa materia pittorica naturale.
Una patina che annebbia i miei pensieri
attraverso una vista cieca dell’esistenza.
Fotogrammi di vegetazione
fermi nel silenzio
di una natura che ti parla. – 08/02/2017

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Serena cantini Serena

POESIA: Guardavo oltre le ombre
Quelle ombre del mio passato
che mi facevano male.
Guardavo otre le ombre ,
Non passavano.
Guardavo oltre
ma non mi lasciavano.
Vivevano attaccate a me
E mentre guardavo oltre
Mi accorgevo che non mi lasciavano.
– 08/02/2017

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Giuseppe Solito

POESIA: DI QUEL LUOGO…RICORDO LA NEVE
(1939 – 1945)

Di quel luogo
ricordo la neve,
un manto bianco,
un tappeto sceso
a coprire l’orrore;
un sentore di candore,
che annullava
in quel luogo,
della morte…l’odore…!!!
Non rammento…
nuvole di cenere,
ne urla,ne pianti
ne corpi marchiati ;
ne volti…ne nomi
di chi ci ha lasciati .
Ma la neve…!?!
la ricordo…,
fredda…!!!
ghiacciava i pensieri,
fredda…!!!
come quegli uomini,
con occhi e cuori di ghiaccio ;
quella neve gelata,
più delle loro parole ,
mentre mia madre,
continuava…
a parlarmi d’amore.
Ed io mi chiedevo…
Perché tutto questo ?
dov’era l’errore…
qual era
il mio torto…?
Mi fu detto ,
che ero diverso,
non ero ariano,
il mio sangue
era impuro,
ecco perché
non avevo diritto…
a un futuro…!!!
Ed intanto il cielo
sputava la neve;
quella si …la ricordo,
cadeva copiosa
imbiancava quel luogo,
dove da tubi di docce,
dicevano che…
gocciolasse la Morte…!!!
Scendeva di notte,
come pianto dagli occhi,
incessante copriva
le urla strazianti,
giù senza sosta
e di quei poveri corpi,
ne seppelliva le ossa .
Illuso… pensavo,
domani mi sveglio,
e svanisce l’orrore…?!?
come questa neve
che al mattino si arrende
al calore del sole…!!!
Ma passavano i giorni
e del sole avevo perso,
non solo il calore,
ma anche il ricordo,
come se di quel luogo,
se ne fosse dimenticato
anche Dio…
non solo il mondo .
La neve…ricordo,
cadeva anche quel dì…
che si aprì quel cancello;
finiva la guerra
e di quel luogo ,
col passare del tempo;
permisi alla mente
di sbiadirne ogni frammento.
Ma la neve…quella neve,
nei miei ricordi
ogni istante ritorna
quella neve,
in quei giorni…
fu il pianto di un popolo,
sterminato senza motivo,
quella neve…
che in quei giorni
congelava il pianto mio,
lo capii dopo anni…
di quel luogo…quella neve
…fu il pianto di Dio !!!.
– 08/02/2017

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Leccese Davide Antonio

POESIA: LE MANI PARLANO
Ma dimmi: dov’è tutta la luce
nelle parole che dici?
Le ombre, mia cara;
sì, le ombre allungano il suono,
le fanno corpo,
le fanno eco.
Ma dimmi: perché taci al solo pensiero
che possa il cuore
battere il tempo ad ogni sillaba,
con voglia infinita,
pensata e non detta?
Ti dico, allora, che qui ti ascolto;
misuro lo spazio
tra quel sorriso furbo e gli occhi tristi.
Ti dico che so quel che taci.
A questa età siamo in bilico,
aggrappati al dubbio
di aver detto tutto
mimando con gesti
non pronunciate carezze.
Il tremito delle mani
il tuo silenzio mi ha sussurrato;
quasi a dirmi: prendile.
Le mani
sono l’ombra parlante
del tuo silenzio.
– 08/02/2017

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Daniele Scottini

POESIA: Estasiato da tutto ciò che mi circonda
mi ritrovo così labile, così primordiale.
Mi sento stretto, non appartenente al corpo.
Soffro con la stessa intensità con la quale una prostituta si presta per la prima volta,
certo che si tratta di un inizio.
Quanta la voglia di veder sorgere finalmente quel punto; così sognato, così sperato, preso e rincorso con così tanto ardore che quasi scordi di inspirare.
E anche l’orgoglio, ormai svanito, si racchiude in se stesso.
Non ne può più, di così tanta lontananza, del non sentirsi più coinvolto, soffre di solitudine.
Malato nelle voglie e nei cospetti, ho perso la misura, quanto ci occorre poter vivere?
Bella quella donna, ricca di voglia, cosparsa di fiori, quanti bei sentori.
Dio non me ne voglia. – 08/02/2017

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Enrico Rovegno

POESIA: Battuta notturna

Luna piena spunta dietro la collina

– forse lo sa che
dopo Saffo e Leopardi
non può sfiorarla canto umano –

luce dilaga sopra le pozze colme di girini
oltre l’ansa del fiume
dove un grumo oscuro
– più fitto il canneto?
frastagliate sagome di felci? –
nasconde forse la bràsua,
(o forse è solo l’ombra
delle tue paure?).

Qui davvero rischia il cacciatore
d’impallinar se stesso, suo nemico,
prima di aver avuto risposta alla domanda.

Così trascorre la notte

– o buona parte di questo
teatro lunare –

prima che l’alba spenga le ombre
e ci consegni
a un altro giorno
ancora.

– 08/02/2017

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Francesco Mina’

POESIA: Scorre il mio tempo e va per la sua strada,percorre vie fragili e tortuose.Spegne i sogni l’incolore vita e n’occupa gli spazi.Sognavo un mondo dove l’uomo era il centro,le cose il suo contorno.Aprivo il cuore a candidi sorrisi,a gesta generose.Spaziavo in posti doce la gente era spoglia di insostenibili bruttezze;l’odio,l’invidia,l’essere cruenti.Cresce la rabbia ma non serve a niente;frustazioni inutili attraversano la mente.Spero che il tempo sorrida a tanta gente;personesole che il mondo non sostiene,anime belle che vivono d’amore,popoli morti che attendono l’assente.Voglio che cambi tutto ed e’ cio’che sento. – 08/02/2017

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Luigi Caiani

POESIA: DIVERSITA’
Perché mi dici che sono diverso,
e mi insulti con parole senza senso,
perché credi che il sole sorge solo per il tuo cuore
e non vedi che anche nel mio ci può stare un po’d’amore?
Così dice il ragazzo a chi gli sta di fronte,
un vecchio genitore che con lui vuole chiudere un ponte
perché, pensa, che quella parola”amore”
detta dal figlio non ha nessun valore.
Quella storia contro natura
la vuole chiudere fra quattro mura;
troppo grande è la vergogna e il dolore
e preferisce la morte di un figlio al suo amore.
Ma all’improvviso,
ecco spuntare una lacrima sul suo viso
e quell’abbraccio così forte
fa paura anche alla morte,
sta finalmente a significare
che lo sbaglio grande è non accettare!
– 08/02/2017

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