Marco Onofrio

POESIA: L’OFFICINA DEL VUOTO

Battono, martellano i leoni
del cielo, rombano i motori
nascosti, gli operai mistici
sui magli – e i figli sui trattori,
a cingoli, che scalano crinali
dentro i venti, ombre di montagne
in controluce: arano canali
di colori, muti, con le mani
a soffio di conchiglia
che schiudono
vetrate dentro lampi
a panorami
e vivono da sempre, in ogni dove
la storia inconsolabile del tempo.
Anni sopra anni di sentieri
chiari, fluiscono, dai rivi
tratti sulla soglia di un silenzio
che non puoi sentire, finché vivi.

Urti scontri echi scoppi tagli
nelle correnti delle trasmutazioni
in cerchi a metamorfosi perenni.
Culmini d’abissi, golfi inquieti
e un gorgo d’ore lucido e profondo
che ruota intorno al giubilo
incoerente. L’aria è strana:
una corrente inaffidabile,
leggera. L’officina del vuoto
crea lo spazio trasparente
che ci fa muovere,
e l’invisibile mistura
che ci fa respirare.

Gli atomi intoccabili del cosmo
formicolando scoccano il presente
immateriale, senza fondo:
un fuoco bianco, diafano, produce
irradiazione onirica di forme
fluide sulle nuvole
vibrano impalpabili figure
di luce senza ombra che si accende
e uno splendore scende
che non puoi
mai più dimenticare.
– 26/03/2017

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manuela marchi

POESIA: La vita non sarà mai come la sognavi da bambina, con principi azzurri e cavalli bianchi… Sarà una salita… Sarai sola… Ti sentirai maledettamente diversa… Ma poi, col tempo, imparerai ad amare le salite e quel tuo essere diversa perché saranno proprio le difficoltà a renderti SPECIALE!!! – 26/03/2017

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Giacomo Cancellieri

POESIA: Ode a Giacomo Leopardi

E odo la terra che canta
la sua sfericità,
Questo tutto che ruota
e il suo moto volge.
Ed è fluire sincero
Che amicizia onesta
Al mio cuore desta.
Nutrito dissetato vengo.
È terra che tende incline
Per stagioni divenire
Come a dire di non mentire
A quell’ essere incline
Che in noi vuol fiorire.
Ed il cangiante viene e va
E sempre novo agl’ occhi
Appar l’incanto.
L’udito al suon di lei s’ accosta
E beato sa
Quant’è ardua
La via ch’è felicità. – 26/03/2017

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giordano gaetani

POESIA: Siamo ciechi di fronte al futuro/mura altissime si ergono di fronte a noi/le stesse mura che cinsero gerico/chini reclamiamo la pace dove pace nob c,`è/stanchi continuiamo il nostro martirio/il domani è un sentiero impervio, ma il sole risplendera`ancora a segnare il nostro cammino. – 26/03/2017

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MAURIZIO BERGITTO

POESIA: Ho visto Napoli

Ho visto Napoli citta colorata, piena di umori sociali diversi splendida realtà che s’ affaccia sul golfo tanto cantato e ammirato
Napoli unione di cuori e persone variegate d’ animo e di coerenza, citta che nei secoli s’ arrangia per non cadere ma sempre alta s’ avanza,
aria Partenopea che si scorge passando per i vicoli scuri dei quartieri altro mondo per noi che qua viviamo
magica atmosfera di giullari e cantanti che allietano le giornate
il Vesuvio a guardia della citta solerte attende nel suo torpore e immane sentinella veglia sulla città di Pulcinella
ho visto Napoli e in me rimane il ricordo

– 26/03/2017

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Roberta Milletari’

POESIA: SPERANZA
Il silenzio
Il respiro fino in fondo
Con me, solo il battito del cuore..
Nel buio penso già alla luce che verra’,
La riconoscero’
È già stata qua..
L’aspetto..serenamente. – 26/03/2017

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Ilaria Pili

POESIA: Ruvido

Appena prima di dormire una carrellata di pensieri
Come immagini proiettate nel buio.
Indugio.
Assaporo quello che vorrei,
mastico quello che ho avuto,
delineo i contorni di ciò che non avrò mai.
Sembra tutto così ruvido – 26/03/2017

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Maria Antonietta De Carlo

POESIA: L’attimo infinito

Se volessi parlarti
in un grigio mattino d’autunno
sceglierei la pioggia
per spiegarti
ad ogni goccia che scende
quanto sei importante!

Se volessi vederti
in un giorno d’inverno freddo, tetro e brullo
sceglierei la neve ed ogni fiocco,
volteggiando nell’aria,
disegnerebbe per te
i tuoi sogni più belli.

Se volessi ascoltarti
quando sbocciano i fiori
e l’erba è verde
e la natura si sveglia,
sceglierei un passero
e la sua voce, sarebbe il tuo canto.

E se infine volessi sfiorarti
accarezzarti e toccarti…
sceglierei il mare con il sole ed il cielo!
Di ogni onda ti coprirei
col cielo azzurro e i caldi raggi
investirei il tuo cuore.

Ed ogni attimo, così,
sarebbe infinito! – 26/03/2017

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gabriele geroldi

POESIA:

Hai ragione, questo posto fossilizza l’anima.
la intrappola in un’ambra , come fosse uno di quegli stupidi “proibiti” . Opaca ti risbatte in faccia la miseria che ci si ostina a perpetrare.
Un paradiso costruito su misura ,
Fatto per bastare , per nascondere , per assuefare.
Anelanti spirali di ovatta
Morbide ripercussioni
distese su trame fitte .
Reti iperestese, labirinti di bugie e materia.
Ti fa credere che non serva a nulla illudersi, ti lascia adagiare su quella stessa palta che rigurgita dal suolo e di cui si nutre.
Infrangere promesse , aderire ai motti, sconvolgere la macchina……. Dissodare il terreno e coltivare frumento.
Hai ragione tu…
Qui è impossibile mettersi in gioco.

– 26/03/2017

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augusto picci

POESIA: nuvole bianche e fumose
passano silenziose
senza un lamento un sussurro
intente a pascolare
nella vasta immensitÃ
di un vasto cielo azzurro
apicci
– 26/03/2017

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