Francesca Berlingieri

POESIA: Una vita.

Scapperai ancora dalle rughe, dalle tasse, dalle promesse.
Non ha più luce il tuo sguardo, neppure fa rumore ogni tuo passo.
Volevi vivere volando e sei finito a farlo strisciando, ai piedi della tua condanna, solo e sfinito, appassito.
Le dolci labbra che promettevano eterna gioventù, hai accolto nel grembo della tua senilità, giocandoti tutto quanto avevi costruito, nello spazio e nel tempo.
Eppure sentivi di essere nel giusto, mentre ti lasciavi avvelenare dal sapore della passione, mentre il tuo orecchio era sordo alle richieste di chi ti voleva bene, disonesto e bugiardo, finitezza umana in uno scatto, nulla di più.
Una vita la tua, dalla quale dipendevano ancora molte altre, un tempo un orgoglio, poi un peso, vuoti a perdere per non fermarti a pensare di essere umano ed imperfetto, di essere forse nato spirito libero, padre suo malgrado.
Una vita dissoluta, una vita, la tua. Che una figlia più non perdona.

– 30/05/2017

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Silvia Pannozzo

POESIA: Occhi chiusi:

Teneri boccioli rossi appena schiusi,

La rugiada li accarezza,

Esili gocce tintinnano,

Come piccole preziose pietre

Che si scontrano…

Il ricordo d’uno scrigno purpureo:

Le luci tra loro giocavano,

Ingenue melodie saltellavano,

A far le regine aspiravano…

Ed ecco le trombe del tempo,

Ammutoliscono le infantili giostre,

I profumati ricordi restano,

I volti impressi nella mente restano…

Raccogliere ogni goccia aurea

Degli attimi sfuggenti.

I demoni latenti

Sull’anima incombono.

– 30/05/2017

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Marzia Rei

POESIA: Dammi quel fiore silenzioso

Dammi quel fiore silenzioso
nella notte profumata
e guardalo esplodere di gioia,
aprendo i suoi petali morbidi,
mentre m’inebrio del suo incanto,
col viso affondato
in un arcano paesaggio. – 30/05/2017

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Gianna Coppini

POESIA: Sbarchi.
Quel luminescente mare
che aveva portato Ulisse
lontano da casa
in cerca di risposte
su una nave dappra sicura
e piena di compagni,
e poi trasformata
inspiegabilmente
in zattera,
quello stesso mare
aveva attratto
con la forza di false sirene
i nuovi Achei stanchi di guerra
verso terre falsamente sicure
su barconi sconnessi,
nidi delle Arpie,
e la loro voce si era persa nei flutti
e i loro lamenti
urlati in lingue diverse
venivano tradotti
dalla grande pietà delle onde
che si frantumavano,
piangendo rabbiose,
sugli scogli taglienti.
Bocche che non hanno più fame
ritrovano solo così
la parola
nel rombo mugghiante
dell’abisso profondo
dal quale,
anche volendo
non potranno più emergere. – 30/05/2017

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francesco cito

POESIA: C’è un nonno ai giardini che guarda i bambini,
li guarda da solo.
Nessuno, nessuno lo vuole!

C’è un nonno in strada,
non sa dove andare,
cammina da solo
nessuno lo vuole.

C’è un nonno al mercato
che mangia un gelato,
lo mangia da solo un nonno
nessuno lo vuole.

C’è un nonno che pensa e
che si dispera,
vorrebbe tornare
ai tempi più belli
QUANDO DA SOLO NON ERA! – 30/05/2017

