CARLOS ANDRES GOELKEL GARCIA

POESIA: Un Re

Solo piangeva . Nessuno lo vedeva .
Triste .
Il lusso , ultimo lusso ,ultimo , di piangere da solo , da solo .
troppo solo ora . non bastano lussi , sono solo , oddio!
Vorrei parlare con il mio popolo , mi sento tremendamente
solo , ora , solo … Cosa faccio ?

Mi ubriaco ? Non so ,ci penso un po’ . Ubriacarmi da solo …
Da solo . Sono rimasto solo .
Tanto oro .
ora ho tanto oro a disposizione .
Ma vorrei stare con il mio popolo , a parlare , a discutere sui valori , sui valori . Sara tardi ? Ho perso tempo trascurando il mio popolo ed i valori ; Il mio popolo , “Mio” , con cui avrei voluto combatettere insieme . Ho fallito nel mio antico intento .
Come rimediare ora ? Il mio popolo muore di famme , io di inedia , di fronte ad un bicchiere di spiritu che non ha fondo . ( Carlos Goelkel )
– 17/04/2017

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maria grazia bordone

POESIA: vivere, correre, precipitare per qualcosa non ha quasi senso, tutta la vita e’ un gara per primeggiare, per andare incontro a trofei mala sola via e’DIO risorto che ha perdonatoi suoi carnefici che ha fatto un mondo ora in disfacimento.poi questi poveri uomini graticcio ingordigia si guarderanno indietro ma e’ finita – 16/04/2017

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Roberta Troia

POESIA: Il mollusco

Finì.

Non restò niente sotto di sè.

Si svuotò di ogni cosa preziosa

confidando nella sua comprensione.

Piovevano suoni, e carezze soavi,

e segreti

Occhi e orecchi, e mani e bocche cadevano

con le parole più dolci

sicure di essere salve.

Una volta anche le lacrime

abituate alla vita nell’ombra, anche quelle!

Volevano essere viste. E cullate.

Ma per il vento fu facile,

da sempre più forte.

Spazzò via tutto.

E finì.

Rimase un guscio vuoto.

Il mollusco abitante non fu trovato.
– 16/04/2017

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laura foria

POESIA: Insonnia di te….
TUTTO FERMO,GELIDO,TITUBANTE
TUTTO TACE ALLA TUA ASSENZA
NELLA FRENESIA SI ESPANDE LA MIA SOLITUDINE….SILENZI….PANICO…LIVIDI E DEJA-VÙ.
MI ANNIENTA L ANGOSCIA NOTTURNA,I COMIZI INTERNI,I NOSTRI RICORDI IMPOLVERATI.
FRAGILE E MALEDETTA ILLUSIONE DI UN IGNOTO SORPRENDENTE…SEI QUI. …CONGELO QUESTO SOGNO INTANTO CHE TI RESPIRO NEL VENTO. – 16/04/2017

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Giusy Lombardo

POESIA: L’ adolescenza l’ adolescenza e’ spensieratezza il mondo mi appartiene ma non so come conquistarlo. L’ adolescenza e’ confusione nessuno mi capisce! L’ adolescenza e’ una lotta continua non conosco gli ostacoli. Grazie alla mia adolescenza oggi supero la vita. – 16/04/2017

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Jana Hildebrandt

POESIA: Tutti in linea
bianchi e neri
ognuno con un nome diverso
un suono diverso
aspettano
di diventare un insieme
ognuno al posto suo ma
insieme
diventano musica, danzano,
su e giù.

(Il titolo non va specificato prima: pianoforte etico) – 16/04/2017

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Paolo De Santis

POESIA: Un cielo più che perso
Mi schiaccia l’orizzonte
Tra zolle nere e un cubo
Di nubi di carbone
E in mezzo – quasi appeso –
Tra nulla e nulla – in mezzo –
Come una bolla d’aria
O una bandiera in festa –
Come un serpente –
E in mezzo
Per me soltanto affondi
Il tuo nudo nel vento –
Per me soltanto – il nudo –
Le tue ginocchia flesse.
E vola – il tempo – e il tempo
Vola e non ne rimane. – 16/04/2017

