Giacomo Mele

POESIA: I GIARDINI DELL’EDEN

Siamo due alberi
che crescono assieme,
ma i demoni intorno
ballano a ritmo di strani tamburi.
Sì, ci innalziamo,
ma più le nostre foglie verdeggiano
più i fiori impazzano..
I rami si cercano,
le radici si sfiorano e sfaccettano,
eppure io ti guardo, destarti, sola,
senza il mio abbraccio che possa darti bacio..
passeri inattesi si posano pel tuo tronco..
nidificano miei pensieri,
e tu, sei sempre affianco, e basta.
Zizzanie crescono alla base,
ci sussurrano, come fantasmi,
disastri ed obiezioni, cementificano.
Noi alberi non potremmo volare
né passeggiare assieme;
siamo costretti a vederci
senza mai toccarci.. sui marciapiedi..
Non sentivo un’armonia sì da mille sterpaglie..
Senti? I grilli suonano una melanconia:
La nostra! E spaventapasseri
ci gridano l’«attenti» stregati.
Ballano le spighe adagio
ed i soffioni stringono amori.
È uno spettacolo.
Di camini tabagisti,
vagabondi senza retaggi e cani,
ululati maestranti in festa.
Le piazze! Le piazze luccicose.
Non abbiamo labbra eppure esce rosso
dalle nostre cortecce strusciate.
Lacrimano le nostre gambe.
Ma dimmi dove vorresti innalzarti
senza sosta, da me, senza passaggio.
La civetta ci spiega la natura,
ma noi ignoriamo le tetralogie.
Le regine luccicanti soffiettan latrati infiniti.
Eppure noi siamo vergini sterpaglie.
Qualcuno in questo bosco ci ha donati,
eppure le mele sono ancora rose sgusciate.
Sai, la vita nei campi,
la solitudine in festa,
la nostalgia di uno stormo a bella vista..
nostri ricordi manifesti,
quando cade la foglia tua
e scia sulla mia resina gialla. Piango – 18/01/2017

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Miccinesi Sandra

POESIA: Sulla nostra isola profumi
solo il colore cristallino del mare riflette
Nei nostri occhi nessuna ombra
come nel cuore con la speranza di risentire quel profumo
che ci ha fatto innamorare. – 18/01/2017

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rosaria guido

POESIA: Gli occhi socchiusi verso il sole
I suoi occhi di verde splendore
Hanno gia’ visto un secolo finire
Ed un altro iniziarne e proseguire

Mia madre e’ ancora molto bella
Mentre e’ li’ che contempla
la sua amata famiglia
Con l’orgoglio che mai l’ha abbandonata
Lei e’ ed e’ stata moglie madre e altolocata

Seduta su una sdraio guarda il mare
Che solo diventata grande ha iniziato a vedere
schizza l’onda ed e’ li’ fotografata
nel suo costume bianco immortalata…

C’e’ ancora un’altra foto di famiglia
Ci ritrae tra sorrisi e qualche smorfia
Forse dopo il consueto parapiglia…
Ma tutti cosi’ uniti…. che meraviglia….

Non lo so se ti abbiamo dato tutto
Tutto cio’ che una madre chiede e sogna
Ma di certo altri occhi ti hanno vista
L’hanno vista la loro dolce nonna
E nel tempo i nipoti prediletti
Sono valsi per te
Piu’ di mille affetti…..

Ora sei li’ contempli la campagna
Tra il vento che scompiglia i tuoi capelli….
Ti vedo mamma e ancora t’assomiglia
Quella bella ragazza
Dagli occhi di verde meraviglia
– 18/01/2017

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Marco Bianchina

POESIA: PECCATO E DIFESA.

Il Peccato arriva
svelto e in silenzio
sapendo che può essere il tuo stesso specchio,
è capace di entrarti dentro
senza farti sentire freddo,
è il riflesso di un uomo disonesto
peccatore della vita
e di tutto il suo ingegno,
e quando arriva
non provare a scappare perchè
ti prenderà e rimarrà stretto a te,
sino a quando
non ti vedrà implorare il suo nome
contemplare ogni tuo errore
e magari deciderÃ
di lasciarti andare,
ma non esserne sicuro
devi ponderare bene ogni minimo pensiero
della vita,
dei tuoi anni e del tuo futuro
per far uscire velocemente dal tuo corpo
lei,
la Difesa.
La Difesa è ineguagliabile,
la vedi che rimane affianco al suo Difensore
ferma immobile ad aspettare chissà chi e chissà cosa
pronta a mettersi in posa d’attacco
per difendere il tuo sbaglio
e rispedire il peccato da dove è arrivato.
Cerca di capire la qualità della tendenza individuale,
sa di ogni invidiuo
e sa quanto vale.
Peccato e Difesa ora si stanno guardando,
si stanno studiando e stanno cercando
di capire questo disagio mentale,
si stancano,
estraggono l’arma
e si sparano senza farsi del male. – 18/01/2017

