Luca Spagnoletti

POESIA: Scivolare Facile

Quelle cose che non abbiamo mai fatto
sono nelle poesie nelle canzoni
nell’ascensore che va su e giù
sempre troppo lontana dal confine
nelle scale da riverniciare
nella videocamera che becca i pesci piccoli
credici
sta succedendo qualcosa
ma il premio è non finire appesi
il gioco dell’impiccato
ma tu hai sempre preferito
il gioco del silenzio
dietro la lavagna
ora ci sono i resti di una centrale nucleare
la secchiona del primo banco
è finita a vendere crack in strade mica male
il primo della classe si aggroviglia in una camicia
il teppista della classe accanto
ha trovato una bara d’occasione di faggio
tenuta con l’elastico
la sua ragazza di allora insegna a camminare
ai bambini ciechi
fa quel che può e lo fa sulle punte
lo avresti mai creduto?
i bidelli fatti di lsd
sono ancora lì
solo che adesso pregano
Mia Khalifa di venirli a salvare
i giovani supplenti si sono squarciati il collo
l’ultimo giorno prima della pensione
tutti ci dicono a memoria
come dovrebbe scivolare facile
Molly ha solo ventidue anni
il suo ragazzo le scrive lettere dal carcere
molto lunghe e concupiscenti
tra un intervallo e l’altro
in cui ha stretto tra i denti
l’asciugamano che gli passa il secondino
e un pò del suo orgoglio
quello che rimaneva
brutta storia quando a una guardia
piace il tuo nasino alla francese
per le t shirt
sporche di sangue
non c’è più mamma a lavartele
e quel negozietto a gettoni non è niente
solo una copertura per feti screditati
stanchi riti
che nessuno può insegnarti
nel momento in cui
hai cominciato a guardarti le spalle
sei diventato lento troppo lento
tutti la davano a cinquanta invece la noia
è la fuori in ghingheri che ti fa ciao in hawayano
dice che tocca proprio a te
maionese spalmata di muffa
una tendenza cremosa al suicidio
non lo credevi eh,
ma i pesci hanno abboccato ancora
ingenui perdenti sono più furbi
di quanto pensassi
perchè hanno imparato
tutta la lezione a memoria
il giorno in cui tu ti sei dato malato
la pelle del cielo
non si vende più alle bancarelle
tutti ci dicono serafici
come dovrebbe scivolare facile
l’acustica di ogni vita è così debole
da rasentare l’assurdo,
la ragazzina alienata coi tagli lo scrive sul diario
indecisa o meno se sottolinearlo
Molly non risponde più alle lettere
ed ha imparato a guardarsi attorno
i gatti le fanno casino
sfiorandole le unghie
qualcuno manda calci alla pompa di benzina rotta
l’angelo di Benny Hill lo rimette al suo posto
mentre da una seggiola di canapa
conciona le femministe dei corsi antistalking
fantastico
i morti per eroina
al posto degli scaffali delle biblioteche
le siringhe invece dei libri
falla scivolare
sopra il laccio emostatico
con cui Christiane f sta legandosi il dito
per ricordarsi di legarsi il braccio
la ragazza che insegna ai bambini ciechi
fa agli alunni:
qualcuno sa dirmi cos’è l’amore?
-a che ora si mangia,prof ? -mugugna il più sveglio
il ragazzo di Molly
è uscito per buona condotta
ha perso un pezzo del profilo
ma prima di constatare l’effetto sorpresa
fa un salto al bar sulla statale
si siede e la vede con un altro
a scopare sopra il biliardo
il pube bianco latte che sembra una suora di Detroit
-avevo bisogno di soldi,come tutti-fa lei
lui le chiede perchè non ha risposto alle lettere
con un sorriso che è una strada in salita
e poi se ne stanno un pò a discutere
l’altro se ne va canticchiando
che tutte le donne raccontano bugie
allo scemo del paese
o ne hanno piet
mentre gli ubriaconi applaudono a caso
la fasciatura sul naso gli dona
forse se ne tornerà in carcere prima o poi
a vendicarsi o farsi stincare
ma c’è sempre tempo
per nominare con un altro pò di sperma
il proprio erede universale da due dollari
toc toc-dice dio-
sono venuto a vedere se tutto andava bene-
e se ne va con gli incassi del biliardo. – 19/03/2017

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elisabetta galvan

POESIA: Hai annunciato il tuo arrivo, con un raggio di sole che filtra l’alba del mattino, con il mandorlo in fiore che profuma di rinascita , l’erba verde che riveste il terreno togliendo la nudità dell’inverno.
Il silenzio delle giornate fredde e cupe lascia spazio al vociare allegro e festoso dei bambini.
Le vie dei quartieri si risvegliano con le nonnine che, tolto il manto e il copricapo della stagione fredda, riprendono le loro chiacchierate del pomeriggio sedute a guardare i passanti con aria curiosa per carpire le ultime novità del paese. I giardini sono più curati come forse si cura di più l’anima quando tutto fuori splende, quando l’azzurro chiaro del cielo penetra nelle crepe di cuori affranti.
Si riprende ad annaffiare i fiori, come si annaffiano ancora i sogni, si coltivano le speranze, le passioni.
Il calore del sole aiuta a respingere il freddo che ha indurito i nostri pensieri.
Mani giunte che pregano accarezzate dalla luce che filtra dagli alti finestroni della chiesa, menti più predisposte ad accogliere, volti che si riprendono un sorriso.
Volano leggiadre farfalle variopinte, stormi di rondinelle volteggiano accarezzando il sole e danzano la loro ballata che le porterà ad esplorare chissà quanti e quali luoghi.
Passeggiando con te, bimbo vivace ed affamato di vita, corri perché vuoi arrivare in fondo alla via prima di tutti, mi chiedi se ce la farai a raggiungere il rosso del tramonto prima che venga rapito dall’imbrunire della sera.
Corri, domani andremo ancora a raccogliere un fiore, una margherita, una violetta…benvenuta primavera, bentornata vita.

