POESIA: Sarà più facile non conoscersi
per farti entrare dentro.
Qui, nella stanza dell’anima
giacciono parole e colori
sospese in nuvole di sogni
e desiose passioni.
Sarà l’unico luogo di incontro
dove nudi, in caldi abbracci
potremo leggerci negli occhi
dimenticandoci i volti
che ogni giorno
saremo costretti ad inventare
per ingannare il mondo,
strappando i patti con l’ordinario
che ci costringono
alla vacua solitudine
e ci annegano nel mare
delle convenzioni dell’essere.
Sarà più facile non capirsi
fuori dal nostro tempio,
sapremo bastarci
in quello spazio
che non avrà tempo
ma solo linee perfette
che ispireranno quadri e poesia. | sorgente: https://l.facebook.com/ – 08/02/2018
Categoria: Poesie
Ellena Edoardo
POESIA: Oh morti,che nelle cupe bare giacete
Oh morti,che della vita avete sepolto l ultimo atto
Oh morti, ricordati o dimenticati,giusti ed ingiusti,lievi o pesanti di rimpianti…la terra vi lega come il cielo con le stelle
Non é forse la morte a rendere unica e grave la vita
Non é forse la morte a rinnovare le spoglie del mondo
E a voi,uomini e donne sepolti da questo ciclo cieco dedico la mia sorda ode.
E vi auguro che le vostre anime immortali possano essere bagnate da mille oceani,riscaldate da tiepidi soli e deliziate da infiniti paesaggi
Oh morti | sorgente: https://www.google.it/ – 08/02/2018
Ghelardi Riccardo
POESIA: Oggi ho pianto.oggi ho bruciato i libri di saggezza,solo per oggi, domani si vedrà.oggi ho deciso di sentire tutto.solo per oggi accolgo tutto il dolore e la tristezza e sofferenza, poiché il tuo dolore è il mio dolore . domani si vedrà . che la tristezza mi avvolga e di il dolore costruisca castelli di pietra dentro di me.Abbandono ogni forma di meditazione, di sapere, oggi,solo per oggi, che l’ignoranza viva luccicante in me.Abbandono la gloria, abbandono l’amore,la gioia, solo per oggi sono come carne bruciata.abbandono le parole,i gesti,i pensieri,solo il sentire vive , che scorre come un fiume impazzito,un fiume che travolge tutto e tutti,solo per oggi , domani si vedrà.che la mia rabbia sia la mia guida cieca, che la rabbia bruci come mille soli,e dissolva l universo intero, che fratello dolore e sorella rabbia generino una prole maledetta e carnivora, divoratrice del bene e del male,solo per oggi, domani si vedrà.che il vuoto riempa il mio stomaco insaziabile, che il vento di tempesta spazzi via tutti i ricordi belli e brutti, che il brutale assoluto sia testimone della sua creatura.solo per oggi domani si vedrà. Io.immerso nel tutto.Io.padrone del Niente. | sorgente: https://m.facebook.com/ – 08/02/2018
de Filippo Janvierre
POESIA: – Storie dall’Inferno –
“Disceso fino al centro della terra,
l’Inferno che splende ti aspetta e ti afferra.
Il più profondo oscuro,
il terrore,
io l’ho conosciuto.
Lì dove non v’è nessun oltre,
dove tutto è per sempre.
Osservalo!
Striscia il più grande e nero Serpente.
Lo ricordo come fosse adesso,
in questi tempi difficili.
Lì è dove sono morto,
ma ti ringrazio oh disperazione
perché ho visto l’abisso
e ora conosco la via del ritorno,
ed è come un viaggio…
…per la Transilvania.”
Janvierre de Filippo
14/06/10 | sorgente: https://form.jotformeu.com/pagine/bando-poesia – 08/02/2018
Travascio Stefano
POESIA: COME UNA NAVE IN MARE
Sento…sento che il mio stomaco viene preso con forza e stretto,
come se due mani lo stessero strangolando.