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Donatella Vatinno

POESIA: Sentii la voglia di andare, la voglia di scappare, scoppiare, scoppiare di luce,
una luce così intensa da accecare tutti, tutte le persone rimaste abbagliate dal mio buio,
quel buio in cui ero sprofondata, in cui mi ci ero nascosta,
nascosta così bene da essermi persa, da non ritrovare più il sentiero per tornare indietro,
fino a quando non mi resi conto che non sarei dovuta tornare indietro,
era tutto davanti a me, le risposte, le voci, le mani, erano lontane, ma vicine al punto da sentirle,
le sentivo dentro di me, mi attraevano come una calamita,
e allora avanzavo, il sentiero fatto di ghiaia e siepi spinose diventava di sabbia e contornato di pini,
tutto diventava più luminoso, gli occhi ricominciavano a riflettere la luce del sole,
quel sole che mi ricaricava come fossi una batteria,
ed io ritornavo a sentirmi viva, sentivo il mio respiro più leggero e carico di ossigeno,
sentivo la mia pelle nuovamente sensibile al vento, quel vento che mi accarezzava i capelli come un padre affettuoso,
sentivo i miei piedi raffreddarsi a contatto con l’acqua gelida e limpida tipica del mare di Maggio,
allora un brivido mi risalì dal basso, si diffuse su tutto il corpo, nessun muscolo o nervo rimase illibato,
ogni millimetrica parte di me fu attraversata da una scarica elettrica,
l’elettricità della vita, una vita da ricostruire, una vita distrutta ma pronta per un nuovo inizio, nuovi capitoli, nuove emozioni, nuovi ricordi.
Fu allora che mi sentii di nuovo felice,
felice di essere sopravvissuta,
orgogliosa di aver ritrovato il sentiero nonostante la triste bellezza assuefante del buio, quel buio pulsante rimasto chiuso in un cassetto.
– 16/04/2017

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Enrico Domenico Chiara

POESIA: E’ nella notte che cerco il tuo sorriso…

1

È nella notte che cerco il tuo sorriso
non nell’illuminato cielo
del giorno
dove i colori più belli
urlano i loro segreti
e l’uno con l’altro
si confondono.
È nella notte che cerco
il tuo sorriso
dove la penombra nasconde i misteri
e il buio
avvolge tutte le cose
mentre l’avanzare nero
del cielo
inghiotte ogni bellezza
appena un poco prima esposta
al chiarore impudico
del giorno.

È nella notte che meglio si vede
ogni luce.
e ti te,
Sposa mia dolce
è nella notte
che il brillare di
quelle perle bianche
racchiuse fra le tue labbra
e di quell’altre,
nere,
avvolte nel mantello delle tue ciglia
guida il passo di questo amore
fragile e un poco impaurito
a cercare
l’intrecciarsi di dita
e di sospiri
che solo il cuore comprende
e di cui l’anima,
guardiana severa e attenta
custodisce il segreto.

2

Ho imparato parole sconosciute
parole che credevo non mie.
Come un muschio nato su una roccia
senza terra né acqua
potevo durare in eterno
bastando a me stesso
Ma ora
di te bagnato d’amore
son diventato pianta
e fiore
e di te, amor mio
il bisogno mi entra nell’anima
allungando le braccia
a cercare il tuo respiro.

3

Non c’è nulla
fuori, nella strada,
nulla che sia già scritto
dalla nostra povera mano
ma tutto
è scritto nel segno
della memoria del cielo

a noi è dato solo
di seguire il vento
e volare
e un giorno lontano
scomparire fra le nuvole
felici del nostro andare leggeri

o stare aggrappati alla terra
e morire ogni istante
per non aver osato credere
al sogno. – 16/04/2017

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Ignazio Pintus

POESIA:

La gabbia
Vedi,le sbarre segnano il confine tra il territorio e il mare,sempre così lontano.
La tazza del caffè nero è li, immobile, una sorta di risposta agli affanni.
L’aria è immobile, sospesa,incerta come questo tempo.
Mi muovo, vado in cortile, è l’ora dell’aria.
La palla rimbalza sul muro, Lo so, ho costruito questi muri e ho forgiato queste sbarre,per paura,
vigliaccheria per difendermi dalla vita,forse , per il
desiderio di casa
Un sorta di prigione
Mi sono negato lo spazio aperto, il colloquio con l’altro
Il cuore è fuori controllo .
Sento il frangersi delle onde lontane ,cupe ,Colpiscono la riva ,i porti le genti
Questo è un tempo narcisista
di business anaffettivo ,di dispregiatori,di lacrime ,usate,vendute ,
.inascoltate.
Dalla gabbia , vedo ,il cielo azzurro,
e ho già nostalgia della vita che perderò.
– 16/04/2017

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