Gloria Zenorini

POESIA: RIARSA

La siccitÃ
che il mio spirito vive
dopo aver conosciuto
il rigoglio
avvizzisce il cuore
prosciuga il pianto
Non c’è lacrima
a indicare
il dolore
ma soltanto l’anima riarsa
e questa sabbia
che impasta la parola
soffoca il canto
e la vita.
– 28/05/2017

Please follow and like us:

maria grazia graziano

POESIA: Là dove il cielo si sposa con il mare

Lungo gli scogli, a perdita d’occhio
tante anime bianche vedo adagiate,
sembrano gabbiani con le ali spiegate,
ma le bianche figure sono esseri umani
come fantasmi avvolti in lunghi e spettrali sudari.
Affrontano il freddo della notte,
attendono di scaldarsi al sole.
Sono fermi sotto il cielo stellato,
ci sono bambini che per ninna-nanna
hanno il rumore del mare
che fa loro da mamma.
Non è una vacanza,
non si abbronzano al sole,
sono qui con la speranza
di una vita migliore.
Se fossero gabbiani
potrebbero volare,
non ci sono confini
là dove il cielo si sposa con il mare.
– 28/05/2017

Please follow and like us:

Valeria Trunfio

POESIA: IL VUOTO
Ma cos’è il vuoto?

E’ il fragore di un vaso che si frantuma,
con il rumore acuto e scintillante di tutti i frammenti di cristallo che crollano per terra e si dissolvono in ulteriori frammenti,
fino a diventare polvere o schegge
e quando ci cammini sopra fa male perché ti penetrano dentro e senti lo stesso dolore, la stessa esplosione del vaso dentro te stesso.

Ma tu non sai cos’è questo dolore straziante
e non puoi fare altro che sentirlo, viverlo sulla tua pelle,
senza riuscire a dargli un significato, senza riuscire a dargli un nome.

E’ come un urlo spettrale talmente forte e acuto
che nessun essere umano è in grado di sentirlo, nessuno che non l’abbia già vissuto e accolto dentro di sé.
E’ così forte da demolire chi lo emette per sfinimento,
come se ne provocasse l’implosione.

La distruzione di una vita che passa inosservata agli occhi degli altri.

Ed è ancora più forte e fragoroso se avviene dopo una brutta caduta,
il crepitio rovinoso dal dirupo dell’illusione di esser stati ascoltati e compresi
perché a quel punto ogni forza viene meno
e non puoi nemmeno aggrapparti all’illusione di una piccola radice secca di un arbusto che possa frenare la tua caduta.

E così scivoli giù, inerme, cadendo nel nulla, nel vuoto più assoluto dei frammenti di te stesso.

E’ come quando fa troppo freddo e senti la pelle che pizzica,
o come quando fa troppo caldo e non hai la forza per fare nulla
e così ti senti in trappola,
imprigionato nel tumultuoso susseguirsi di sensazioni senza fine,
incapace di risalire alla superficie, di trovare una via d’uscita,
costretto ad annegare, da solo,
nel vuoto della tua insignificante esistenza.

E’ il male di vivere.
L’esser dilaniati in balia dell’incertezza, della noia, dell’apatia, della superficialità.
E’ il sentirsi completamente soli con l’unica certezza che nessun altro,
o forse solo pochi altri disillusi come te,
possano comprendere a pieno questo vuoto
e provare compassione, coinvolgimento,
qualunque tipo di emozione forte che non sia
una semplice e camuffata assenza.

– 28/05/2017

Please follow and like us:

Maila Meini

POESIA: “Viaggio in Antalja„

Tra Ponente e Oriente andiamo sulla via
della seta, lungo aspri paesaggi
e minareti ornati , in carovana,
a ritrovare, pellegrini colmi
di tenera apprensione, le tracce
fra sabbia e rocce di antichi grandi
popoli, ad ammirare, sbalorditi,
l’esito delle pressanti carezze
del vento che, con le dita adunche e
le lusinghe della pioggia alata,
ha modellato rupi solitarie
per farne la dimora delle fate.

Poggiamo a sera le nostre membra
logorate su bianche balaustre
alte sul mare dove il riflesso
di gigantesche nubi si proietta
e plasmiamo, fra complici sorrisi
solidali, nuove amicizie implumi. – 28/05/2017

Please follow and like us:

MICHELE SERVILLO

POESIA:

IL DILEMMA DELLA QUIETE

I vivi come i morti
son anime distratte.
Non sentono alle porte
il fato che li abbatte.
Non temono rivali
e incutono rispetto,
ma sono tutti uguali
distesi sopra a un letto.
I vivi con i morti
non provano a parlare,
non dicono che i torti
li sanno perdonare.
Non cercano la pace,
si osservano a distanza
e quando tutto tace
accennano a una danza.
Nei vivi come i morti
c’è un cancro di opinione:
si dice che i risorti
avranno un’occasione.
Si dice che la massa
trabocchi di energia.
Spegnendo una galassia,
saresti ancora mia.

– 28/05/2017

Please follow and like us:

MICHELE SERVILLO

POESIA:

IL DILEMMA DELLA QUIETE

I vivi come i morti
son anime distratte.
Non sentono alle porte
il fato che li abbatte.
Non temono rivali
e incutono rispetto,
ma sono tutti uguali
distesi sopra a un letto.
I vivi con i morti
non provano a parlare,
non dicono che i torti
li sanno perdonare.
Non cercano la pace,
si osservano a distanza
e quando tutto tace
accennano a una danza.
Nei vivi come i morti
c’è un cancro di opinione:
si dice che i risorti
avranno un’occasione.
Si dice che la massa
trabocchi di energia.
Spegnendo una galassia,
saresti ancora mia.

– 28/05/2017

Please follow and like us:

Giovanna Garraffa

POESIA: Sospesa

Momenti di fragilità.
Fermati. Non è più il tempo di correre.
Impara a sentire il tuo respiro.
Coltiva il tuo lato oscuro.
Addii. Riavvicinamenti.
La regolarità dei gesti e dei pensieri.
Equilibrio.
Silenzi.
Ancora respiri.
L’immobilità che precede l’evoluzione. – 28/05/2017

Please follow and like us:

Maria Villani

POESIA: Estate

“Col mare negli occhi
Le emozioni diventano
Onde che si alternano
In dolci scontri..
Profumi di salsedine
Sulla tua pelle.
Sorrisi stampati sui muretti
Bianchi!
L’ estate bussa alle porte,
Foriera di nuove possibilitÃ
Di vita.
Pace, portaci Pace
Con il sole
Nei cuori!”

Maria – 28/05/2017

Please follow and like us: