Antonella Piccoli

POESIA: “SOLITUDINE”
Guarda , alza i tuoi occhi ; che meraviglia !! Un prato verde , pieno di fiori profumati :
Quanti alberi pieni di foglie che volteggiano nell’ aria , ora mi siedo ; si mi siedo ad ammirare questa meraviglia ; dai su andiamo vieni con me vieni , presto siedi accanto a me ,lo senti il tepore sul viso ? Il sole che bello !! Raccontami dimmi ho voglia di parlare, ti voglio raccontare le mie gioie , le mie paure .Ma mi ascolti ?? Dove sei ?.ma dove sei ? Solitudine .
– 30/03/2017

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antonio piccolo

POESIA: veder non voglio, il circondarmi attorno tosto che meglio rimirar il vulcano e il mar, tenersi a tal momento, poggiati sul mare e nell orizzonte scorgere sinuoso sensuale e avido vivere da ricordar per forza e bello lo sole che ci ha scaldati e abbagliati di tanto fragore che l immenso essere ancor s infrange
– 30/03/2017

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ELISA MARIOTTI

POESIA:

SILENZIO NOTTURNO

Chiudo gli occhi
e per la prima volta vedo me stessa.
Al buio, stesa sul letto,
non posso far finta di non sentirmi.

I pensieri e le paure affiorano…
Veloci, furtive ed improvvise
come petali di un ciliegio in fiore.

Gli scheletri escono dall’armadio
mentre i ricordi mi carezzano la mente e il cuore.

Il silenzio notturno si fa assordante…
E’ quasi mattina e tutto intorno tace.
Solo la mia anima scalpita ancora.
– 30/03/2017

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Lesia Olendii

POESIA: Accendi la moto. Voglio sentire il respiro del vento sul viso, senza pensare ai chilometri di strada. Mi piace, quando superi le auto in autostrada e corri più veloce del respiro. Mi piace mangiare i panini ai centri di servizi con un nome strano “Autogrill”. Ma è vero, sei d’accordo – la macchina – non è un grill. Sull’essa non ci fai la grigliata. Ma solo agli idioti servono dei ragionamenti approfonditi. E noi non ne facciamo parte.
Accendi la moto. Voglio provare il piacere dell’alternativa stagionale dei treni e aerei. La moto ha moltissimi vantaggi per lei non esistono ingorghi e zone di turbolenza. Lei ha le sue leggi di passaggio. Oltre ai panini agli “Autogrill” compriamo anche le mappe per sapere da che parte sfrecciare. Andiamo finalmente al Koper sloveno. È quasi dietro l’angolo. È più vicino del Lovran croato.
Accendi la moto. Voglio sentire le pulsazioni e la vita dei posti, dove non siamo ancora stati. Anche se, scegli un’altra direzione. Basta qualcosa di nuovo da conoscere, dove possiamo arrivare a due ruote. Con il casco in testa mi sento la regina delle strade. Lo sai, e tanto bello conquistarle. Anche se, la moto la guidi te. Il nostro cavallo di ferro è pronto. Il bagaglio è fatto. Accendi. E adesso – partiamo. – 30/03/2017

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LAURA DE LUCA

POESIA: Quando poso la mia forza tra le mani di Lui, quando permetto al suo capriccio d’imbavagliarmi l’anima e al suo potere d’incatenarmi il corpo… scompare il tempo, si spegne la luce del sole e la notte senza stelle diventa solo un piccolissimo punto nell’infinita notte di me stessa !
Ed io annego in un fiume di sensi….da cui…non c’è ritorno ! – 30/03/2017

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Fausto Di Maria

POESIA: UNA POESIA

Sono meridionale, uomo di mare,
illuminata argentea luna.
Errando, strade, piazze, centri storici.
Eterna città! Rosso Tevere. –

O vita,
qual mai sarà il mio destino?
Irrequietezza, quiete, ancora irrequietezza.