Elisabetta Galvan

– 19/03/2017

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Mirco Cesarini Mirco

POESIA: Il bicchiere rotto nella sera.

Il bicchiere rotto nella sera,
un rigo di vino lungo la seta.
Qualche bacio,
una carezza.
Dolcezze dell’ultimo abbandono.
Sciolgo le ali,
vibro d’ogni passione.
Porgo l’altra anima,
sempre nuovo, mai pronto.
Mi pento d’ogni specchio che non fui.
Accolgo, dentro me,
ogni caleidoscopio,
mille facce, volti, di un unico gioco.
Sfioro con la punta delle dita,
le punte dell’animo mio.
L’albatro fugge in questo vento. – 19/03/2017

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Rosalba Spagnuolo

POESIA: Ascolta….senti il trillino, lo svolazzare per la felicità d’un dono.All’alba, con fare furtivo, preparo momenti di dolcezza…. Meraviglia nello scorgere li, battiti d’ali gioiose. Ma ecco, svanita è la gioia…. ali più grandi si nutrono di questo tesoro – 19/03/2017

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Massimiliano di Mauro

POESIA: Si sentiva come se la morte l’avesse seguito per tutta la sua esistenza, una presenza discreta mai ingombrante, mai cosi lontana da perderne le tracce ne tanto vicina da rimanerne folgorato, se non fino al giorno in cui avrebbero giocato la partita a scacchi che li attendeva fin dal momento in cui tutto ebbe inizio.

di Mauro Massimiliano
– 19/03/2017

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Luigi Foglia

POESIA: Deleterio

Era come correre da fermo
Inseguire quel sogno
Vile quanto le notti trascorse solo
Abbracciato a quell’unico scopo:
Vivere.

Era com’è oggi, adesso,
Inseguire il tuo di sogni
Così ho trascorsoil nostro tempo
Immobile qui, abbracciato al tuo corpo:
Amare.

Sarà come vuole il mondo
Raffigurato dal disegno di un bimbo
Il quale ancora una volta mi dipinge solo,
Senza possibilità alcuna di perdono:
Morire. – 19/03/2017

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Tancredi Di Cecilia

POESIA: IL MONUMENTO AI CADUTI.

S’ erge maestoso dentro a ”la piazzetta”
il monumento a quegli eroi nostrani
che, per amor di patria, han dato retta
a incerti comandanti e capitani,
e, armati di fucile e baionetta,
partirono a difendere il domani.
Convinti di salvar la propria terra
andarono a finir sotto le armi,
sperduti al pari di colui che erra,
tra carri armati, polveri ed allarmi,
morti da eroi nella ”grande guerra”,
or ritrovati in questi freddi marmi.
Io mi domando:-Ne valea la pena?
Morire giovanissimi a vent’anni
per la medaglia, per la pergamena
sperando che la storia non si inganni,
che non soltanto vi ricordi appena
ma la memoria corta ancor vi osanni?
Un tempo ero studente liceale,
Io ero come voi, fin troppo uguale
attaccato alla patria e al suo ideale
nutrivo un sentimento nazionale
pronto mostrar le unghie ed il pugnale.
Ma Dar la vita oggi a cosa vale.?
Lo stato non condanna l’ illegale,
lo leggi sempre su ogni giornale,
siamo guidati da mediocrità letale.
Oh miei caduti invano, io ci sto male
a voi verso le lacrime e il mio sale,
e se in ciel’ m’ascoltate… BUON NATALE.
Notte del 24/12/2016
– 19/03/2017

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Antonino Calì

POESIA: IN SILENZIO

Lo senti che silenzio
è la voce della natura,
solista in un luogo immenso
emana seco un’aria pura;
volgendo gli occhi dentro
trovo angoli di vita,
come è bello il vento contro
lo rallento con le dita;
cerco e trovo nel silenzio
ogni dove, ogni via,
perché è proprio in quell’immenso
che si è in vera compagnia. – 19/03/2017

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Franco Barillaro

POESIA: Introspezione

Labirinti della mente, percorsi un milione di volte, proiezioni di figure, immagini sospese, come fossero un po’ più sotto al centro della testa, all’altezza della ghiandola pineale. Pensieri, ritornano sorrisi di sguardi incrociati, che fanno stare bene, altre volte paure,angosce, come fossero pareti che si stringono,che ti soffocano. Ma poi il tempo, amico della mente spazza via. E poi di nuovo, un vortice ti assale, e giù per un tunnel, sembra venirmi addosso una nebbia.. pian piano si dirada, ecco si ti vedo… no,sono….IO. – 19/03/2017

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