POESIA: AGOSTO
La tua presenza come la marea
Arriva e accarezza la spiaggia
La tua bellezza come onda
Dolcemente abbraccia la sabbia
Di sabbia é mio cuore nudo
A cui rubi granelli ancora e ancora
E li porti nell’infinito dei tuoi occhi azzurri. | sorgente: https://lm.facebook.com/ – 19/12/2017
Categoria: Poesie
lisini pierluigi
POESIA: AL VECCHIO STAGNO
Cadeva
il mio tempo
tra i ronzii delle mosche.
Una rana saliva
su un cocomero rotto
(la mia nave in deriva)
e la ciurma: i girini,
col loro sciamare
un po’ buffo,
fuggiva
al tonfo del tuffo
che, a stento,
rompeva un sonnolento
motivo d’acqua ferma.
| sorgente: https://www.google.com/ – 19/12/2017
Acquaviva Giusy
POESIA: Il digiuno dell’anima
Leggera,
danzava sulle spoglie
dell’opaco riflesso.
Spigolosi contorni
abbracciavano le membra.
Un sorriso smunto
cadea nell’oblio.
Il buio.
Leggera,
tra grovigli di folte spine
arrancava al giaciglio.
Donna oramai spenta.
Affamata di fioca luce,
strappava vita ai suoi contorni.
Pesante come piuma
la sua sottile trasparenza.
Saguinanti occhi
urlavano paura.
Denutrita d’amore,
il ventre era eco del vento.
La mano tendea alla speranza,
lontano e smarrita.
Ma fu muto respiro nel silenzio
quel pianto arreso.
Corpo oramai sbiadito.
Leggera. | sorgente: http://m.facebook.com – 19/12/2017
Basso Andrea
POESIA: Metamorfosi spirituale
E se vita modesta
che da sola si rincorre per evitar tormenti
ora s’abbandona nell’abbraccio
del tepido albeggiar di nuova forma
anche tu che di essa sei ancella e governante
sai con invitta fede
che se non ci si spegne al sol della ragione
non ci s’accenderà al fuoco del tramonto.
(Isaia Dolci) | sorgente: http://m.facebook.com/ – 19/12/2017
Bartezzaghi Giovanni
POESIA: UNA FOTO DEL MARE
Fiordi ridenti
tra dolci sponde dorate
ricamati ad arte
con sottili fili di seta.
Insenature sabbiose
addolcite e profonde
con maestria dipinte
da mani in vero fatate.
Acque tempestose
frustano e tormentano
maestosi faraglioni,
che impavidi resistono
immobili e nudi.
E quando m’incanto
al bel sole vermiglio
che si spegne silente
tingendo l’orizzonte
in una festa di colori
che si tuffano in mare,
un’aura fantastica
mi scompiglia i capelli
e un vecchio bastimento
beccheggia greve e lento
e par cadenzare
il dolce scorrere del tempo.
S’abbattono i marosi
sullo spugnoso arenile
e un volo di gabbiani
si perde nella notte,
quando sulla spiaggia
tra falò scoppiettanti
e gioventù in festa,
una chitarra strimpella
alla pallida luna
note di melodie famose,
sotto stelle sognanti
e lampare che sfumano
dove incontrano il cielo.
– 19/12/2017
Saporito Diana
POESIA:
Perchè mi guardi ?
E sentire il calore del sole, anche se fuori piove…
e sorridere perché il cuore rimbalza mentre ti pensa…
e ricordare il tuo viso perché ieri l’ho dipinto in uno sguardo!
Perché mi guardi…mi chiedi!?
Perché io ti possa contemplare nella mostra dei ricordi…ti risponderò domani!!! | sorgente: https://www.google.it/ – 19/12/2017
Miotto Veronica
POESIA: Si cela
Dietro lacrime e paure,
Si mostra davanti a sorrisi ed emozioni.
Ti tocca nel profondo
Ti fa sentire vivo
Esplode dentro al cuore
È proprio li che si trova l’amore. | sorgente: http://m.facebook.com/ – 19/12/2017
caracausi antonella
POESIA: Siamo provati duramente, tutto il giorno. Il Signore, per un po#039;, sembra averci lasciati soli. Poi arriva la notte con le sue paure. E nuvole passano come spettri a nascondere le stelle e il vento gelido taglia l#039;aria come le gote.
Ansie come briciole di pane consumato da giorni, raccolte con avidità per saziare la fame di risposte, a domande che non hanno mai conosciuto il suono della parola, il vibrare delle labbra come ance di un oboe nel deserto.
