Arienti Massimo

POESIA: E allor quando il sol tramonta andando ad illuminar terre lontane che il pensier nostalgico m’appare.

Ormai spento il giorno s’accendono ricordi lontani che prendendo posto accanto a me.

Sono come un solco indelebile scolpito nella mente, carichi di sofferenza e d’amore mi ricordano che sono vecchio. | sorgente: https://www.google.it/ – 19/12/2017

Please follow and like us:

Nita Alexandru

POESIA: Peperoncino stammi vicino aiuti più del vino mi sento un cretino la yo-yo mi ha portato al declino pe-pe-ron-ci-no il veleno,Dio ti ringrazio per il peperoncino che ci hai dato, anzi che mi hai dato ,non posso più ignorare il fato, il dolce non è mai così dolce senza il salato ed il piccante da gusto al palato, verde viola arancione o rosso ,amico voglio un peperoncino grosso per svegliarmi da questa sbronza e per non finire nel fosso. | sorgente: https://www.google.it/ – 19/12/2017

Please follow and like us:

Lamberto Simone

POESIA: Titolo: il ricordo dell#039;anima

Vola un canto d’amore nel
Beffardo Universo che debolmente
Controlla infuocate lacrime
Capirsi, capire versi d’autore
Che miti consolano l’anima
É un boato che scoppia nel cuore
Splenderanno le stelle, triplicheranno i tramonti
Un uomo solo griderà il suo dolore
D’amore, di vita, di ricordo
Di morte
Di te | sorgente: http://m.facebook.com – 19/12/2017

Please follow and like us:

Giuliani Federica

POESIA: Prendo la medicina e curo le ferite che mi hai fatto.
Prendo la medicina e svuoto lo stomaco da questo groviglio.
Prendo la medicina e anestetizzo sensazioni di dolore.
Prendo la medicina e svanisce l indigestione di ipocriti…giocolieri dei sentimenti.
Prendo la medicina e ti perdono.
Muoio e poi rinasco.
Cureremo assieme il nuovo male con la leggerezza dellapos;anima, come un fluido oleoso e profumato che ci scivola addosso, come un vento gelido che attraversandoci lascia tepore, come un ago che ci punge lasciando sollievo al suo allontanarsi, come la fatica dello scalatore che raggiunta la vetta prova piacere nei proprio intorpidimento, come una bufera che consegna la pace dopo il suo passaggio.
Come una medicina dal sapore amaro difficile da mandare giu…la medicina delle possibilità… IL PERDONO quello che pochi conoscono veramente… Quello che ci permette di affrontare il domani come anime appena venute al mondo… limpide e leggere. | sorgente: http://m.facebook.com/ – 19/12/2017

Please follow and like us:

Clemen Dario

POESIA: IO PARLO, TU PARLI

Io parlo, tu parli
e il tramonto scende dietro la finestra
come un quadro
Io parlo, tu parli
e intanto nascono e muoiono mille mondi
e affiorano mille ricordi
Io parlo, tu parli
e ci ricordiamo tutto il passato
e ci rispecchiamo
e la sera è blu
guardando il mare e il cielo
e ci ricoprno le stelle
e parliamo, ci ritroviamo
e intanto
passano gli anni
Io parlo, tu parli
e intanto la nostra vita va avanti
e intanto continuiamo a fare cose nella nostra vita;
e cadono le foglie
e tornano le piogge e i travagli
e volano le rondini
e brillano sul mare i raggi
per lasciar posto
a notti rosa che affogano nel blu e fra mille tempeste
intanto
Io parlo, tu parli
| sorgente: http://www.poetipoesia.com/ – 19/12/2017

Please follow and like us:

SALERNO ROCCO

POESIA: L’emblema casto del passato
In memoria di Dario Bellezza

Ora rinasci fresco, altero
Poeta
senza il rumore assordante delle voci
il clamore delle parole vuote
ora rinasci
al verde perenne dei cipressi
Silenzio
dolore sofferto lontano dagli evi
dalla mala parata della civiltà,
immagine mangiata dal Tempo
beffardo,insolente
rinasci giullare,volto sorridente
smorfia vivente del dolore
di Madama Morte
nell’urlo sotterraneo e incomposto
del mio cuore
che ha rifiutato la tua immagine
agonizzante
la lenta,lunga processione
di sguardi infingardi
per farti
zolla fumante,viola
su questo terreno solo
-soli come noi
nel verde dei cipressi
a rinverdire i vecchi sentimenti
gli assolati mari della Calabria
in una Roma frastornata
dalla tua bianca svanita azzurrità-
lontano dalla civiltà, farti nascere alba
assolata bara sulla mia anima
sul mio pianto raggelato, inconfessato
in mezzo al turbinio dei contemporanei
che solo t’hanno lasciato
avvolto nell’inviolato bianco dell’Ospedale.

