POESIA: Come il fuoco i tuoi passi accendono lo spazio che ci divide
Colmarlo saprei con il silenzio di questa straziante attesa ..ma le parole urlano la vendetta di chi non può più aspettare.. – 05/04/2017
Autore: webadmin
Giovanni Del Fra
POESIA: Cammini, ma ti senti fermo, guardi il mondo accanto e sei altrove, perso nella prigione di te solo, pur con dentro la speranza che la mente non considera.
– 05/04/2017
monica ceriali
POESIA: E’ un giorno di festa mia cara mamma e che belle le tue lacrime di gioia in questo mio giorno di festa
anche la natura e’ splendida ed e’ gioiosa in questa giornata di festa la mia festa e’ radiosa e immensa come te mia cara mamma
anche tu amore mio sei radioso splendido e gioioso perchè l’amore e’ gioia e la gioia e’ vita
che truce sguardo mia cara sorella nessuna gioia perchè non e’ festa la mia festa e’ la tua rabbia e la rabbia e’ dolore e il dolore vive ma non e’ vita
che animo buio mia amata sorella che doloroso pensiero il tuo dolore ma che non adombra questa giornata festosa di gioia e di amore non ne ha il potere
la gioia aveva il potere di farti godere e gioire nel giorno della festa dell’amore ma l’hai persa e non ritorna ti è rimasta la rabbia e il dolore e il rancore e non è vita – 05/04/2017
Raffaele Zarrillo
POESIA: Sera d’estate
é sera s’acquietano le acque a riva
ammaniata ogni vela
l’erba si ammira allo specchio piegata.
Pietà della sera
la luna è affogata.
Pettegole rane ripetono rauche la triste novella.
La luna è disfatta
scintillii argento alla deriva,pettegole sceme l’acqua è solo un specchio.
Ma altissime fra i rami
tremanti le foglie nere
schiudono nidi di stelle.
è notte il cielo brilla un’altra volta vergine ,
quardo verso oriente
dove bianchi gregge di nuvole sono spinte verso arsi deserti.Ma a me chi mi spiega questi misteri?
– 05/04/2017
Federico Fadini
POESIA: Fidati.
Fidati di te,
quando senti che stai sbagliando,
sbaglia.
Fidati.
Quando senti che stai facendo bene,
fai bene.
Fidati.
Quando mandi tutto a puttane,
fidati,
stai sbagliando.
Fidati.
Quello là non ti piace.
Fidati potresti sbagliare,
sbaglia,
ma fidati, di te
Se ti sbagli,
fidati.
Fidati, sbagliando s’impara, ma ci si può abituare.
Fidati.
Fidati di te.
Tutte queste le hai giá sentite,
dentro di te.
Fidati.
Ascolta/ti.
Fidati di te.
– 05/04/2017
Filippo Cara
POESIA: NEMOTIZIONE
Per antri di divina giovinezza
tra lande di cobalto
muovevano piaceri di saggezza
indenni ad ogni assalto
Carri da guerra andando al suon di tube
solcando fosso e nube
battuti da maestrale
fugando il tuo sorriso dal reale
Vuote le distese
Pozzanghere in giardino
Sono tue pretese
Cadono a pezzi le spire di silenzio
trangugio ancora assenzio
ma sono ciò che sono
odio, compassione, tirannia, perdono
Sbocciati per reazioni di volatili
fetidi e melmosi
riesco a percepirli solo inutili
come per simbiosi
Asfittica l’aurora
Pacato lo sfogliare
Un incubo senz’ora
– 05/04/2017
achille del giudice
POESIA: Piccola Rossa
Lui ti prenderà la mano, tu ti volterai, immergerai gli occhi nei suoi poi la stringerai di più. Perché tu sei cosi. In quella stretta ci sarà tutto il tuo cuore. Quando sarete distesi sotto le carezze delle stelle, la serenità della passione esplosa, con gli occhi pieni di tenerezza, il corpo caldo di dolcezza, ti raggomitolerai nella baia del suo corpo, forte della tua essenza. Socchiuderai dolcemente gli occhi, senza dire nulla gli prenderai la mano, per farti avvolgere, mentre lascerai che ti stringa a se, chiudendosi come un guscio a proteggere la sua perla, per farle sentire il calore dell’amore. Sarà in quel momento che, senza parlare, saprai sussurrargli le parole che trasportano l’infinito arcobaleno del tuo sentire, profondo, corposo, tanto denso e penetrante da pensare di poterlo toccare. Lui sarà capace di comprendere, di sentire, sfregherà i polpastrelli per accarezzare quella corposità , la morbidezza, la forza del tuo essere. Questa volta sarà vero, non ci saranno affascinanti e crudeli menzogne a disegnare il destino di un amore mai nato, saranno sensazioni reali, espressioni consapevoli di chi desidera aprire l’universo sopito dell’Io profondo, condividere la dimensione dei sentimenti e della passione. Ed io che assaporo l’amaro della concretezza di tutto questo, penso, immagino, ancora e ancora, cercando nella crudeltà di questo logorante supplizio la via che mi conduca, finalmente, lontano dal bisogno di te. – 05/04/2017
Roberto Volti
POESIA: Pace Pace Pace
P ace uomo pà llido
A desso avvéditi
C on forza e spìrito
E d i più erùditi
P arlin, descrìvini
A l mondo intéro
C ome risòrgere
E tornar fièro.
