Varini Andrea

POESIA: La mia consapevolezza

A scoprire il volto dell’infinito
al tempo del non tempo
nella destra e nella sinistra visione
della mente
con forma di pensiero in ogni ovunque
nell’illimitato volto del tutto
Qui
io sono
quell’uno e nel medesimo attimo
colui che sono
In un viaggio senza linearitĂ
senza confini
a scoprire le sensibili e forti vie
dell’invisibile veritĂ
le vere vie dell’ovunque
insieme ad un amore
che sempre piĂą mi sorprende
– 17/04/2017

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Magda Saba

POESIA: Cadono Parole
Frutti polposi di silenzi covati
La porta s’apre e
il nulla tace
Pace
Nel meriggio di raggi dorati
tagli vuoti in cristalli di colore
presenze sole
come Spirito vuole. – 17/04/2017

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Tarik – khabat- Bizeni

POESIA: CANDELA
Stanotte
– come altre –
trattengo il cielo sveglio
per comporre una poesia

Appena scritta
mi arrampicherò
su una cresta malinconica,
raggiungerò la tua camera buia.

Sulla spalliera del letto
distenderò silenziosamente
i miei versi :
trasformati in candela
li accenderò per te.

– 17/04/2017

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Giacomo Sansoni

POESIA: PRESBIOPIA

La dicono presbiopia
questo male di naufragio,
questa nausea da ondivago
per ciò che assedia
e vuole distanza;
che non sia l’invito
alle salutari distanze
della sovrana prospettiva globale
con cui, a frattaglie di carne e parole,
i poeti risolvono l’irrisolvibile
– 17/04/2017

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Giacomo Sansoni

POESIA: FORSE LA POESIA E’

Forse la poesia è
un fugace annotare,
ciò che quasi non c’è;
che prima non c’era,
e dopo, chissĂ  ci sarĂ ,
eppure, sotto le unghie,
ha sangue proprio e pelle,
spazio e tempo conteso
di luoghi e tempo,
che non ci sono, o ci saranno;
forse la poesia
è presagire il luogo e il tempo,
di una assenza,
così come si possa,
nella tabella di Mendelejev,
presagire un elemento nuovo,
elemento, che ora non c’è,
e chissĂ  mai ci sarĂ ,
che, con nuova sensibilitĂ ,
si troverĂ ;
è catalogare qualcosa per un uomo
che c’era o che ci sarà.
Forse la poesia
è covare un indispensabile vuoto…
…e un silenzio,
che, a strati di madreperla,
si deposita,
sopra un difetto originale
…che ci fa preziosi.

– 17/04/2017

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Iris Battistini

POESIA:
E’ stato con te,
il mio viaggio
piĂą bello

Ripassare la vita
come di un libro
le pagine

In ogni mio abisso
di luce e d’ombre
tra le righe
m’hai sempre tenuta
per mano

Alla fine d’ogni
rumore
ogni giorno
ti ritrovo
nel mio sguardo
e nel cuore

E dire
che so appena
il tuo nome
– 17/04/2017

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Helena Lackner

POESIA: La Sinfonia

L’insieme delle forme
formose e non
Evadenti e prepotenti
Tangibili in ogni dettaglio
Ma nell’insieme ancora di piĂą.

Si perde talvolta in chiacchiere
Poi alza la testa e ti vede
Ti seduce e ti abbandona
Cammina insieme a te e poi sfugge
Fatta di soffi e battimenti.

Ti invita dandoti l’indirizzo
Ma poi non apre la porta.
Ti giura che è lì per sempre
Ma con la sua veritĂ  profonda
Inevitabilmente finisce. – 17/04/2017

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Domenico Maraglino

POESIA: NEVE
Sabbia bianca,
sale insapore,
mani infuocate di freddo;
non rammento Passato
che la felicitĂ  si coglie quando mi penetra.
Combatto la superficialitĂ  della vita
che come una maschera si nasconde,
lottando ,a sua volta, tra Neikos e Philia.
Discorsi profondi, immuni ,
ma vulnerabili
verso la VeritĂ .
La soluzione è soggettiva e infinita,
parole che volano e che giocano in cerchio;
disinteresso me stesso
profondente Amore regale
alle gioie vere e pure.
Sogno giochi immaginari
per il desiderio di vita. – 17/04/2017

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Francisco Moulia

POESIA:
Rifugio

il mare non discrimina
non ama né odia
la sua furia è un riflesso
la sua letargia: blu
e temibile, come il sogno di una bestia

il mare è una realtà liquida
che unisce o ingoia
secondo il suo imprevedibile umore

il mare non è una destinazione in sé
tutti i suoi orizzonti sono necessari

talora la speranza si condensa in una linea

buttarsi nel mare
strisciare sulla pelliccia blu di quella bestia d´acqua
presuppone un coraggio che, a volte, concede solo la disperazione

piú precaria è la nave
che si avvicina alla nostra costa
maggiore è la sete di stabilità

il mare è tanto innocente quanto insensibile
noi, no

nascere da questo lato
o dall´altro lato del mare
è un incidente

rifugiati e rifugio
siamo sempre persone
– 17/04/2017

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Manuela Batul GIANGRANDE

POESIA: ἔλεος

O èleos, quel amor divino che tinteggia di gloria ogni vespro,
rispondi al mio inno d’estasi.
Tu, che inebriato di cristallina pietĂ , che tutto cinge, hai sorretto
ogni vacillante orma mentre in rotta s’incamminava verso la Porta Santa.
Non ti scordar dei piccoli lumi di sogno che nel mio cuor eclisso,
di quel passato amor, che nel vento canta ancor la linfa materna.
Oggi, in quel ormai effimero legame di vita, non si ode piu’ gioia, ne canto.
Tutto è silenzio in quel nido natio.
La scaltra invidia ha tinto di tono corvino ogni solco di brillio,
intrecciando calunnia e disprezzo, ove un tempo danzava caritĂ  e candor.
Odi il mio verso invocar la tua carezza, cercar con sguardo puro,
un tuo cenno di virtĂą in questa terra giĂ  arsa dal gelo.
Tu per me sei vita, guida e ristoro, come la mano paterna che con premura
guida i passi del suo dolce pargolo verso il venturo.
In te spero e vivo, nel tuo chiaror invoco veritĂ , bontĂ  e perdono.
In questo nostro pelligrinar terreno, solo tu, Samaritano,
con la tua grazia, puoi versar quel vino e olio, addolcir cosi le nostre ferite,
ridonar dignitĂ  e pace a noi carpite senza tregua.
Per questo, ascolto il tuo silenzio nel eco della mia voce, cerco il tuo canto,
in questa mondo pieno di sibili, dove ogni voce cela menzogna
solo la tua limpida parola, ove il tuo Spirito leggiadro dansa, invoca giustizia.
Li saprò trovare la mia quiete, il regno divino, ove ogni incanto è puro
E la mia anima infine potrà cantar “Giubileo”.

– 17/04/2017

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