Sento il respiro che si ferma in gola,
bloccato da quella meraviglia pulsante che vuole vedere con i suoi occhi,
vuole vedere il motivo per cui batte cosi velocemente.
Sento il tremolio delle mie mani al tocco delle sue guance,
che nonostante le sofferenze passate
risultano morbide e lisce al tatto…
pure.
Sento le mie dita affondare nella sua pelle..
e ne sento il rumore.
Sento che tutto sta correndo velocemente
ma non ne sento la stanchezza,
come se correre mi facesse avere altra forza per correre.
Mi sento inerme e aimè impacciato di fronte al suo viso.
Apro le braccia e mi lascio cadere nel prato dei suoi occhi estesi,
la dove la natura dimora.
Terra Fuoco Aria Acqua,
si contendono fino alla morte quell#039; anima.
Toccando le sue labbra ne sento il calore,
la radice dei suoi desideri,
lo scambio di respiri lunghi e intensi,
che si insinuano nel nostro sangue,
il tocco umido e delicato della sua lingua,
che va a bagnare le mie labbra,
facendole annegare nell’ immenso mare che la possiede….
o che possiede…
Mi perdo in quei baci.
Voglio vagare in quel mondo,
essere dato per disperso.
Lasciatemi qui,
dove il sole brilla nei suoi capelli fini che scaldano la mia mano,
lasciatemi qui,
dove l#039; erba attutisce la caduta del mio corpo libero
lasciatemi qui,
dove i fiori si vestono del rosso delle sue labbra
prendendo profumo dalla sua pelle,
lasciatemi qui,
dove il vento ruba al suo respiro per accarezzarmi dolcemente…
Lasciatemi qui,
solo con lei.
Lasciate che sia felice.
Lasciate che piova sopra di me la sua essenza.
Lasciatemi affogare in lei,
come una nave affonda nel mare…
la cosa che più ama al mondo | sorgente: https://www.google.it/ – 08/02/2018
Cillo Carmen
POESIA: Titolo: Maggio non lo sa
Siedi. Non esiste il tempo, mi credi?
Vedi, è come le nuvole da cui cadi.
Rideresti se ti dicessi che neanche
io ci credevo e prima dei tuoi occhi,
nel cuore delle mie notti bianche,
contavo stupidamente i rintocchi?
Mesi. D’esser oggi, Maggio non lo sa.
Scesa è la sera: magari non voleva ancora,
era per esser bianca e tardar come una sposa.
Lo vedi che è una geniale stupidaggine,
una giustifica alla ricomparsa della fuliggine?
Sfuggirà per sempre ai calendari ed alle lancette
l’eternità delle parole dette, delle promesse fatte.
Siedi, canto come le muse, come gli aedi,
fuori tempo, casuale come un lancio di dadi.
La scattante lepre. La lentissima chelidra.
Io ci contavo, prima dei tuoi sguardi.
I granelli di sabbia della mia clessidra
contavo, credevo al presto ed al tardi.
Anni. D’esser bisestile, questo non lo sa.
Tornato è il giorno: al suo ritmo tieni testa.
Questa è una gogna, una grande menzogna,
che costringe alle odierne sfrenate fughe,
scagiona la comparsa delle sgradite rughe.
Taglierà sempre la corda agli orologi ed alle lancette
l’eternità delle parole dette, delle promesse fatte.
| sorgente: https://www.google.it/ – 08/02/2018
Asci Davide
POESIA:
Amo il tuo essere te stessa
E non mi rendo conto
di quanto ti amo
finché non scende il sole
e le stelle con lo sguardo chiamo,
quando l’orecchio ode
il battito del mio cuor frenetico
ed io, però, paralitico,
sogno di piangere e volare.