Io solo,assolato sguardo in un’alba
disfatta da tanto pianto
conficcato nell’erba che ancora si dimena
invoco la tua Ombra
a risuscitare il candore del tuo sguardo
vivo nel respiro demente delle pietre
di questa Capitale

L’emblema casto del passato
In memoria di Dario Bellezza

Ora rinasci fresco, altero
Poeta
senza il rumore assordante delle voci
il clamore delle parole vuote
ora rinasci
al verde perenne dei cipressi
Silenzio
dolore sofferto lontano dagli evi
dalla mala parata della civiltà,
immagine mangiata dal Tempo
beffardo,insolente
rinasci giullare,volto sorridente
smorfia vivente del dolore
di Madama Morte
nell’urlo sotterraneo e incomposto
del mio cuore
che ha rifiutato la tua immagine
agonizzante
la lenta,lunga processione
di sguardi infingardi
per farti
zolla fumante,viola
su questo terreno solo
-soli come noi
nel verde dei cipressi
a rinverdire i vecchi sentimenti
gli assolati mari della Calabria
in una Roma frastornata
dalla tua bianca svanita azzurrità-
lontano dalla civiltà, farti nascere alba
assolata bara sulla mia anima
sul mio pianto raggelato, inconfessato
in mezzo al turbinio dei contemporanei
che solo t’hanno lasciato
avvolto nell’ inviolato bianco dell’Ospedale.

Io solo,assolato sguardo in un’alba
disfatta da tanto pianto
conficcato nell’erba che ancora si dimena
invoco la tua Ombra
a risuscitare il candore del tuo sguardo
vivo nel respiro demente delle pietre
di questa Capitale
che cercando va la sua vedovanza
l’emblema casto del Passato.
Rocco Salerno

| sorgente: https://www.google.it/ – 19/12/2017

Please follow and like us:

Sica Maria

POESIA: Macerie

Ho immaginato di risollevarmi nella polvere,
sopra le macerie,
con lo sguardo rivolto verso un cielo luminoso e potente.
Ho visto nuvole nere passare.
Ho respirato un’aria tagliente.
Adesso sono sola,
e non sono più niente.
Qualcosa mi spinge a rialzarmi,
mentre invece, vorrei sprofondare.
Non so,
sembra essere quasi un dovere.
Sono stanca,
confusa,
non riesco a capire.
D’improvviso mi appare una donna,
si volta un istante,
è giovane, è bella.
D’improvviso, la vedo fuggire.
Non so che fare.
Mi sento impazzire.
Piango,
dispero.
È impossibile potersi rialzare.
Allora respiro,
chiudo gli occhi,
forse già dormo,
e incomincio a sognare.
Un piccolo bimbo è disteso,
abbandonato,
senza vita, in riva al mare.
Le onde,
ieri impazzite,
ora, gentili, lo continuano ad accarezzare.
Lo vedo sorridere,
meno male!
Lo vedo rialzarsi,
e camminare.
Lo vedo!
Lo vedo!
Oh Dio! È mio figlio!
Io non riesco a capire.
Sono stanca, confusa.
Mi sento impazzire.
Andiamo, amore mio,
vengo con te.
Ora puoi cominciare a giocare.
Siamo solo macerie di un mondo che muore.
Non facciamo rumore!
– 19/12/2017

Please follow and like us:

Reina Antonino

POESIA: Abbaglio

Su di me la posai,
sulle braccia mie rovinose
d’un affetto
incontaminato e pronto a fiorire.
Uno sbando, un nero velo su un
sentimento curato, provato.
Frattanto la vedo, ancora nel solo mio
abbaglio, quando mortificato il
fruscio d’un vento
da me la confuse
senza ritorno,
uno sbaglio.
| sorgente: https://www.facebook.com/ – 19/12/2017

Please follow and like us:

Zanzottera Edoardo

POESIA: Portorož

Camminavo su infinite banchine,
Cercando spiagge ove distendersi
E ritrovandomi su un qualunque porticciolo,
Ad osservare il mare in piscina,
E le piscine in mare.
Camminando sul lungomare,
Mi accorsi dell’acqua,
Ora pulita, ora sporca,
Ora limpida, ora torbida;
L’occhio cadeva sugli scogli,
Ora bianchi, ora verdi;
Alzando lo sguardo
E scrutando l’insenatura,
Mi accorsi di dove tutto inizia,
Dove tutto finisce…
– 19/12/2017

Please follow and like us:

Stella Leonardo

POESIA: A MIO NONNO

Anche mio nonno è morto sopra questa croce,
non mancava il talento,
mancava l’ ambizione.

Quante mani sul petto già mi sono messo,
bruciava così forte il peso del compromesso,
20 anni mi hanno scavato un po’ le guance,
ma arrotondato sai.
Lo scorrere del tempo è titano,
penso al nonno, a quanto ha sprecato.

Sempre lui è morto sopra questa croce,
non mancava il talento, mancava ambizione,
ma io porto il suo cognome
manchi talento, brucia l’ambizione

E allora su, ci arriverò nel suo nome
“dov’è su”, dice mamma, “guarda lì si muore”

Quanti coltelli nel cerchio ho già piantato
vita circense, lavoro assicurato.
Mi guardavano occhi di ghiaccio,
capivo, io ero il pagliaccio.

“Nulla vien per nuocere vita mia,
hai imparato l’arte dell’ironia”

Mio nonno è morto ridendo ad alta voce
non mancava l’ umorismo, mancava alle persone.
Ma io non porto mica il suo nome,
non siamo americani, qui decidono le persone.

E allora su ci arriverò nel suo nome,
“dov’è su”, dice mamma, “guarda lì si muore”
E ancora più su, con la nota migliore,
riecheggia dolce, il suo nome. | sorgente: http://www.poetipoesia.com/ – 19/12/2017

Please follow and like us: