Murru Antioca Stefania

POESIA: Via, senza rimpianto

Per dimenticare,sì!
Me ne andrei,via,
Se! La mente mia oscurasse il tuo viso,
Svanisse il tuo profumo sulla pelle mia,rifiutando le tue carezze,
Sì! Per dimenticare io andrei via:
Se!
I miei occhi un domani scrutando l’orizzonte,nel contemplare un’alba
non cercassero il tuo viso | sorgente: https://www.facebook.com/ – 10/01/2018

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Crespi Francesca

POESIA: Testamento biologico.

Quando morirò
Donate i miei organi.
Il mio cuore
A chi non sa amare,
I miei occhi
A chi non ha mai
Imparato a piangere
Né a guardare dentro se stesso.
Donate le mie orecchie
A chi non sa ascoltare
La voce del silenzio
Quando parla d’amore
E la mia bocca a chi
Non osa confessare
I sogni più segreti
Sepolti in fondo al cuore.
Donate le mie mani
A chi cerca di afferrare
Il senso della vita
E gli attimi fuggenti
Di una felicità negata.
Quando morirò
Lasciatemi soltanto
La mia malinconia
E l’inutile ricerca
Di un’introvabile saggezza. | sorgente: http://m.facebook.com/ – 10/01/2018

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MARIANO Nicola

POESIA: NOTTE e GIORNO

Notte inoltrata, non prendo sonno,
Forse sarà la calura estiva.
Pigramente esco sul terrazzo
E mi distendo su una sedia a sdraio.
Nel cielo uno spicchio ricurvo di luna,
Contornato da una miriade di stelle,
Che maliziose strizzano l’occhiolino,
All’istante attrae la mia attenzione.
Mi soffermo ad ammirare con stupore,
Il respiro sembra quasi affievolirsi,
Solo mentalmente riesco ad esprimere:
Scenario splendido, straordinario.
Rimango assorto un bel po’ a contemplare
Il firmamento, preziosa cupola
Scolpita per certo da un Essere Supremo.
Il tempo trascorre senza arresto
E la notte è giunta a fine corsa:
Ad un tratto lo stupore accresce,
In lontananza, all’orizzonte,
S’intravede un lieve bagliore
Che tratteggia il limite tra cielo e terra.
Poi la luce, lentamente, diviene rossastra
Ed ecco, sornione, fa capolino il sole.
Passano solo pochi istanti e l’astro,
Appare per intero, come una grande palla di fuoco,
Per schiarirsi a poco a poco sempre di più.
E’ un nuovo giorno che nasce:
Fulvi bagliori illuminano il Creato
E la natura si ridesta dal torpore.
Cinguettio canoro di uccellini,
Rombo di automobili sfreccianti,
Vocio di gente che torna al lavoro.
Riprende l’usuale baraonda.
Mi soffermo ancora qualche istante
A scrutare tutt’intorno ed esaltare
La soprannaturale abilità pittorica
Rappresentata dal Padre Celeste,
Supremo Artefice dell’intero Universo.
Rientro in casa, mi distendo sul letto
Ed affondo la testa nel cuscino.
Mi sembrava di aver sognato.
Certo avrò dormito fin troppo
E quando, stiracchiandomi, riapro gli occhi
L#039;orologio segna già più delle dieci.
Ancora assonnato mi avvio sul terrazzo,
istintivamente alzo lo sguardo verso il cielo,
Il sole luminoso e caldo m’investe appieno. | sorgente: http://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2Fwww.poetipoesia.com%2Fconcorso-poeti-e-poesia%2Fh=ATPMi40qBI9BjA68M_9XnPOEu-7EO68oNVGXiSdj0KWwTFmeCxEajQI6YQV1lf1s1SwJpzjBa-uJ8C9pK8HKpDSetMx8It7RMyd5z1rj2LplwpWjCCpkELHD2vXzjAyl_5kJNhSevyDt – 10/01/2018

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Lovascio Giorgia

POESIA:

BABELE

Sono così piccola
quando credo nell#039;amore.
C’é caos nelle vite
nelle vie
nell’intimitá delle anime
solo rumore,
non smette d’esistere.
Allora smetto io d’esistere.
Siamo a Babele.
C’é troppo rumore
troppa confusione
troppi occhi spenti,
come posso credere nell’amore?
Sono così piccola
e i palazzi troppo alti
le paure troppo grandi
il buio troppo intenso.
Ma tanto ci viviamo,
tanto le pupille oggi sono grandi
come ieri
come l’altra notte
come l’altro giorno
come ogni giorno
da quando siamo vivi.
Il buio meno intenso non é luce.
come posso credere nell’amore?
É che non te ne accorgi,
perché sei così piccola
e credi nell’amore
che se lo mangiassi,
l’amore,
saresti morta di fame.
Lo immagini?
L’ultima carestia.
Sono felice di essere così piccola.
Voglio la libertÃ
e l’ingenuitÃ
di credere nell’amore
quando il buio sarà intenso
e le pupille grandi
da coprirmi gli iridi.

