Alba sunshine Bettoschi ratti

POESIA: Riemergo a fatica
dal bozzolo di consuetudini vischiose
In cui sono cresciuta,
A stento domino
il vibrare imperfetto delle mie ali troppo corte
Troppo giovani, troppo inadatte
Al turbinio crescente del divenire.
Accolgo questa metamorfosi
Come un inverno precoce,
un rapido intenso dondolare sul ciglio ghiacciato di un’assenza,
un tuono.
Ne verrò a capo un giorno, non temo il mio filo nè la mano impietosa che lenta lo tesse .
Oggi però
In balia di questa danza che accelera e cessa senza avvertire, il mio corpo scomposto e immaturo s’arrende.
Con braccia di seta lascio la presa, affondo, chiudo in un soffio la distanza che gela.
Ascolto.
L’ultima torsione lascia spazio al moto fluido del ricordare.
E dormo.
Smettete di cercare.

◦ – 04/02/2017

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Vania Galassi

POESIA: NELLA FOSSA DEI SERPENTI

Non rispose la dama nera al tuo richiamo
quel ventotto di marzo.
Ironica e spietata non accetto’una vittima volontaria
Solo lei doveva decidere il momento e l’ora fatale:
Ti chiuse la porta del suo nero palazzo
gettandoti nella fossa dei serpenti
dove trovasti altre donne
a cui aveva rifiutato il sonno estremo dell’oblio.
Dei letti e le membra legate
per contenere la protesta contro la società dei
“sani”
e le sue regole che non ammettono ribellioni.
Non puoi gridare
laggiù nella fossa dei serpenti,
non puoi gridare che sei stanca di odiare,
che il tuo uomo ti ha abbandonata
che non hai il pane
per sfamare le bocche avide dei tuoi figli.
Ma loro ti guariranno:
l’elettroshock cancellerà dalla tua mente
la voglia di un mondo pulito,
la pretesa di valere per quello che sei
e non per quello che hai.
Quando la porta di ferro aprirà i suoi battenti,
non piangerai più perché il mare non è azzurro,
non soffrirai perché il tuo simile non è tuo fratello.
E con il cuore indurito
e un ‘identità nuova
sarai finalmente ricostruita
per essere accolta nella società dei “folli”.
Ma laggiù, nella fossa dei serpenti
si continuerà a piangere e a pagare
finché tutti non avranno superato
l’esame dell’impassibilità e dell’indifferenza
finché tutti i sani non saranno diventati folli. – 04/02/2017

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Maria Carla Pellegrini

POESIA: MONOLOGO

Sono un uomo…
forse non un uomo vero
poiché io chiedo
e a volte,
mi raccomando… a Dio
alla mia donna…
che non mi lasci mai.
Sono un uomo…
vivo del mio lavoro
e lo faccio
in silenzio e a testa china
affinchè nessuno
debba dire
che è vano il mio salario.
Do quando mi si chiede
ma preferisco dare “prima”
che qualcuno si prostri
dinnanzi a me
Sono un uomo…
ma mi sono fatto uccello
e tengo sotto le mie ali
i miei amori ed i miei sogni,
è sotto le mie ali
la mia compagna,
prezioso vaso di cristallo fine
che si fa musica
quando la sfioro,
è sotto le mie ali
mio figlio,
brillante grezzo
che la vita forgerà.
Sono un uomo…
ma sono anche un poeta
e nelle notti insonni
scrivo versi d’amore e di dolore
che nessuno legger
un uomo…
un uccello…
un poeta
conosco bene
il dolore d’esser vivo
e nelle notti insonni
certe volte
io…
piango
– 04/02/2017

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teresa Napolitano

POESIA: Il vuoto
nn c’è dolcezza nel favo del miele,
nn resta nessun profumo nei fiori del deserto, ma la mia anima e un tempio vuoto. ..
Abbandonato dal Dio dell ‘ amore. .. – 04/02/2017

