Paola Zanella

POESIA: E’ alla sera che mi ritrovo sola con i miei pensieri,
a fare i conti con me stessa
e vedere se ho combinato qualcosa di buono….

Rimango da sola con me,
mentre occhi nascosti mi guardano e mi osservano costantemente….
sono sguardi benevoli, amorevoli, protettori,
ma che sanno anche riprenderti se sbagli qualche passo….

e poi c’è lui, il silenzio, col suo rumore o la sua quiete,
ognuno interpreta come vuole la sua presenza…
lui che ti ascolta instancabilmente e ti segue sempre e ovunque tu vada
neanche fosse la tua guardia del corpo….

poi ci sono loro…. che ti passano davanti come se tu non esistessi….
vanno semplicemente per la loro via, ma tu li vedi e loro lo sanno….

poi c’è lei, la natura, col suo battito, a volte forte e a volte debole,
a volte veloce e a volte più lento, ma sempre regolare, sempre quel ritmo….

e alla fine ti rendi conto che la solitudine è solo uno stato fisico,
che esiste solo materialmente
e ti rendi consapevole che non esiste
nel vero senso più profondo della parola.

kry – 24/01/2017

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Fabrizio Pignatelli Fabrizio

POESIA: Una donna sulla sessantina è un uomo della stessa età.
Sud americano.
Lui claudicante si appoggiava ad un bastone di ciliegio scuro. Ogni suo passo era una vittoria contro la gravità….
Lei sempre un passo avanti, perché sapeva che se qualche volta la gravità vincesse lei era pronta a fargli da cuscino…
Grandi baffi brizzolati sembrava un antico gringo. Lei senza trucco, occhi scuri con un fuoco rosso dentro. In faccia aveva la mappa della sua vita…
Era bella! Aveva tutta la bellezza è la grazia che solo chi ha molto amore nel cuore può avere….
Buon anno! Gli dico…
È loro mi rispondono in spagnolo: Feliz Año Nuevo para usted!
Poi lui si alza per potermi stringere la mano. Mi guardava negli occhi come se stesse leggendo la mia anima.
È con viso convinto è un sottile sorriso che solo chi ha carpito qualcosa di segreto può avere mi dice;
Absoluta autoestima es siempre…
Mi vengono ancora le lacrime a pensarli….
Lacrime di gratitudine per tutto l’amore che esprimono…
Portatori di amore sano….. – 24/01/2017

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giorgio orrù

POESIA: Non ho parole, per dire quel che provo non ho coraggio per andare verso il domani, non ho voce per chiedere perdono ,non ho paura dell’indifferenza nella quale mi hai fatto prigioniero – 24/01/2017

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luigi dudiez

POESIA:
S’aspetta il silenzio dello spirare del veno,
che non muovere fa il mare.
Il viaggio……
Pronti per scappare
Uno, cinque, dieci cuori per salpare.
Attenti, occhi spauriti, visi segnati, corpi tremanti.
Il loro galleggiare sperare gli fa, pregando,
all’altra sponda d’arrivare attraversando il tacito mare.
Scorti, vengono, accerchiati, ma non abbandonati….. chi mai sarà?
eccovi il nostro destino,
a voi da salvare.

gigi11
– 24/01/2017

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ANGELO DI COSMO

POESIA: Notte
Momento dell’oblio dove nascono i sogni più reconditi
celati nel profondo dell’animo ferito che sogna pace,
i sensi si quietano e un mondo virtuale “porta via”
regalando ciò che la cruda realtà ai tanti nega.
Viaggiare in quell’immenso rasserena e ripaga
di privazioni amare e dolori ormai sopiti,
le gioie e le passioni colorano ogni desiderio ambito
e sembra di volare e impazzir di felicità tanto agognata.
Ma è un’illusione che al destar svanisce e incanta
come neve al sole scioglie ogni certezza,
il ricordo sbiadito al sol pensiero inorgoglisce
come un regalo che il casual destino abbia disposto.
Rientrare in quell’idillio si vorrebbe
ricco di eventi belli e mai goduti,
fuggire dal reale triste che ci circonda,
riluttanti al male oscuro covato dentro.
Orsù tutto ciò non biasimate,
l’esistenza è un incerto percorso ardito
con sospirata speme val la pena d’esser vissuto
in ogni suo mostrarsi dal fato designato.
Tutto questo è l’essenza di un magico creato
dove tutto ha inizio e una fine a noi ignota
con inopinata ratio scegli i suoi profeti,
ai dimenticati non resta che il sogno d’altra vita.
Però………che bello sognare
– 24/01/2017