P arla o sacrìlego
A ogni mortà le
C alma gli spìriti
E clissa il mà le .
…………………..
5.4.2017
Roberto Volti – 05/04/2017
Gabriele Valenza
POESIA: L’equivoco
Gli uomini marciano a valle con ordini precisi.
Ubbidienti, seguono intenti folli.
Molli, nei loro passi decisi;
Recisi dalle loro case,
Da spose felici, da figli gaudenti,
Si fanno forza, stringono i denti.
L’uniforme è leggera ma il passo pesante.
“Perché siamo qui?”
Si chiede un giovane aitante.
Ma la domanda svanisce in un lampo,
Un colpo è partito da un campo.
Il sangue si spande da sotto,
Macchia l’uniforme e dilata gli sguardi;
È tardi, la guerra si schiude.
“Aiuto, un ferito!”
C’è sgomento e nessuno muove un dito.
“No, è morto…”
Quanto evitabile sconforto,
Contorto è lo schema, il disegno del fato;
Un proiettile, un cuore fermato.
Da quel campo avanza un uomo a braccia alzate,
Ha un fucile fumante che porta in spalla,
E traballa mentre l’uomo corre.
“Vengo in pace”, urla tenace.
Ma tutto tace fra quegli uomini sconvolti.
Hanno perso un compagno e hanno paura.
Bang!
Un altro sparo, qualcuno ha tolto la sicura.
Dell’uomo che avanza non v’è più traccia,
Solo il ricordo della sua pallida faccia.
Ora un bambino emerge dal grano,
Le prime lacrime escono piano.
“Questo è assurdo, c’è qualcosa di strano.”
Esclama attonito il più anziano.
“Ma questa è la valle giusta?”
La sua domanda è come un colpo di frusta.
Un giovane apre il suo zaino e tira fuori la mappa.
La gira e la rigira, le sue dita tremano, è confuso.
Aleggia il sospetto di un errore, il sospetto di un abuso.
L’anziano prende la mappa e guarda il bambino,
Poi di nuovo la mappa, che gli cade di mano.
“Era tuo padre?”
“Sì, ed è morto invano.”
Il capitano si volta verso il suo plotone,
Sulla sua uniforme campeggia una bandiera a stelle e strisce,
“Ehm, ehm”
Schiarisce la voce, il tono è malsano:
“Mi spiace, signori, questo è suolo americano.”
– 05/04/2017
Andela Sestan
POESIA: Il mare
Era una bugiarda
Quando si raccontava le loro diversitÃ
Quando gliele urlava addosso.
Lei sentiva di appartenergli, come apparteneva al mare
Lui era fatto dello stesso elemento
era in grado di prenderla, sconquassarla, schiacciarla e soffocarla allo stesso modo
Ed allo stesso modo,
farla riflettere, abbracciarla e cullarla.
Questo era Lui
Lei gli apparteneva, come apparteneva al mare
Aveva bisogno di averlo davanti agli occhi.
Cambiavano colore.
E se non aveva Lui da guardare, se li teneva in tasca.
– 05/04/2017