Via Lattea;
Diffusa energia.

Incenderunt urbe a gladiis barbarus.
Lacrime! Rivendicazioni … Libertà! –

Finestre de’ vetusti edifici
Ah, corpi senz’anime –
Volti,
Specchi – onde e particelle;
Luce e materia.
Perpetue trasformazioni …
Asimmetria gravitazionale spazio temporale.

Occhi verdi brillanti
Seduttrice!
Angelo delle tenebre
sbocciata orchidea, bagnato piacere odoroso.

Tempeste oceaniche.
Simulacra.
Nostalgia.
Attimi.
Cuore mio guerriero sconfitto
Novello amore conquistato.

– 30/03/2017

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Giuseppe Lo Bello

POESIA: Occhi bruni e capelli ispidi come la steppa selvatica,
oscura la tua anima, ancella delle tenebre,
le tue pupille celano ardenti passioni,
i seni floridi, il rossetto sbavato sulla tua bocca carnosa,
rossa come una mela deliziosa,
le carni bianche, tenere, soffici, e dolci
un candore ti avvolge, ti scruto nel profondo,
la fisionomia esotica, regale come Cleopatra
mio oracolo, dimmi che destino avrò?!
parlami o dea, la tua voce rassicurante come la lira dei serafini,
il tuo ventre procace, antro di sfrenata passione,
Cantami o diva dei grandi amor sfrontati e impudichi
Che tu hai avuto,
oh mia dea che mi guardi dall’alto piedistallo
della passione, dal diorama degli ardori umani,
le mie carni bramano la tua bellezza,
la mia anima reclama la dannazione oscura,
delle tue pupille,
il mio spirito brama il peccato che incarni
dea delle mie tribolazioni,
oracolo del mio destino funesto,
messaggera del fato, abbi pietà del mio lungo penare,
Gladio che flagelli il mondo
furia che imperversa nel cosmo,
saetta che squarcia il cielo,
e l’anarchia universale che tutto annichilisce si fa mondo – 30/03/2017

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Alessandra Albertini

POESIA: Con il tempo si sistema tutto…
Non esiste agonia,più grande del dover portare una storia non raccontata dietro te.,
Per tutti coloro che amano,hanno amato e ameranno,alle navi in navigazioni e ai porti di scavo.
Alla mia famiglia,e a tutti gli amici ed estranei questo è un messaggio e una preghiera.
Il messaggio e che i miei viaggi mi hanno insegnato una grande verità,
Io ho avuto tutto quello che tanti cercano,ma pochi trovano la sola persona al mondo che destinata ad amare per sempre.
Una persona ricca di semplici tesori che si è fatta da sola e che da sola ha imparato,
Un porto in cui mi sento a casa per sempre e che nessun vento,nessun problema potranno mai distruggere.
La preghiera è che tutti al mondo possano conoscere questo genere d’amore ed essere da esso sanatj.
Se la mia preghiera sarà ascoltata stanno cancellati per sempre tutti i rimpianti e tutte le colpe …ponendo fine a tutti i rancori in cui ognuno si rispecchia…Alessandra.Albertini 30-03-2017

– 30/03/2017

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Claudia Righetti

POESIA:
?
(Uncino e punto)

Schernita e ferita sto su un punto
nel dilemma: reagire o pagare?
E se mi perdessi per sempre,
derelitta nella via dell’abbandono alla collera?
E se mi piegassi, e spezzassi
impastoiata nella gravosa quiete del non fare?
E se mi perdessi comunque,
rifiutata e dimentica di me?
Rabbia mi transita incessante,
mi appende, e non desiste, ad uncini con il punto sotto;
E’ la rabbia o sono gli uncini che mi fanno a brandelli spirito e pelle?
Domande implacabili.
Fatica inconcludente o esperienza perturbante?
Ancora nello sforzo, sempre, perenne,
lungo nuotare in densi, vischiosi quesiti.
– 30/03/2017

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