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Fabio Salienti

POESIA: Volo libero

La migrazione di uno stormo,

semplicità nel volo,

nuvole di ali precise e inafferrabili,

comandano disegni e forme

della mia immaginazione,

vivendo una realta’

non vera ma semplici similitudini,

che affiorano al cielo,

guidati dalla ferma mano

della mia libertà.
– 30/05/2017

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Ennio Lorenzo Cicchiello

POESIA: Il labirinto
Signore
mi hai fatto uomo
e hai detto:
Vai nell’Eden di pace e concordia.
Hi trovato un groviglio
nel mondo, nel cuore, nel cervello.
Io uomo a tua immagine
sono incomprensibile
sono labirinto.
Sono amorevole e sanguinario
amore e odio
egoista e altruista
generoso e avaro.
Un labirinto.
Sono scienza e ignoranza
progresso e regresso
evoluzione e involuzione.
Sono labirinto.
Sono credente e miscredente
fedele e infedele
mistico e gaudente.
Sono labirinto.
Sono illusione e delusione
fiducia e sfiducia
speranza e angoscia.
Sono labirinto.
La morte è labirinto
il futuro è labirinto
la vita è labirinto.
L’uomo si smarrisce
nel suo mistero.
– 30/05/2017

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Tindaro Sparta’

POESIA: VORREI

Vorrei essere
l’aria che respiri,
il vento che sconpiglia
i tuoi capelli,
il sole che riscalda
il tuo corpo,
la luna per entrare
nei tuoi sogni,
la pioggia che ti
scivola addosso.
Vorrei essere il mare
per cullarti
sulle mie onde
e,un albero per coprirti
con la mia ombra.
Vorrei abbracciarti
come i tuoi vestiti,
sostenerti la notte
come il tuo letto.
Vorrei essere
il cuscino su cui
adagi il tuo corpo.
Vorrei guardarti
dormire serena
tra le mie braccia.
Baciarti sulla fronte
e addormentarmi
ogni notte
accanto a te.
Vorrei saperti
feljce
di esserci trovati.
Vorrei…vorrei….
essere l’Infinito
come il nostro
Amore! – 30/05/2017

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Anna Peyer

POESIA: Ai miei nonni
Ho traversato il mare di speranza.
Ho lasciato del cielo mio,la soave fragranza.
E dei miei nonni ho trovato la dolce carezza.
Sono giunta in questo luogo dalle
Verdi praterie e dalle verdi montagne.
Il mio pensiero vola
Verso la bella terra ferma
Ricca di sole e fantasia.
Ed i miei sogni vanno a voi nonni lontani
a te nonno Salvatore , al duro lavoro delle tue mani
Per far germogliare una terra assetata d’amore
A te, nonna Rosaria, al dolce tuo sorriso
Che splende tra le rughe del tuo viso.
Vi giungano tutti i miei baci,
A voi cari nonni lontani.
E con l’infinita gioia racchiusa
In dolci abbracci
Giungano i miei più calorosi baci

– 30/05/2017

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fulvio f fava

POESIA: a Vera Storia Della Cintura D’Orione

Ti ricordi? Eravamo i più belli ed il mondo abbassava lo sguardo al passaggio
ci invidiava le mani avvinghiate chiedendosi cosa stringessimo dentro
che cos’era quel bene prezioso, quel grumo di piume, quei trucioli d’oro
la tua calma, il mio riso, ogni gesto sembrava per tutti una sorta di oltraggio
perchè il nostro universo era enorme protetto da un guscio con noi nudi al centro
manifesto di amore bislacco, perduto, precluso a ogni forma di vano decoro

Era troppo, lo dicevano tutti, era solo una cosa che offendeva ogni sguardo
“Ma che roba quei due.. ma li hai visti? Si amano troppo non hanno ritegno”
“Qua ci vuole un azione importante,un giudizio divino, una spada d’argento”
“Ha rubato il suo cuore di bimba, facciamolo a pezzi che è solo un bastardo”
“Ma che dici? Era lei la lasciva, ci provava con tutti, le mancava il contegno”
“Ammazziamoli entrambi e vediamo cos’è che li lega, spezziamo l’incanto”

Ti ricordi? Era un giorno di ottobre e si narra che fu il primo giorno di nebbia
lei da se si inventò per coprirci con un velo impalpabile di lacrime amare
assistita da uccelli impauriti che sbarrarono gli occhi in una gran luce gialla
Non riuscirono ad aprirci le mani, ci provarono in cento gonfi d’odio e di rabbia
ci guardarono muti salire nel cielo in un volo di gufi senza poterci fermare
Siamo noi le due stelle di Orione e stringiamo nel centro la stella più bella – 30/05/2017

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