Gavina Salaris

POESIA: In questi giorni che sanno di niente ti osservo e nulla mi ricordi. Vado a respirare ma un nodo stringe fino alla totale assenza. Nulla esiste., nulla colora. Ora manca il respiro, ora nulla mi ricorda che si può ancora vivere. – 28/01/2017

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Paolo Vallerga

POESIA: L’uomo disinteressate
non suscita reazione alcuna
satellite distante, cieca luna.

L’uomo disinteressante
getta le sue mani al vento
come un agghiacciante impedimento.

L’uomo disinteressante
urla come il mare aperto
che da lontano sembra sempre piatto.

L’uomo disinteressante
è un silenziatore esperto
esiste, ma per tutti è morto.

Ed ogni tanto quando cambia il cielo
s’illude di esser vivo, nonostante,
ma in fondo è solo disinteressante. – 28/01/2017

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Antonio Lera

POESIA: IL PRIMA E IL DOPO D’OGNI TEMPO

Stasera suona il vivere
che gorgoglia e spazza via nubi
dall’orizzonte sul mare.

lo preso tutto del prodigio del nostro breve viaggio
sogno un tempo asciutto che si snoda e contiene
il prima e il dopo d’ogni tempo.
– 28/01/2017

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Francesco Gigante

POESIA: La memoria
La memoria è un sorso di sapienza
che gronda nelle fenditure del tempo.
Resta sospesa nella foschia del giorno,
tra le mille iridescenze della quotidianità,
tenace nel tingere un respiro d’umanità.
Capita che si disperda nel buio dell’egoismo,
nel turbinio dell’indifferenza,
un sacco svuotato dalla sua esperienza.
Uno strillo che palesa la prepotenza dell’anima,
come un vento che deturpa il rispetto della natura.
La memoria è un’essenza, una carezza
tenera tra le rughe del dolore,
un sorriso che educa le barbarie del passato.
Alcune volte è una lacrima sul litorale del cuore,
un volto rassicurato dall’amicizia.
La memoria è un’orma in cui è impressa
la lezione più erudita della convivenza. – 28/01/2017

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donatella girasole

POESIA: muovo passi verso l’anima, lei sembra divertirsi a nascondersi ma quando cedo alla paura di non farcela, allora ecco che mi si siede accanto.Solo a quel punto viviamo di un unico respiro – 28/01/2017

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gabrielli paola

POESIA: AMOR CORTESE

Rebecca la mano mostrava ed il dente aguzzava
Contro colei che il sogno dispiegava
Di bellezza e virtù sovrana.
Il serpente s’impennava e la lingua sputacchiava
Di verde velen su rosa poesia
Solo apparenza e niente cortesia.
Rebecca: “Senti cortesia dei miei stivali, anche se pensi di avere la manina fatata nell’opra scritta e vesti in tiro, tutta griffata, non vali più che un fico secco per me e la mia corte qui presente. Ecco perché preferisco discorrere con l’altrui parte, il viril augello che tutto move. Bacio dunque sia, per sua cortesia. Vuoi essere la protagonista? Coraggio signori cavalieri, chi vuole stasera occhi magnetici e sorriso Durbans, visto che di me non resta che la testa decapitata, rotolata, dissanguata tra la polvere di nobili pelli?”

L’Angelica virtù il piè cedeva
ed il dito ergeva su colei che di testa cadeva
e di lingua offendeva.
Cortese era alla corte nata
di poesie lette e dicitate
senza offesa e senza danno con inchin e banno.

Angelica: “Mia cara, cosa dite? Pensavo fossimo amiche. Mi sovvien un colpo nel sentire sua signoria così alterata. Non volevo offendere voi, né alcun presente in questa serata. Lasciamo le sfide ai cavalieri, gettiamo le armi e intrecciamo ghirlande fiorite per la festa di primavera”.

Sputa il drago e Michele l’assiste,
ma ahimè i tempi son andati
di arcangeli e indemonianti.
Signoria nostra non si mostra a tiro
Come colei che, intreccia il viso
e a vita alta incede, ma inciampa nella stanza.

Arriva Daniele a salvare la mano profeta
di colei che vera sposa e regina
assisa è con onore e fedina.
Daniele: “Per tutti i cervi del bosco! Dio Bacco festeggi nelle mie vene, con Priapo in corpo a gonfiare le vesti. Rossa e fresca pulzella alla corte nata! Salta al collo del promesso tuo sposo e mostra tra i veli della notte, il giardin segreto per cui conosciuta fosti, di rose e gelsomini alla mia bocca colti.
– 28/01/2017

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Stefano Tonellotto

POESIA: Nato diverso, uno strano stupore negli occhi assenti-presenti
Strani gesti, il burattinaio era ebbro nella propria follia
Parole s-connesse espresse con molta fatica, ma l’intento è chiaro
Il mondo visto da una finestra, uno schermo per un film senza regista
Il piccolo animale come unico amico che non chiede nulla
La madre triste al suo fianco cerca la colpa per il suo fiore nato sfiorito

Il mattino d’estate si riempie di grida festose, bambini diversi agili e forti
Lui li guarda rapito, la bocca aperta come di fronte al miracolo
La palla corre veloce i suoi occhi la cercano come per prenderla
La fronte è umida, il petto batte forte per la gioia e per l’ansia
Giocatore inespresso che vive la vita degli altri
La madre sempre al suo fianco e lo guarda, una lacrima scende nel vedere la gioia

Una piccola mano avvolge la sua e lo trascina nel gioco
Si ritrova nel verde, per un istante il burattinaio si è addormentato
La corsa è una sfida già persa, ma il suo nome viene acclamato
Le madri escono per guardare l’evento, i padri urlano come tifosi accaniti
La palla è ai suoi piedi nessuno osa fermarlo e lui corre, corre veloce verso la meta
Un urlo di gioia lo acclama, è l’eroe del momento, attore e non più spettatore

Poco tempo è passato. Accoglie la morte con un sorriso pieno di orgoglio.

Titolo: Nato diverso

Stefano Tonellotto
– 28/01/2017

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Marilena Gadau

POESIA: Luce che si spegne negli occhi di chi sogna ,
La morte di un desiderio , lenta si appoggia .
Scorrono immagini di bambine , gioie e canzoni sotto le stelle .
Rivoglio quegli anni, anche se dovessero costare tutto il buio che li accompagna . – 28/01/2017

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Sandro Loporcaro

POESIA: A GIULIA

Granello dopo granello
il tempo passa, si stinge il cuor
e al sol pensiero io fuggo.
Nei tuoi occhi un fior si scorge
e dopo una lacrima si bagna,
e nel cielo buio la speranza
brilla come una stella
che immobile m’ispira un sogno,
e nel divenir vero del magico sta’
mentre perpetua una farfalla
stringe il fior sfiorata dal vento
come in una tela dipinta nel cuor.
– 28/01/2017

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