Cesare Santoli

POESIA: IL SEME DELLA POESIA

Di pensier l’uomo ceator deve essere,
al moderno e all’antico deve ispirarsi
se vuol che sia civile e precetto di virtù la poesia,
per tramandare ai posteri amore e nobiltà;

arte meravigliosa e seme profumato è la posesia
l’uomo, con passione, lo porta dentro di se,
custodito gelosamente con amore
per insegnare a tutti i suoi nobili valori

sta solo all’uomo saperlo coltivare
irrigarlo, continuamente, con orgoglio,
tenerlo in vita e morir mai farlo,
affinchè nel suo intelletto e nel suo cuore
possa germogliare con profonda passione
il fiore della vita, della fede e dell’amore – 18/04/2017

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Rita Caselli Caselli

POESIA: Utopia

Brilla nei tuoi occhi
Quella luce che rischiara
Il mio orizzonte buio

Non è più gelida quest’anima
Avvolta nel benefico calore
Che le tue parole sanno creare.

Insieme a te, guardo al futuro
Senza paura
E i ricordi di un tempo
si dissipano leggeri
sul tuo sorriso.

Vedo le tue mani tendersi verso di me
Le posso stringere
E scompare la sensazione
Di scivolare nel vuoto

Pensieri tristi scacciati
Con una dolce certezza
Non sono sola ci sei tu.
– 18/04/2017

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Etienne Guerrieri

POESIA:
” Stellami di baci ”

Tu che eri per me

il mare che si racconta alla riva,

le nuvole candide fra le mani del vento

trasformate in disegni e zucchero filato,

quando il cielo s’immergeva ruvido e pieno

nell’immensità di quei tuoi occhi azzurri,

dove io mi ci incantavo spesso

perdendomici come un aquilone

cercando d’andarci sempre oltre

arrendendomi dentro al tuo caloroso abbraccio.

TU che ora sei l’altrove

dove, delle mie favole vesti Regina,

mentre nemmen con i sogni più fantastici

ci arrivo, dall’altra parte dell’arcobaleno

per toccarti almeno di cuore che

se potessi,

allora sarei ancora in volo,

dentro a quelle lacrime che di te non piango

perché dentro bruciano di rabbia,

a volte così tanto

da togliermi il respiro. – 18/04/2017

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Anna Maria Cabras

POESIA: …Ai mie occhi….
Davanti ai miei occhi ..il mare..
immenso, azzurro e straniero…
Non so cosa pensi, non so cosa dica!
le onde che si infrangono sulla costa
tornano indietro portandosi tutti i miei pensieri.
Mi perdo ammirando la sua immensità…
il suo colore mi cattura..così intenso.
Eppure così avvolgente
come una calda coperta.
I miei pensieri ormai all’orizzonte
non hanno più un freno
sono liberi portati dalle onde.
E’ una sensazione meravigliosa
LA LIBERTA’.
..e il mare concede la libertÃ
a coloro che la sanno davvero apprezzare.
La vera libertà: il pensiero.
nessuno può dirti di smettere di pensare
continua a farlo così come le onde continuano
ad infrangersi ….
Pensa pensa pensa…
Ai miei occhi la libertà di vedere
ai miei pensieri la facoltà di volare
alla mia bocca il poter parlare
alle mie orecchie voglia di ascoltare.
Si …è bello essere liberi
ma impariamo ad ascoltare…
e impareremo ad AMARE.

– 18/04/2017

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Roberta Masotti

POESIA: Lacrime di pioggia

Gocce sparse,
gocce assottigliate,
sulle pietre ruvide dei viali del mio Parco.
Luccichii di rispecchi dai mille colori,
ci riflettono dentro,
delle fronde delle piante alte,
che contornano casa mia.
Cammino, con il mio ombrello aperto,
ammiro le loro forme giocose
e le vibrazioniche emettono
e ne smuovono i loro contorni,
ma non si rompono,
assimilano i miei movimenti,
come bolle di sapone appena fatte.
La pioggia cade sopra il mio ombrello,
dai colori sgargianti,
come un fiume di lacrime,
ne delinea tante strisce.
Gocce a forma di lacrima,
discendono nei lati dell’ombrello
e cadono verso terra,
riformandosi un attimo prima di toccare il suolo.
Lacrime tonde,
assomiglianti a bottoni,
di abiti dismessi nel baule antico,
allungate come spaghetti o raccolte a gruppi,
come grappoli d’uva maturi.
IL mio sguardo e’ attirato
da quelle forme,
dai loro movimenti,
da tutto ciò che riflettono dentro e fuori,
dalla loro direzione,
via via che arrivano a terra.
Il loro suono rilassa, tutto diventa calmo
e la quiete in noi avanza.
Gli uccelli, si rintanano,
fra le alte fronde della mia Palma nel giardino,
riparandosi dalle gocce,
che si formano grosse e pesanti.
Io rimango là fuori,
sul bordo del mio viale di rocce,
ammiro il passaggio di quelle lacrime di pioggia,
le seguo con la vista,
guardo ove si rintanano,
dissetano le erbe,
nutrono le radici,
abbeverano gli insetti,
che dal sottosuolo fanno capolino
in quell’istante
e le crepe del terreno arido,
si trasformano come tante labbra
che raccolgono una dopo l’altra,
quelle lacrime di pioggia.
Tutto sorride là nel sottosuolo,
tutto riprende vita e rigenereranno
nuove forme di splendidi colori
al prossimo anno.