Tra le acque salate
del nostro amare
dove giunge il sole d’estate
ogni poesia alla natura guarda
perché ama le stelle, le valli, i colli,
i raggi che cavalcan l’onda
con sopra i bianchi uccelli,
la gioia di vita e la certezza d’essere
emergono nel cuore
del gentil animo, amore,
amore mio,
oh guarda il buio estivo nascere
dalle vene del ciel sereno
ma l’animo mio, inquieto
cerca pace nell’illusione:
vana speranza e falsa occasione
oh sacre culture,
che l’animo mio incantate,
nutrite, rivitalizzate
e sento il profumo delle arti,
della storia, della magnificenza,
della natura incantevole, amabile
e scende una lacrima sulle guance
e brucia e ride di me sulla mia faccia
e guarda con me il mondo e la vita
andare via, venire, fuggire e rallentare
e sente ancora l’emozione impressa,
che gioisce, ama, soffre,
si illude, muore, rinasce,
si tuffa nell’esistenza infinita,
nel movimento incessante
di particelle incorporee
di sentimenti falliti e vinti
perché, poi, si affievolisce
respira,
soave | sorgente: http://www.google.it/ – 08/02/2018
La Manna Lucia
POESIA: SEI GIORNI FA ERA IL MIO COMPLEANNO
Sembra sia passata un’eternità.
Il tempo è traditore come il vento che passa e se ne va,
come un fiore che sboccia e muore,
come un vulcano che erutta e s’addormenta. | sorgente: http://www.poetipoesia.com/concorso-poeti-e-poesia/ – 08/02/2018
Vallante Donatella
POESIA: “Ha una stufa nell’angolo,
il salotto dei vecchi,
che resiste al suo posto
anche se in pieno luglio.
Una bambola vintage
che veste stantio
rintanata nel morbido
di un vecchio sofá.
E lì accanto alla porta
un carrello di tela,
quotidiano attendente
di un solo padrone,
trascinato per mano,
che fatica a star dietro,
come un bimbo riottoso
che pena ti dá.
Spunta poi una coperta
parcheggiata in poltrona
a tenere quel posto
che occupanti non teme,
invasione di ospiti
di un tempo che fu.
Da quel piano scordato
non si elevano note,
le bottiglie in credenza
non restano vuote.
Foto e quadri ti parlano
di un passato trascorso
mentre un cesto da frutta
ha trovato un riparo
che del freddo balcone
nostalgia non gli dà.
Una pendola oscilla
tra pareti silenti,
tra confetti scaduti
e parati infiorati,
tra i ricordi ed i farmaci,
tra il morire e l’esistere,
tra le pieghe già stanche
di un nuovo giornale.
Il centrino convive
con un vecchio cartone,
la ricetta del medico
col tostapane
mentre accanto a un bel grigio
c’è uno stinto marrone:
tutto ha un che di scomposto,
tutto ha un che di vissuto,
tutto può raccontare
pur se sembra taciuto.
È lo stesso salotto
a parlare da sè:
è racchiusa una vita
in sei metri per tre.” | sorgente: http://www.poetipoesia.com/ – 08/02/2018
Cerboni Giuseppe
POESIA: Palpebre chiuse , gonfie di dolore
Trattengo le lacrime a stento
Stille di sangue di antiche ferite
Vene recise da affetti perduti
Vene recise da ricordi sbiaditi
Vene recise dalla indifferenza
Io , reietto all’amore
Io , errante vagabondo
Io , prigioniero dell’oscurit
Io , compagno della solitudine
Io , paradosso di me stesso
Quando termina il linciaggio delle ore ?
Dov’è la pace che sempre disperatamente cercai ?
Vorrei credere ancora che la luna mi sorride , ora che non vivo più la sua luce , ma confuso abbraccio le sue ombre.
Io , mendicante di emozioni ai bordi della memoria , guardo lontano , dove l’orizzonte muore , cercando il tuo volto e urlando nel vento il tuo nome . …… Amore.
?
| sorgente: http://m.facebook.com/ – 08/02/2018