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GIUSEPPINA GERALDINA RICCOBONO

POESIA: Dentro quest’isola privata
dove dimorano i ricordi eterni,
non ho più spazi dove nascondermi
sei tu la casa, il rifugio, la cella,
tu che passeggi davanti la soglia
e ripassi lento tracciando i tuoi segni.
La nostalgia intaglia le immagini
replica vita, gli stati assenti,
scorrono istanti come duri coralli
intrappolati in fondo a conchiglie.
Siamo rimasti soli nel mondo
in questo eterno dal gusto amaro,
rimpianto e nettare nelle mie vene
fedele ad un disegno che non mi godo,
sorveglio un giardino fertile e inquieto
dai fiori che al lume perdono il senno,
addento frutti che mi divorano
intreccio nidi per pensieri che evadono;
solo per te, solo tu, mio unico,
un privilegio che buca l´animo
segreti dal fondo che si rianimano
di risa complici che si dileguano,
un susseguirsi di tramonti e di albe
eletta a rivivere un amore assoluto.
Aderisco alle stelle per brillare ancora
rallento la notte prima che i sogni disperda,
rivedo le mani e il tuo abbraccio paterno
una figlia tradita da orizzonti venturi,
sorteggio un sorriso tra le memorie felici
che allenti la stretta della tua vita interrotta.

– L´Isola – (A mio padre)
– 24/01/2017

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Daniela Rihar

POESIA: “Come musica”

Vorrei un amore così,
leggero come una nota,
tenero come una canzonetta,
che vibri nell’aria
di una stanza vuota
e la inondi di luce
colorandola,
senza fretta.
Vorrei sentire un accordo,
una melodia, una rima,
che apra il mio cuore
al giorno,
dimenticando ciò che è stato
prima.
Vorrei ma non posso….
ed esce
l’ennesima nota stonata
di chi combatte,
ogni giorno,
una vita sbagliata.

Daniela R.
13-01-17 – 24/01/2017

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Roberto Fugazza

POESIA: Pescatore

Rigonfia la vela;burrasca sferzante,
sospinge tra flutti”fuscello natante”
dispersa “Lampara”nella notte profonda,
sbattuta,ferita, dal ghermire dell’onda.
Chino su “canapo”, strascicante nel mare,
due mani callose, sfinite all’issare.
Ecco! Riemerger dal buio la rete pescosa,
che lesto rituffa;”vuota rabbia” smaniosa.
Levante fà capolino,di un’alba funesta
sul pescator,sull’infausta pesca.
Solcanti, profonde, le rughe brucianti,
che sferza di mar, han reso” fiammanti.”
Approda sfinito, scoraggiato nel cuore,
di manica asciuga,il salmastro sudore.
Di neonato in braccio, accorrer festosa,
gioioso il sorriso di”Verginea” sposa.
La notte tremenda, nel figliolo scordata,
nel suo abbracciar e dal bacio di “Amata”.
– 24/01/2017

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Salvatore Agueci

POESIA: Ombre

Spente,
senz’anima,
prive d’identità,
senza cultura
s’aggirano, ombre scure e chiare,
per sentieri tortuosi.

Controfigure vuote
si gonfiano e s’allungano
per le vie,
nella scuola,
nei pubblici uffici,
in famiglia.

Ombre,
di giorno, di notte,
incedono
a fare gli omini,
in botti serrate.

Ombre,
di senso prive,
a recitare da saccenti
ardiscono.

Alba diversa
avvenire non ha
se di tenero realismo
non si farcirà.
– 24/01/2017

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