Porta con se rumori e voci lontane, mentre la menzogna dei mille timori trafficano ciò che ancora rimane di vivo. Chiamati a sollevare lo sguardo, nessuno alza il capo.
E il vento alza le dune, scopre ciò che avevano nascosto nella sabbia, davanti scopre nuove visioni, dune e sabbie.
Ma tutto questo finirà . Si, finirà . Avrà un termine questa notte, quando lo stesso vento che ti ha ferito spingerà le nubi fuori dai tuoi orizzonti. E allora, forse, alzerai il capo, forse guarderai con gli occhi offesi in alto, per scoprire le stelle, e la tua notte sarà meno oscura.
Sabbie che offuscano la vista e feriscono l’occhio, prima del cuore.
E le ombre che fredde ti gelavano il passo, vedrai come compagne di ventura. Hanno i tuoi tratti e i tuoi pensieri. Sono ciò che di te stesso temi, sono come il nulla. Quando vedrai stelle nel cielo, non giudicare finita la notte, non potresti vederle altrimenti, giudica quel che sono davanti a te: così lontane… Così vicine… Così come sta Dio nei tuoi pensieri. Prenditi cura anche di me, Signore, ancora passeggerò con te al finire del giorno, con te voglio restare al calar della sera. | sorgente: http://www.poetipoesia.com/ – 19/12/2017
Malagnino Marino José
POESIA: Abbandonata al sonno davi avanspettacolo,
morbido lento come una macchina. Sulla faccia
non sono pronosticabili i tuoi sonni. E bisogna
stare attenti ai balletti di sopracciglia e musetto
quando imitano lo stropiccìo di un cisto
ma senza emettere alcun odore
E con mellifluo sguardo involuto ad ape mellifera o a calabrone…
Con la punta delle mani cerco fra le tue
mani la linea della vita quelle sue interpunzioni
per determinare quanto lunga sarà e se sarò
quello che stringerà quotidianamente, come il pane,
un salmo al banchetto, il palmo in mezzo alla folla confusa o metto al dito un anello oppure lo porto all’altare
con finte felicitazioni. Un ghigno e torno a tuffarmi nei ricordi…
Le pinne restano sul bordo di graniglia
E lasciavi m’immergessi senza boccaglio
Senza vestito. Tu priva di muta e piena di acca che va
messa sempre comunque
fai i compiti con le labbra. Cifrari mormorati
E centinaia di lepidotteri nei reciproci stomaci
a quel tempo immerso nel tuo corpo acquatico di saliva sudore e umori.
Disimparavo il naso se non per respirarti
fatta d#039;aria come eri fatta d’aria come il tuo zodiaco
Faccia stanca di sbuffi. Purchessia una taumaturga.
Ha attraversato già il trentaduesimo canto, quelle basse temperature:
Le immagini di Doré, che scaldano il torso
all’altezza del petto, come una storia vera
con la legna finita
e l’unica possibilità è un’emozione, un’aritmia, un sussulto
che ti incendi i lobi
delle orecchie, di porpora,
adesso di gesso albicante. Non sposta
un dito ne aspetta dieci su di sé fatti teneri rastrelli. Giacché
la noia è l#039;inferno della indifferenza
a cui bisogna scampare, non fare il filarino.
Guarisce la tua presa.
Se ti dai o prendi il risultato è uguale la concessione è tua
La gelosia è un monocolo sui palchi spogli
Così la notte, le notti senza calma.
Come mi vedevi con gli occhi chiusi e sonnecchiosi
non eri tu. Eri tutta l’umanità . E si vÃ
a bisdosso si trotta o si cavalca con l’eleganza di un andaluso dal baio manto
o sul tuo slavato manto
sempre più perlaceo. Muovo una mano
sul tuo viso ogni volta che non è un viso da foto
Chiedo ai tuoi occhi di portare fuori gli ombrelli
e si tengano la pioggia, perché a volte è anche un guizzo di risa,
però purché portino via
dalla tua testa e non tornino più i pensieracci del mattino | sorgente: http://www.poetipoesia.com/scrivi-al-direttore/ – 19/12/2017
Utili Pietro
POESIA: Vorrei essere un gatto
Ma guarda che li castrano
E allora un gatto femmina
Che poi le sterilizzano
Ma tanto non si vede
Perché ci tieni tanto?
Non vedono gli specchi. | sorgente: https://www.google.it/ – 19/12/2017