| sorgente: https://www.google.it/ – 10/01/2018

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Savarese Gioacchino

POESIA: La Nascita

Come un viandante all’improvviso vedo la luce
È un prodigio che sulla pelle si cuce

Un mondo affranto mi aspetta, già fatto
Sono smarrito, non lo nego affatto

Vedo la vita, dono o condanna voglio scoprirlo
Solo vivendo posso capirlo

È la terra che mi da il benvenuto
La vita mi acclama come un suono acuto

Sono qui, rappresento una vita
Ma la sua valenza ormai si è smarrita

Cosa vedo se non ipocrisia
Un posto comandato dalla follia

Siamo tutti uguali in un mondo diverso
Ogni valore purtroppo si è perso

Cosa mi aspetta, ho paura, sono sincero
Non voglio essere uno schiavo, voglio vivere davvero

Vita e Morte in cui faremo a “botte”
In questo attimo ci sono le nostre lotte

Ma anche cose belle scorrono nelle vene
Come l’Amore, Gioia e Bene

Niente è il male che ci può offuscare
Siamo noi che il destino dobbiamo creare

Sono al mondo, ho un’anima
Piango, respiro, la mia gioia è in una lacrima

Uguale non voglio essere, per questo mondo voglio lottare
Sono qui e la battaglia può iniziare. | sorgente: http://www.poetipoesia.com/ – 10/01/2018

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Zogu Adrian

POESIA: Titolo:Dolore. Mio cuore infranto. Dolore aspro saziato. Brillo occhi opachi. Stringo ricordi sommati. Corpo gioie,alti e bassi. Dimissione spazio celeste. Viaggio pensiero infinito. A.Z | sorgente: https://form.jotformeu.com/pagine/bando-poesia – 10/01/2018

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D’Amelio Stefano

POESIA: Dove sei adesso amore mio?

Il tempo non mi perdona della tua assenza e mi chiedo,
dove sei adesso amore mio?
Nel bianco profumo della spuma del mare,
turchese topazio giada smeraldo liquido,
sotto la pelle azzurra del mattino.
Nell’argento nascosto nelle chiome degli ulivi,
che un soffio di vento improvviso disvela.
Nei mille colori di luminarie di festa,
spille appuntate sulla seta della notte.
Nelle mille scaglie d’oro che il sole dell’alba ha posato sul mare.
Nei passi di un bimbo che cammina verso l’uomo
che neanche a me sarà concesso sognare.
In tutto questo sei amore mio,
ma io vorrei soltanto vestirmi ancora del tuo sorriso.
E il tempo non mi perdona della tua assenza.
| sorgente: https://www.facebook.com/ – 10/01/2018

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pannacci linda

POESIA: Marcisce in noi la vita
e il tempo,assassino, sferra secondi mortali.
Putrefatta l’anima,sepolto il cuore:
la nascita non è altro che il primo respiro di morte. | sorgente: https://www.google.it/ – 10/01/2018

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Capuano Adriana

POESIA: A mia madre
Mi è costato sangue
quell’ultimo ti voglio bene,
su quella barella d’ospedale.
E nei tuoi occhi ho visto
l’infinito di un amore che si spegneva.
Ho visto ogni lacrima versata,
ogni bacio sospirato,
ogni carezza sui capelli nascosta.
Mi è costato sangue
quell’ultimo addio,
la tua mano nella mia
e il ricordo di una vita insieme.
Quanto avrei voluto gridare,
urlare, strepitare,
battere i piedi a terra
come una bambina capricciosa,
per restituire alla vita ogni cosa.
Ma nulla e ancora nulla,
Ho ingoiato il silenzio,
serrato la lingua
e sussurrato con l’ultimo
frammento di voce rimasta,
Ti voglio bene Mamma.
Adriana Capuano – 10/01/2018

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Oliva Valentina

POESIA: VIVA
Sospiri lenti, stanchi d’affanno;
Arriva all’improvviso e scuote la pelle
la paura di un sorriso riflesso,
nel tuo volto lontano
che, impone ricordo.
Penso alle mani che scoprono campi
di incanti rinnovati
e lacrime antiche coprono il viso che, calde, mi mostrano poi
quanto son viva.
| sorgente: http://m.facebook.com – 10/01/2018

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