Fersen Byron

POESIA: Meticcia…
pudicamente vi chiamo signora dai generosi fianchi!
Muoio, vivo, rinasco coi fremiti che raccolgo dalla vostra pelle mansueta che trovo bagnata saporita dalla pazzia accesa.
Siete un sole nei miei lembi, oh dolce creatura celeste che scende in me e regna, innalzate e distruggete ogni mia resistenza!
Vi rivelate amena, corpo ubbidiente infiammatemi voi poesia col fondo schiena.
Ventre liscio, boccioli di rose i vostri seni duri capezzoli di vita morente tra le mani di questo amante.
In voi non sussiste salvezza!
Baciate le mie labbra sacrificate a voi,
annegatemi nel sesso immane, perché olivastra è la vostra pelle e nera la vostra anima.
E’ stata spazzata via la mia vita! – 30/03/2017

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Rita Shana Perinetto

POESIA: Cercami…
Cercami tra le pagine del tuo diario..
tra le mani stanche ,
nei tuoi spazi vuoti…
nei tuoi giorni attraversati…
Cercami con il ricordo della pelle tra le dita..
del profumo di frutti acerbi..
delle stelle argentate in una notte d’estate..
Cercami tra le pieghe del tuo cuore,
nascosta nel tuo maglione troppo grande,
o tra gli scaffali di una libreria
in quei fogli che san di antico…
Cercami nei fiocchi di neve,
nei raggi di un sole nascente,
tra il profilo di una collina,
nel riverbero del mare notturno.
Cercami nei rimpianti che neghi di avere,
in quei gesti dimenticati,
nel tuo primo respiro del mattino…
nel tuo ultimo pensiero della notte…
Cercami..anche se sai che non ci sarò,
anche se sai che troverai solo briciole di me…
tutte quelle briciole che ti ho lasciato attorno
e non hai mai raccolto prima – 30/03/2017

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Tiziana Greco

POESIA: Residui di parole ,bisogno di certezze l’amore mi rende vulnerabile questa essenza leggere senza certezza un sogno di carta ,ma cosa posso volere chiedo in prestito ali per volare svolazzo sopra questo mare che agitato lo trovo minaccioso quasi come il mio amore ,lui però invulnerabile senza sosta nel mio volare mi osserva mi chiede di quale amore le mie ali vogliono parlare ,sosto sospesa non ho alcuna risposta che il mio amore immenso mare semplicemente questo amore che tanto temo tanto voglio il mio io – 30/03/2017

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Nicola Monino

POESIA:

LA SCOMMESSA
Ho fatto una scommessa:
una sfida davvero complessa…
Ho scommesso che mio figlio, dopo dieci no, mi avrebbe detti SI’
E, da non crederci, è stato proprio così.
Ho scommesso che quando passerò a miglior vita
la terra continuerà a girare, lo farà in maniera spedita.
Ho scommesso che sarei arrivato puntuale al tuo matrimonio,
anche perché il tuo matrimonio è stato il mio matrimonio.
Ho scommesso che mio padre invecchier
e mia madre vicino a lui sempre starà.
Ho scommesso che la storia verrà sempre insegnata,
ma anno dopo anno sarà migliorata.
Ho scommesso che Masha e Orso saranno, per i mei figli, piccoli eroi
come con i cartoni animati è stato per noi.
E che la felicità non bacerà sempre i miei giorni
Perché la tristezza è nei dintorni.
Ho scommesso che le rondini ritorneranno
i nidi rovinati dal freddo raggiungeranno.
Ne ho indovinate tante, ma una ho sbagliato
era il mio sogno, ma non l’ho realizzato.
Avevo scommesso che avrei vissuto da uomo vero
Ma sono diventato davvero un uomo sincero?
– 30/03/2017

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Antonella Davo

POESIA: Titolo…NON ACCETTO LA TUA SCOMPARSA.
Spiegalo tu a Gesù, se esiste,perché io non credo nella sua esistenza .Ho solo tanta rabbia,e non accetto la tua assenza e ne la scomparsa di nessun essere che vive .Siamo nati e destinati ad un unico destino la morte.
Non avrei mai voluto nel pieno ancora del tuo vigore e voglia di vita , vederti così velocemente, immutato lassù.
Lassù dove la tua anima ha smesso di vivere,non ti vedo,non ti sento,mi manca la tua voce,il tuo sorriso, la tua esistenza,o nostro dialoghi.
Crederò in te SI ,Papà.
Finché vivrò vivrai nel mio cuore,è dura vivere di soli ricordi,Manchi Papà.
Ti o visto vivere ,sorridere , amare la vita, fare tanti sacrifici, eri la mia Guida.
Ti o visto stremato e senza più sorriso,lottare e sperare per Vivere,per poi Morire.
Con quella vestimenta ,mi accompagnasti all’altare per il giorno più bello della mia vita, e con quella stessa vestimenta io accompagnai te ,nel giorno più brutto della tua vita e mia.
L’unica frase che o da accettare ,che non Soffri più.
Ma non accetterò mai la tua scomparsa.
Ciao papà Angelo.Angelo mio. – 30/03/2017

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Annamaria Grimaldi

POESIA: L’amore . L’amore , è come una pianta bisogno avere cura se la trascuri si appassisce. Magari si trascura non volendo . È ti abbandona . Vuoi riprendere l’amore ma fai mille sforzi e non ti vuole più . Ti viene da piangere ai tanti ricordi Sofri . L’amore è come un colore indelebile ❤ – 30/03/2017

