POESIA: È il rumore impreciso dell’alba
che annulla i tuoi sogni e ti sveglia
L’incertezza che hai nel vestirti
di fronte ad uno specchio che si porta dentro
la fragilità di tutti i tuoi anni
È un dito che scivola via
la polvere vecchia da tutti quei libri
che ti han resa distratta
da tutta la vita che passa
da tutta la vita che è persa…
È guardarti restare in silenzio
in un angolo buio
e riuscire soltanto
ad illuderti che..
che il tempo
cancelli distratto le nostre paure
Restare a guardare
ambizioni e speranze
lasciarci in disparte
e capire che intanto
quel che conta sei tu
Il sereno che bagna il mio viso
Un abbraccio cercato per anni
e rimasto in disparte per via degli affanni.
Perdo il tempo che mi ero promesso
e sarà anche sbagliato
ma ho perso me stesso
Ma sembra impossibile
E sembra incredibile che
Io non riesca mai a perdere te
Che resti…
Ci pensi all’odore, ai vestiti per terra
a una casa che dorme e si sveglia
trovandoci sempre qui..
Ci pensi al rumore, al silenzio che tace
alle mani sudate di chi come noi
non sa proprio lasciarsi stare.
E oggi penso che in fondo
sia meglio sia andata così
incontrarsi per caso e tenersi
perché nonostante l’assurdo
Tu continui ad essere
ancora una volta la cura
ad ogni mia ipocondria | sorgente: http://instagram.com/ – 08/01/2018
Categoria: Poesie
Enrico Piras
POESIA: Se tu vorrai
Vorrai concedermi ora
di parlarti di te
Tu,
che sei creatura complessa e fragile
di carne e miele, anima e fiele,
che ti aggiri nei pericolosi quanto affascinanti meandri dell’amore,
ove incontri pena ed illusione, affetto ed ossessione.
Tu,
che per questo ti sei spesso ritrovata a contemplare vanamente un uomo sbagliato
per un amore pur univoco, con la speranzosa cecità di ciò che portavi dentro.
T’ho vista rincorrere farfalle irraggiungibili in giardini immaginari,
sfidare le onde per la smania di farti travolgere
e nonostante tutto t’ho lasciato fare, sicuro che all’illusione non ti saresti arresa.
Ora ti vedo qui, piena di sogni e bramosa di certezze
e t’osservo, cercando di carpire ogni attimo di te,
del tuo profumo, del tuo sapore, della tua essenza, della tua fede
Intento a lenire le ferite col sale dolce del vero amore.
Eccomi, sono qui
e la cosa che mi solleva è che anche tu sei qui.
Non ti muovere, non fare un passo,
rimani così
…sei il sogno che ho sempre inseguito
| sorgente: http://m.facebook.com – 08/01/2018
Saullo Valeria
POESIA: Sentire la tua essenza
Nonostante la reale assenza
È l’unica cosa che mi dà la forza
per sperare di poterti un giorno riabbracciare.
Il dolore a volte
spezza ancora il fiato
e tu manchi
come non avrei mai pensato. | sorgente: http://m.facebook.com/ – 08/01/2018
mazzucchelli ivan
POESIA: I silenzi dell’alba
silenti scendon lenti
dalle colline
tra valli e boschi
van per le antiche vie
S’ infrangon come onde fra
diamantini raggi
di un sole pigro
cullato da due nubi stanche
Il ciel ancor bianco latte
attende che qualcun venga, di celeste, a dipinger la volta
Lenta la natura si desta.
– 08/01/2018
bigotto severino
POESIA: Sarà
Sarà un orizzonte senza limite:
cielo e mare unica essenza.
Sorgerai da quell’orizzonte senza stelle
a guidarmi nell’oblio del nulla | sorgente: http://m.facebook.com/ – 08/01/2018
Colella Raffaella
POESIA: Egoista amor…
Egoista è l’amor che si appoggia e non sorregge.
Ohhh…amor mio…tu mi schiacci come un torchio la sua uva.
E tu?!?
Tu mai che alleggerissi le mie sofferenze,mai che ti indebolissi per rafforzarmi.
Ohhh…angelo mio,son giunta allo stremo,è ora che mi libri in volo.(Raffaella Colella) | sorgente: http://www.poetipoesia.com/ – 08/01/2018
Veglia Veglia
POESIA: Questo eterno mio farti mia
quest’allagata irrisolta
tensione all’incastro
forse la risposta non è
agli occhi tuoi, socchiusi lì
a pensarsi vivi nella pace
disastrata che segue il boato
ed il crollo.
Eppure pregavi il tepore
mio, mentre l’anima sbiadivi
lasciando integro il peccato
lasciandolo originale
perché la macchia indisturbata divorasse
la rifrazione e il suo sfumarsi.
Ed era la guerra di gelo e fiamma
ed era l’eterna impalpabilità della carne
a squarciare morbida l’asfissia
del coagulo di notte che così
nostro cedeva al primo amarti.
Docile in ascolto sempre
la fuliggine tua ho smembrato
in macerie di brezza
mentre ogni fiore tossiva
inesausto il godimento
di morire reciso.
Struccata dorme ora
nuda quest’assenza
cullata dai miei lividi
che sarai e sei. | sorgente: https://form.jotformeu.com/pagine/bando-poesia – 08/01/2018
Marco Panico
POESIA: Numerazione dannata o dannazione numerata?
Dall’arma alla curia,
dallo stato al sindacato,
dal pubblico al privato;
tutti sono schiavi dei numeri,
(alla ricerca spasmodica degli utili, ma estirpando prontamente gli esuberi);
Ma la stessa natura lo è.
Il mondo ahimè è stato racchiuso in un otto;
infinito se capovolto.
Cosa significa?
Come può essere vista?
nel modo in cui si osserva una tragedia,
al suo ultimo atto,
o come un’amara dannazione eterna,
o come un infinita possibilità di riscatto.
li Grosseto,
08/01/2018
questa è quella completa | sorgente: https://form.jotformeu.com/pagine/bando-poesia – 08/01/2018
Bilotti Domenico
POESIA: VIA VENEZIAN NUMERO UNO
La malattia lavora, aculei arroventati,/ le rughe sulla pelle, i pensieri mai finiti, appena iniziati./ Il suo sguardo soppesa quanta miseria darà/ alla famiglia venuta al seguito da un’altra città./ E la notte non passa mai, sepolti vivi al quarto piano,/ o parli coi fantasmi o il dolore non dà niente di umano/ a un sonno stanco, e stancante insieme./ Curato con parole dolci e bende che ora si fanno catene strette e preme/ la prigione del tuo tempo sul tuo cuore rassegnato./ Tanto ti sei industriato, così forte hai lottato,/ e ora il meglio è già finito e si chiudono le luci,/ il futuro è quel che sfili. Il presente è ciò che cuci./ Aspetti con ansia il ritorno a casa e tanti crederanno/ di saperti guarito, e col minimo danno./ Il sipario scoppierà:/ la morte non si nasconde facilmente come la verità./ Forse un mesto sorriso, il più è fatto, il gioco è finito./ Dove sia stato Dio forse non hai nemmeno cercato e ora il suo invito/ ti porta via ancora, ti pesa e soppesa il soffrire./ Tu lì solo a pensare com’è il destino quando il giorno alla notte non riesce più a seguire. – 08/01/2018
stanovic petar
POESIA: Un antico strumento di ferro battuto
Indosabile.
I due fili grossi partono da ciascuna spalla
e uno dall’ombelico
per poi incontrarsi sul petto
in un cerchio.
Serviva da mirino ai soldati.
Per cercarsi l’anima. – 08/01/2018