POESIA: Il buoi è arrivato
La stanza lo accoglie
Il silenzio accarezza il cuore malato.
È triste il momento
È vano il pensiero
La lotta interiore è or in movimento.
Sospiri ed affanni fan da padroni
E solo nel sonno si acquistano i malori. – 26/03/2017
Autore: webadmin
Anna Evangelisti
POESIA: A volte il vento urla per tutta la
tristezza del mondo che la gente
si porta dietro come un’ abitudine. – 26/03/2017
Teresa Ghigo
POESIA: POI ARRIVASTI TU
Poi arrivasti tu
a disegnare creste ed onde,
ad ungere di azzurro i giorni
colmandoli di suoni
nel corpo che nell’amore danza.
Non percepivo l’equilibrio
nel mio divenire donna:
l’anima fanciulla, trafitta
dentro un corpo esile
non comprende la marea
ne il ritmo che incalza.
Il mistero della vita
non penetra
nel suono di conchiglia,
si affievolisce, si assopisce
diviene morte.
Ma poi, arrivai anch’ io
a perdermi
per strade e piazze
riversando nei miei risvegli
moti di allegria, risate
trattenute troppo a lungo
che ora scorrono sicure
in attesa di poter volare.
Teresa Ghigo – 26/03/2017
Rita Lapani
POESIA: Guardare la luna,
E pensi
Sogni non realizzati.
Sia condiviso e sprecarli,
Vedo i suoi occhi.
ovunque guardo,
solo che penso.
perché io ti amo ancora,
senza di te non posso vivere …… – 26/03/2017
Alberta Lo Castro
POESIA: La mia infanzia
Era ieri la mia infanzia
ed io ebra di gioia
coglievo olive.
Felice nella natura
la mia voce univo
a quella dell’eco.
È bella la mia campagna
inondata di luce,
là il sole brilla per tutti.
Tutto è verde
tenera la terra
tutto si schiude in primavera.
Là, assieme a mio fratello,
solevo giocare sotto il sole cocente. – 26/03/2017
Iris Battistini
POESIA:
L’INFINITO E’ LA MIA LUCE
Non so da dove tu sia venuto:
forse dal pianeta delle fate,
o dal pianeta delle cose piene,
o dal pianeta delle radici
Perché qui,
in questa stanza,
la luna è piena,
è pieno il tempo,
le parole sono piene
e la terra ha radici,
hanno radici i mari,
i colori hanno radici
Anch’io ho radici
e sono piena
d’uno stare bene profondo
che m’era sconosciuto
– 25/03/2017
Roberto Spinella
POESIA: Chiudi gli occhi
Hai sete,…una brezza di vento ti solleva i capelli,il sole ti scalda,hai sete…chiudi gli occhi… Io ti do da bere… Senti l’aria che sa di mare,hai sete…io ti do da bere…chiudi gli occhi la tua bocca è sempre più asciutta… Vuoi?io ti do da bere…hai sete…il vento ti accarezza il viso,lascia dietro a se il tuo odore…hai sete…io ti do da bere,la sabbia ti entra nelle scarpe,hai sete…io ti do da bere…chiudi gli occhi, chiudi gli occhi,l’acqua del mare ti bagna i piedi,hai sete…io ti do da bere…chiudi gli
occhi…pensa,…la luna illumina il mare riflette sui tuoi occhi…hai sete,io ti do da
bere…chiudi gli occhi – 25/03/2017
antuart vergili
POESIA: La stanza è chiusa dentro ci batte un cuore gelido e solitario l’ aria appesa al muro come muffa come un colore nero nella stanza chiusa vive un uomo che non parla non sogna e nel silenzio muore . Cosa farà mi chiedo spesso che penserà …….come si può restare immobili in disparte mentre il tempo corre e passa …….fuori c’è ancora il mondo quello che tu stai dimenticando …feroce e indifferente ma unico …non credo che ci sia qualcosa di diverso ….dall ‘ altra parte non c’è respiro non c’è dolore ……apri la porta corri e se non puoi continua a camminare . – 25/03/2017
Sabrina Galli
POESIA: ARMONICO SUSSURRO
Le mani dell’anima
sono caldo silenzio,
inoltrato dallo sguardo
nell’astrale ridda estiva
che trapunta
il chiaro firmamento della notte.
Mani che posano
sulla gruccia di un ricordo
imprecise immagini
ingiallite in una dispersa traccia,
nei palmi schiusi del tempo.
Anche allora, allora come ora
mi smarrivo nel cielo notturno.
Era chioma
di betulla danzante la giovane età.
Filtrava tra i rami come luce dorata.
Nel forte chiarore
l’adolescenza ingentiliva l’asfalto.
Albeggiavano dal volto
fragili cristalli.
Tintinnavano, si urtavano,
si scheggiavano, si disperdevano
i timorosi fremiti
di una femminile metamorfosi.
Eccole ora le mani dell’anima!
Eccole nell’attuale presente!
Eccole in me nella cognizione
di essere donna e madre
oltre il diafano vetro delle memorie
ammantate dal vivere.
Uno scialle a cui lavoro.
Amore e passione come ferri
che si sfiorano in un armonico sussurro
ad ogni punto della trama che incede
verso l’ignota sorte.
– 25/03/2017
Jessica Colao
POESIA: Avrei dovuto esser donna prima.
Avrei potuto esser donna prima.
Delle ingiustizie.
Prima.
Dei confini.
Contorni dispendiosi.
Paesaggi fotografati.
Paesaggi non guardati.
Poche monete.
Pochi amuleti.
Sogni distorti le notti nei treni.
Baci interrotti da urla di rabbia.
Nei letti rotti sgualciti amari.
Cene da asporto.
Cenere a terra.
Lo smalto rovinato.
Lo sguardo bruciato.
Si pensa nel letto la musica è lenta.
Valigie pesanti disfatte.
Pensieri pesanti.
Pavimenti sporchi di ritorno veloce.
Sguardi.
Guardi.
Guardie.
Io e lui.
Io e te in una stanza.
Gli abbracci di nuovo.
Lacrime nei bicchieri dispersi.
L’amore ritorna.
Nei dubbi di parole distorte.
Il confine di uno Stato.
Strato d’ansia.
Paura.
Avrei dovuto esser donna prima.
Avrei potuto esser donna prima.
Delle ingiustizie.
Prima.
Dei confini.
Chiusi noi disillusi illusi.
Sognatori finti.
Dipinti.
Cerniere abbottonate.
Canzoni cantate.
Le mani incarnate.
Speranze di nuovo.
A tono.
Amore.
Punto.
Avrei dovuto esser donna prima.
Avrei potuto esser donna prima.
Prima. – 25/03/2017