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Gabriele Contardi

POESIA: IL PUNTO MORTO

In un mondo fatto strano,
dove intere genti muoion di stenti,
i padroni del mondo si sollazzano
in silente ed insolente invito…
…(paga insignificante popolano!!!). – 18/01/2017

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Emmanuele Marchese

POESIA: Al destino con ironia

Per favor non date al destino venia,
che poi potrebbe montarsi la testa,
cingete il vostro capo con la tenia,
e pensate a tutto ciò che poi resta,
se poi il destino vi canta una nenia,
è perché a cambiar lui poi si presta.
Non ci sono suppliche autorevoli,
son tante le prediche ingannevoli,
se volete restar lamentevoli,
lasciate pure il giudizio al destino…
Dal fato non c’è ragion che sostenga,
l’aspra sintesi del caso ch’é pingue,
pur non sapendo quanto convenga,
poichè a nulla valgono le lingue
e tutto quello a cui poi si attenga,
è sempre tradito da melelingue…
Il cercar che sappiamo disperato,
nel convitto d’un fare inuspicato,
è cedere al nostro disinteressato,
languido esercizio della memoria…
L’amor c’è chi dice che non conviene,
ma poi non fa nient’altro che cercarlo
ed alla vista d’una donna sviene!
Io molto modestamente vi parlo,
se d’amor si mente, poi il perdono,
è l’unico fatto che non può sanarlo,
il destino diviene compromesso,
ma se alla sorte poi tutto è ammesso,
purtroppo l’amor viene poi dimesso,
con una strana e chiara riluttanza…
Odiar poi non credo sia d’ammirare,
fato, destino, sorte, non c’è Fortuna!
Tutto questo ci porta a soddisfare,
l’istinto sventurato che non dura,
al menare d’una vita che appare,
d’una pratica ch’è ben più sicura.
Però qui finisce il mio buon consiglio,
sole parole, del senso un appiglio,
c’è parecchio amore in un sol bisbiglio
e quindi affrettatevi a conclamarlo! – 18/01/2017

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Elisa Fiorini

POESIA: Adoro il buio, pieno di rumorosi silenzi e vivaci sagome, di freddi respiri e impercettibili ombre. E’ il mio nido, il mio rifugio, l’univo luogo in cui posso esternare e rendere vivi i miei pensieri. – 18/01/2017

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Giuseppe D’Izzia

POESIA: Ti adoro quando mi sussurri così piano, da sentire quasi solo il tuo respiro.

Sei affiorata in me senza un piano, tra di noi nessun segreto appeso a un filo !

Baciarti, è un brivido che sala dalla schiena.

Come un auto in corsa che accelera sempre più e non frena !! – 18/01/2017

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Oreste Gaito

POESIA: 2/01/2013
L’ equilibrio

Si accendono le luci e si va in scena.
Non è la prima volta e non sarà l’ultima.
Qualcosa sembra cambiato rispetto al solito.
Un grande imbarazzo mi assale.
Era da molto tempo che non mi sentivo osservato.
Avevo paura di sbagliare.
Dico la mia prima battuta e finalmente mi sciolgo, mi tranquillizzo, mi sento a mio agio.
Sto bene.
Anni fa ero timido,
poi ero diventato improvvisamente euforico
e avevo iniziato a recitare
passeggiando su quel palco come fossi nel giardino di casa.
Oggi,
ne sono sicuro,
ho trovato il tanto, troppo ricercato equilibrio.

– 18/01/2017

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Paolo Vaglieco

POESIA: (0)
Si è disciolta l’ebbrezza della
mia solitudine decadente,
sconvolta da quel caldo spiro
posato sulla mia pelle.
Mi sono lasciato
scuotere dall’euforia
scintillante della
dolce libidine
evaporatami nell’animo,
sperando che
quella lesta fiamma,
mai più si spenga ora.
Riaffiora sfiorando
la cenere, quella sera
solare sorta nella
notte, che come un vortice
nel sonno, mi affonda
e mi fonde nel mondo ch’è
in te. Pendono ora e ancora
dalle mie labbra, le parole
che hai strappato via baciandomi.
Sentono d’ora in ora
il ricordo, che di nuovo
si spegne inebriandomi.
Sognano: non più, ora vivono,
i miei occhi fusi ai tuoi,
stravolti, diffidenti e poi
sciolti nel calore del silenzio.

– 18/01/2017

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