Marco Marziali

POESIA: Metro-polis

Il treno si è fermato
Nel cuore della cittÃ
dei suoi sassi
delle pietre scolpite da duemila anni
si è fermato.
Riemergo
in mezzo alla storia
cammino
guardo
respiro.
La bellezza che ci salverà è questa?

Perché il mio amore
Per te
Quello che mi ha strappato
a mia madre
oggi
si è spento?
Almeno per oggi
non ti voglio
Non ti voglio più guardare.

Non voglio le tue luci
Misere luminarie dell’uomo
Il tuo trucco
sopra la pelle sporca
Guardo per terra
Vedo escrementi di uomo
e di cane.

Eppure dovrei essere felice
Perché ancora
Qualcuno mi ha detto
di si.
Mi ha accolto
Ha ascoltato
l’anima
il mio respiro
Lo ha detto
a miei falsi progetti
Lo ha detto
alle mie paure.

Ma io oggi
percorrendo la tua
bellezza sfiorita
Accarezzo i tuoi seni retratti
La tua pelle ruvida
I tuoi fianchi larghi
di città che si prostituisce
ogni giorno
Consapevolmente.

Io oggi penso solo a Yao
Venuta da oriente
Solo per la tua bellezza
Per capire il sogno
Tu
come una maitresse
l’hai portata fuori
L’hai spinta sul tremo
Sotto il treno della disperazione
Dove vivono i dimenticati
I dimenticati
da Dio.
– 07/02/2017

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Maria Musumeci Maria

POESIA: E’ di notte che vivo la vita più profonda
Tengo di riserva un rosso, per tingere le pareti
E con addosso un mantello
Oso nei vicoli
Con passi solitari
E silenziosi
Percorro vie
E vedo finestre chiuse
Che aspettano solo di essere baciate
Dalla luce di una nuova alba – 07/02/2017

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Vincenzo Sagona

POESIA: CANTO NOTTURNO
Per quante notti, taciturna luna,
t’ho fatto compagnia,
cantando il mio silezio
col tuo silenzio amico in armonia,
vago di te, tra il sole che ci irride,
e l’infinita lacuna dell’ombra…

Più, a te, che sola vai
per la tua traccia eterna,
nessun errante, attonito, t’invola
cuore o pensiero ormai,
perla contaminata, affievolita
lucerna, sola, desolata dea.

Forse, or, solo io ti sento; or più fraterna
che ai miei anni fiorenti,
qua, sulla terra della tua marea e
dei fremiti viventi.

Tu sai che, mentre in me
s’ impruna il desiderio,
verrò cantando ancora il mio silenzio
con te, e per sempre, immacolata luna. – 07/02/2017

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Stefano Gallone

POESIA: Un punto di partenza è un punto di non ritorno.
Questo corpo e questo spazio non sono miei.
Lo sono mai stati? Non li sento.
Sono in viaggio al di fuori di qualcosa.
Non è il mio corpo, non è questa stanza.
È l’Universo.

(da “Diomede”, progetto album discografico con libro fotopoetico: https://www.facebook.com/notes/agate-rollings/%C3%A8-uscito-diomede-il-nuovo-album-degli-agate-rollings/1520754334620095) – 07/02/2017

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Sergio Favilli

POESIA: Terremoto

Diciamo un lungo addio
Alla nostra memoria
Noi non abbiam più storia
Dello stato e del fu
Cessa la nostalgia
Or si diventa sordi
Addio pure ai ricordi
Che non sentiamo più

– 07/02/2017

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antoio coppola

POESIA: L’ATTORE

Vorrei essere un attore
se rido, piango e se lacrimo, sorrido.
Nessuno sa cosa provo
cosa penso e nemmeno cosa vedo.
Nella vita purtroppo non lo sono.
I miei umori buoni o cattivi
e i sentimenti son palesi
specialmente l’affetto sacro
e l’amore innocente filiale.
No ho barato. Non desidero
Essere un attore. Voglio
esternare I miei veri sentimenti,
Anco
04/1172016

– 07/02/2017

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Maria Cristina Biello

POESIA: IL PAGLIACCIO VIAGGIATORE

Dolce silenzio la voce del tempo
che percorre la mia strada.
Ero giovane ed il vento soffiava,
le fronde erano verdi e grigie le nuvole,
una passeggiata nel parco
con molta gente strana
che indossava strani abiti,
il profumo delle rose era nell’aria
e il poliziotto era in mezzo alla strada.

Chiudi gli occhi, sono indaco e blu;
guarda la luce nel cielo,
un Sole estivo.

Pace. Una canzone d’amore
e un uomo matto che canta;
guardo lui, lui guarda il mondo.
Voglio l’infinito, la mia quiete.
Parlo come una suora,
ma c’è una strega morta in una stanza
che imbratta i miei sogni.
Mi piace il colore, ma non vedo intorno.
Vedo la mia anima
e l’ala di un Angelo.
Se esisti, Dio, fammi un favore:
non cantare, ma ascolta soltanto. – 07/02/2017

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olivia arcari

POESIA: Cielo blu cobalto di fine settembre ..
mare turchese..
Ti tuffi
rabbrividisci..
Due larghe bracciate verso la sabbia bianca del fondale..e..
in un attimo.. prepotente..invadente..arriva quella sensazione sconvolgente di liberta assoluta…
io la chiamo anche..
gioia di vivere.. – 07/02/2017

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Lorenzo Foltran

POESIA: Non la chiamo patria, ma terra, casa
quella strada che nella lingua bella
si colora d’estate, la sera,
quasi di rosa e di viola.
Domenica che sale alle finestre…

La casa resta tale,
cambia terra e lingua.
In tasca la paura di volare,
di lavorare fino a sera.

Travolto da quel gorgo
che si chiama tempo e mondo,
rigetto il contratto che mi è concesso.

Mi volto verso la voce che chiama,
corro, salto, mi sbraccio
e non mi sono mosso di un passo. – 07/02/2017

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