Autrice Roberta Masotti 18/04/2017

– 18/04/2017

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Sandra Romanelli

POESIA: •La perla e l’elefante

Non poteva vedere piccole preziositÃ
perdute tra i suoi passi e sassi.

La sua luce non arrivava al suo sguardo pesante,
distrattamente presente.
Solo da abbaglianti riflessi di luce impropria
era accecato.

Del resto, un elefante non è un delfino.
La giungla è una rude terra.
Il mare è un’onda di grazia.

– 18/04/2017

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Antonio Manzo

POESIA: ( ANGELA )
Lui era il male…
Travestito da serpente…
Che strisciava tra la gente…
Ed ha scelto proprio lei,
Lui si è diffuso lentamente…
Con il dolore e l’arroganza…
Nel suo corpo e nella mente…
Senza lasciargli alcuna speranza .

Lei ora è un angelo…
Travestita da gabbiano..
Ora vola su nel cielo…
E ci guarda da lontano ,
Lei era preziosa come un diamante…
Ora è anima libera aleggiante…
Dentro ai nostri cuor…
e nella nostra mente…
Ci protegge…
e ci ricorda…
Che nella nostra vita…
La sua presenza resterà infinita .
– 18/04/2017

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Ivan Ruzza

POESIA: Ci sono foto che preferiamo non guardare perché il ricordo e’ troppo forte. Ce ne sono altre che teniamo cuicite al cuore come coperte in patchwork in modo da poterci scaldare quando sentiamo i primi freddi della nostalgia. Ma le peggiori sono quelle che cancelliamo ma non se ne vanno mai perché sono incise in qualche stanza nella nostra mente che non può essere pulita, una stanza piena di edere che prolificano e ci schiacciano dentro fino a farci rimanere senza fiato. – 18/04/2017

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MASSIMILIANO D’IMPERIO

POESIA: LA COSA IMPORTANTE
Un giorno un uomo vecchio e stanco verso il tramonto sedette in riva al mare su una spiaggia desolata osservava davanti a se il punto più lontano, lì dove finiva l’orizzonte. Pensava al passato, quando non si sapeva cosa ci fosse al di là dei confini rappresentati dalla propria vista, forse il baratro, forse nuovi mondi da scoprire. Chi governava tutto questo? L’ansia e la paura di partire per capire e il desiderio di non accontentarsi delle proprie conoscenze. Questi dubbi fanno parte della nostra vita di sempre con prospettive diverse, cerchiamo di vivere intensamente quello che ci appartiene poi tante domande alle quali non possiamo dare risposte. Cosa c’è al di là di quello che abbiamo? L’uomo cominciò a ripercorrere tutti i giorni della sua vita accompagnato dal rumore delle onde, che con un ritmo magico voltavano le pagine dei ricordi, l’infanzia, la paura della scuola, i primi amori, i primi calci ad un pallone, gli amici fedeli, le risate, quante risate, l’amore della sua vita, il battito del cuore, i figli, i tradimenti, il lavoro. Tanti volti, tante parole, tante lacrime, tanti pensieri. Nel frattempo in quel silenzio era calata la sera un cielo bellissimo pieno di stelle e lì nel punto più alto una luna di una luce bianca accecante. Perchè stava lì, si chiedeva, perchè aveva sentito quel bisogno di allontanarsi da tutto. Forse il desiderio di riuscire a guardarsi dentro come uno spettatore come giudice di una vita che ormai stanca procedeva verso la fine? Quale era il suo giudizio? Quante volte era salito su quella barca per un viaggio al di là dei confini? Cosa aveva scoperto? Quelle nuove terre che i suoi piedi avevano calpestato avevano un sapore diverso da quella in cui era nato? Quando aveva avvistato quelle nuove terre la gioia che aveva provato era paragonabile alle passeggiate lungo le vie affollate della sua città in quell’ambiente a lui familiare fatto di certezze, di amici sinceri? E mentre si tormentava con le sue domande una mano calda, sicura si posò sulla sua testa accarezzandogli i capelli. Nel voltarsi l’uomo incontrò quello sguardo. Lo sguardo che aveva accompagnato la sua vita era sempre lo stesso. Lo sguardo di una donna che gli aveva concesso di partire per non farlo soffrire, che aveva aspettato in silenzio il suo ritorno. Lo sguardo di chi non aveva bisogno di sperimentare un viaggio per capire che nascere in quella terra era un segno divino e che andava difesa a tutti i costi. Era lì e continuava a fissarlo per cancellare tutti i suoi dubbi, ad un tratto lo prese per mano invitandolo ad alzarsi pronunciando soltanto due parole:” vieni a casa……….”

Massimiliano D’Imperio
– 18/04/2017

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Gualtiero Serafini

POESIA: Una gioia.

Silenzio!
Odo solamente il sussurrar
dell’astro dorato
inghiottito dall’orizzonte
che gioie e dolori trascina via.
Odo ora il buio…
no, son le stelle
che dall’altro orizzonte
vengon fuori trascinando
con sé quelle gioie
un attimo prima affondate.
Tra esse
una è la più radiosa e sorridente,
la più preziosa tra le gioie, quella
che col suo lungo e stretto abbraccio
racchiude e protegge
la sua amata perla. – 18/04/2017

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