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francesco bernardin

POESIA: POLVERE NEL CIELO

Questo mondo
o questa terra
gestisce il tempo
o è gestita dal tempo.
Per noi
fa poca differenza
ormai siamo qui
ormai è così.
Beviamoci sopra
e fumiamoci l’ anima
ma non venirmi a dire
che hai progetti.
Domani
è solo fantasia
la vita che parte
rimane poesia.
Giocati le carte
che sono uscite con il sole
l’ orologio crolla
legato al tramonto.
E non venirmi a dire
c’è tempo
il tempo è in trincea
la polvere va in cielo.
Libera la cima
che ti tiene in porto
e non guardarmi
là c’ è un magnifico orizzonte.
Tra cielo e terra
ti porterà la brezza
se stai fermo
sarà calma piatta.
Il tempo trova il tempo
per sorriderti
ma non ha il tempo
per risponderti.
E non chiedermi
se il tempo è un orologio
perché il mio polso e vuoto.
E non cercarmi,
io sarò già polvere
nel cielo. – 04/02/2017

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Giuseppa Zuccarello

POESIA: NEL VIAGGIO DELLA VITA

Cammina con chi ti vuole bene,
ma non stargli mai davanti,
perché non ti accorgeresti se per caso
si fermasse per qualche difficoltà.

Non stargli mai dietro, perché nei momenti più felici
non riusciresti a vedere la gioia sul suo volto
e nei momenti più tristi non vedresti le sue lacrime.

Camminagli accanto, ma in silenzio, in modo che la tua presenza
non diventi un intralcio, ma ricordati che standogli accanto
potrai vivere tutte le emozioni che vive e se si dovesse fermare
potrai fermarti a soccorrerlo.

Non essere mai un peso per chi ti vuole bene,
ma una felice compagnia nel cammino della sua vita. – 04/02/2017

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Asja Domínguez león

POESIA: Ti stai perdendo, un sorso dopo l’altro
Anneghi nei pensieri
Ora non soffri più, qualcuno lo sta facendo per te
Non hai finito, preparati
Non è distino che tu rimanga qua
Apri la porta e lasciati entrare
Perché le chiavi le hai sempre avute in tasca, ma non hai mai portato i pantaloni. – 04/02/2017

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Alberto Perelli

POESIA: Trepida attesa

Sotto la scogliera il mare ribolle tutto,
l’onda gonfia batte con violenza gli scogli
prima di infrangersi in bianche spume
dalle voci di mille gorgoglii,
inseguita ogni volta
da nuovi sbuffi d’acqua chiara.
Sul dirupo che fa paura,
seduta su squallide pietre ina donna,
immobile come statua bronzea,
ha lo sguardo sperduto sull’infinito mare,
sul lontano orizzonte,
dove si fondono il vero e l’errore.
Sospesa fra cielo e mare,
l’anima trepidante
consegna all’errante vento
l’amara vertigine dell’angoscia
nell’attesa che l’avida pupilla
scorga la vela amica.
Rigida e infreddolita,
avvolta in uno scialle
scuro di grezza lana, tace, soffre;
sul viso gli scavati occhi,
estenuati da un’insonnia tormenntosa,
espandono l’eterno grido
di mille madri, di mille spose in attesa,
diverse di terra e di lingua ma
con un unico e solo dolore
dove può naufragare il cuore. – 04/02/2017

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Iva ferro

POESIA: Il silenzio mi parla di te
Ieri come oggi i miei occhi ti cercano
stanza dopo stanza
in ogni spazio nell’aria il tuo odore
e ti sento invisibile
ma ti sentovoglio credere che ci sei ancora
nel silenzio la voce sono le tue pantofole la tua sedia
ogni tuo oggetto mi parlano
quanto amore mi hai dato
ed io potrò restituirlo solo al silenzio. – 04/02/2017

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Nicoletta Mencarini

POESIA: Le tenevo la mano tiepida
nell’assolato meriggio,
gli alberi emanavano
ombre sparute,
quasi rincorrendosi
tra un filare e l’altro.
Sul marciapiedi
scarni fili d’erba scheletriti
ingialliti dal sole d’agosto
penetravano l’asfalto
bollente, tra vapori di aria calda
e umidiccia.

Le tenevo la mano tiepida
nell’assolato meriggio,
regolare era il battito
del suo cuore sul polso
tremolante.
Pochi passanti piegati dal caldo
cercavano
le auto tremanti
per l’afa che saliva
ingenerosa
dalla strada.

Le presi la mano tiepida
per portarla nel mio cuore,
al riparo dal dolore,
in mezzo a
un infinito mare
d’erba verde.

– 04/02/2017

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