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Gabriele PECE

POESIA: Sconforto

In primavera
in un prato fiorito
anonimo figlio del mondo
giacevi li
nell’auto di papà

Eri raccolto
in posizione fetale
quasi ad invocare
il grembo
di tua madre

La “pera” ancora in vena
tra rivoli di sangue grumito
nel braccio scopriva
Il macabro rito
“la droga”

Nelle labbra
esangui
un ghigno atroce
scolpiva l’ultimo
sussulto di vita

Nel volto deturpato
l’adolescenza svanita
parlava di te
dei tuoi anni verdi
dei tuoi silenzi
del dramma del mondo
per il trionfo
dell’indifferenza umana!
– 30/03/2017

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Fernando Casula

POESIA: Quando
i troppi anni mi verranno a noia
e saranno spente tutte le passioni,
ogni certezza si farà illusione
e mente e cuore si faranno pietra.
Ma, se mi perderò nel tempo senza tempo,
io porterò con me il tuo ricordo.
Tu mi terrai per mano, come sempre
e mi sarai compagna nel cammino
verso il temuto nulla.
Il tuo sorriso dolce vincerà la mia paura
di tornar bambino.
– 30/03/2017

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Pietro Mitrione

POESIA: RIMPIANTO….
Ti guardavo, la tua dolce bellezza disegnava sogni di fantasia,
essenze di vita nella mia mente
di giovane ragazzo !
Oh ! Quelle parole furono
voci e suoni taglienti vaganti
sulle idiozie della gente, il loro fracasso…e il mio stupido cuore !
Guardarsi, senza un bacio e senza una carezza e poi un giorno capire
che il destino volle disegnare
per noi un’altra cosa, un’altra vita……
Oh ! Inutile ed atroce rimpianto di un uomo ! – 30/03/2017

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Antonio Casoria

POESIA: VENTO DI SCIROCCO

Si estendono allo sguardo strade sterrate
Tracciate con geometrica precisione,
vestigia sparse di vita nomade appaiono
in forma di baracche come un’allucinazione
o in brandelli di stracci smossi al vento
di un torrido scirocco d’Africa,
che con sé porta nugoli di sabbia,
sudore e il sangue di un ricordo cruento.
Vestigia di una schiavitù arcaica
Rivivono fra le dune e rabbia
Di uomini persi nel groviglio della miseria.

Il soffio rovente di questa brezza
Selvaggia spazza via tutto il Tavoliere
Come su un altopiano d’Africa italiana,
brucia di nero i volti di chi al mestiere
della fatica è costretto a piegarsi
schiavo fra i ceppi di una zappa.
Neri i volti del lavoro e della paura,
nere le mani che affondano nella terra
di questa pianura brulla e rinsecchita
che giorno dopo giorno nella guerra
eterna dell’uomo contro la natura
e dell’uomo padrone contro l’uomo servo
consuma le schiene frustate dal sole.

In questa oasi strappata al deserto
Il sole è un macigno che uccide,
e la notte l’afa si sposa col tanfo
bestiale di una stalla per uomini.

Vento di scirocco, vento di solitudine
Complice di quel viaggio disperato
Porti in questa terra braccia in catene;
trascini in queste contrade infami
con l’inganno e subdoli ricatti
i nuovi schiavi pronti a morire per noi,
infrangi col tuo turbinio estivo
il sospiro e il pianto.

Olezzo riarso, attizzi il fuoco
Che brucia, occulta, che cancella
La vergogna del delitto di aguzzini;
fra il mulinare isterico di cenere
inghiotti in un fumo acre il nulla
che l’uomo è senza la dignità;
strozzi nelle gole arse il grido
inascoltato di una ribellione vana.

Vento che spiri fra queste zolle
Di terra smosse da un sudore atavico
Tu ci riporti nelle viscere del passato,
Tu ci sospiri gli stenti, la fatica eterna
Del rito della vita che si consacra
Nel sangue famelico della terra.
Tu ci rinnovi il ricordo di anni appassiti
Di contadini schiavi, di una stagione
Morta ma viva ancora nel presente,
ci racconti una storia antica che colma
ingrata nello staio dei secoli
un’umanità oppressa in lotta
per il pane e per la vita.

Vento che occludi l’aria di afa
Ci ricordi come le stagioni non mutano
E servi di ieri sono gli schiavi di oggi,
senza volto, muti, senza patria.
La legge della terra ieri,
la legge del profitto oggi.

Così nel cuore dell’estate
Scorgi da lontano in un orizzonte
Ininterrotto quei campi di una terra
Che assorbe nel suo grembo
Tutte le sfumature del rosso.
Rosso purpureo del sangue
Pellegrino di una speranza infranta
Fra queste dune d’oasi desolata;
Rosso rabbioso del vessillo
Brandito e issato al cielo
Dalla miseria dei braccianti
Un tempo in rivolta e morti
A frotte per la giustizia;
Rosso, vermiglio, per la vergogna
Dell’indifferenza di una generazione
Ipocrita, che imbelle si volta altrove
Per non guardare e affoga
Nei riti ottusi del quotidiano,
nel nichilismo miope del debole
la volontà di spezzare le catene.
– 30/03/2017

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