POESIA: “Fiori innamorati”
Sai di vento, quando te ne vai,
porti con te tutti i nostri profumi.
Sai di sole,
quando mi guardi e stiamo insieme.
Sei una rosa selvatica, delicata ma intensa,
ed io come un girasole seguo il tuo profumo.
Voglio far l’amore con te in un prato,
con qualche papavero qua e là,
che con i sui petali mi ricordi la tua pelle delicata,
passarti le mani tra i capelli,
come i fiori che aspettano il sole e hanno premura di sbocciare.
Poi finalmente sboccia la prima rosa,
per dare il senso,
l’appartenenza.
La seconda rafforza,
colori, profumi
ed ha il potere di ristabilire equilibrio.
Infine la terza rosa è quella che regala la visione completa di ciò che siamo e vorremmo essere,
quella che toglie i dubbi e dona un profumo diverso alle paure.
Ogni volta che i nostri sorrisi si incrociano,
tutto in me sboccia e fiorisce.
Ogni volta che i tuoi occhi incrociano i miei sento un vento leggero di primavera,
che dona nuovi profumi.
Siamo fiori innamorati, governati solo dalla luce.
– 16/03/2017
Autore: webadmin
Rita Ripanti
POESIA: LA MIA PARETE LUCENTE
Quanti piccoli specchi appesi alla parete
Di strane forme
Cornici diverse
Belle, eleganti, curiose .
In alcuni il mare
Altri ricordano paesi lontani e ricordi passati.
Sono lí….tanti occhi sempre aperti
Che vegliano e brillano nella notte.
Prima di chiudere gli occhi
Come tante lucciole sfavillanti
Rapiscono i miei pensieri
Ecco, ora si vola lontano
Sopra l’impossibile…
Ma all’improvviso si torna a terra
E negli specchi…
…lo stesso sguardo
la stessa donna
lo stesso cuore
– 16/03/2017
Luigi Vaglio
POESIA: Sīdereus
Note sperdute
sono masse,
insieme si attirano,
violenza di scontri
frammenti ed incastri.
In un lampo
il Sistema si accende,
si desta il sole della musica.
Della nebula di ricordi
vento solare e musica
spazzano le polveri,
proiettano gli elementi
e Luce si spande
sopra e sotto la pelle.
Scrive un motivo nella mente
un evento cosmico latente,
esploso in una notte
come altre luccicanti stelle,
ormai smarrite e consumate.
Vuoto nel vuoto siderale. – 16/03/2017
Antonella Chiego
POESIA: Tela dei ricordi
In quanti sogni ti ho dipinto,
ho perso il conto.
Uno schizzo sulla tela
e ad un tratto il tuo viso prendeva forma.
Ho atteso invano
che quel volto prendesse vita
e mi donasse la dolce morte di un bacio.
– 16/03/2017
Antonio Bianchessi
POESIA: COME LA RONDINE
Vorrei come la rondine
tuffarmi a capofitto in una sera
di porpora ubriaca
incontro ad infinito tremolare
e quindi con un grido
gioioso di delirio e di preghiera
tra guizzi luminosi
di un’acqua che risplende serpeggiare
E giungere ad un lido
estremo tra i riverberi del sole
con l’ultima scintilla
di un fuoco che si accese per amore
Vorrei che la mia voce
un’eco si facesse nel fragore
di un’onda che rinnova
il bianco dei primordi sulla riva
E a notte di quel volo
vorrei che trasparisse più leggera
la trama a un luccicare
di altissimo silenzio sopra il mare
– 16/03/2017
Fabio Carollo
POESIA: Tramonto
Asparagi danzanti
In punta di piedi,
Tra lampi di luce
Che illuminano i campi,
Son come aghi di Pino giganti.
Spicchi di sole
Come arance di Spagna,
Brillano di sapore lontano,
Mentre sfioro
con la mano
Spighe di grano. – 16/03/2017
Clara Maria Bertoglio
POESIA: Nei tuoi occhi io sprofondo,
Ma di amor io non affondo.
Se il mio sangue si fa denso,
Con il tempo è ancor più intenso.
Con un fiato d’amor mi riempio,
E il canto del cuor mio fa tempio.
Mi rituffo nel mio sentimento,
Che fa giuoco al mio turbamento.
Cerco il moto del ciel in te,
Ma io lo trovo dentro di me. – 16/03/2017
Rosanna Pecora
POESIA: La vecchiaia (continuo)
Una litania continua di malanni
acciacchi, tumori
per arrivare ad essere
un centenario
e battere tutti i record
tagliare il traguardo ambito
dell’età senescente
ed elargire edificanti
storie di vita vissuta
magari noiose, banali.
Meglio morire da giovani e inconsapevoli?
La vecchiaia come una soporosa
agonia, una lenta decadenza. – 16/03/2017
Marina Giovannelli
POESIA: per Nicolò
che non voleva
imparare l’alfabeto
Il custode
C’era e non c’era quando fluttuavano sussurri senz’alba né tramonti né variazioni d’ombra nel tepore avvolgente. C’era con gli occhi chiusi immerso nel paradiso aperto dell’indeterminato. Non c’era per nessuno se non per quella voce che gli viveva chiara e si scioglieva in onde circolari
ai margini del vaso.
Ai margini del vaso nel nido opalescente dove si componevano a ritroso polvere di asteroidi memoria di comete fino alla sinfonia delle galassie fino all’estremo prima di ogni prima
fino al soffio fatale.
Fino al soffio fatale custodito nel cavo nella nota indelebile dispiegata in concentrici assoli trattenuta in germogli di stupiti silenzi liberata nel grido di meraviglia e pena davanti al mondo sconosciuto.
Del mondo sconosciuto apprendeva i segreti, li prendeva da labbra dolci come mani strette sul melograno da succhiare col nettare del nome parole dure e tonde da gustare da custodire intatte nella gola sicure come il latte della vita finché la vita è
memore del latte.
per Nicolò
che non voleva
imparare l’alfabeto
Il custode
C’era e non c’era quando fluttuavano sussurri senz’alba né tramonti né variazioni d’ombra nel tepore avvolgente. C’era con gli occhi chiusi immerso nel paradiso aperto dell’indeterminato. Non c’era per nessuno se non per quella voce che gli viveva chiara e si scioglieva in onde circolari
ai margini del vaso.
Ai margini del vaso nel nido opalescente dove si componevano a ritroso polvere di asteroidi memoria di comete fino alla sinfonia delle galassie fino all’estremo prima di ogni prima
fino al soffio fatale.
Fino al soffio fatale custodito nel cavo nella nota indelebile dispiegata in concentrici assoli trattenuta in germogli di stupiti silenzi liberata nel grido di meraviglia e pena davanti al mondo sconosciuto.
Del mondo sconosciuto apprendeva i segreti, li prendeva da labbra dolci come mani strette sul melograno da succhiare col nettare del nome parole dure e tonde da gustare da custodire intatte nella gola sicure come il latte della vita finché la vita è memore del latte.
– 16/03/2017
corrado centioni
POESIA: Perle di resina
In un mare liquido fatto
di stelle di sale lo Spirito non ha bisogno più di nulla, neanche di se stesso
Impercettibili altre manifestazioni di se,
un numero incalcolabile di presenze sussurranti vita che costituiscono l’Oceano dell’unità divina
E ogni goccia torna al mare, silenziosa
E ogni bimbo a sua madre, che riposa
E ogni istante al suo tempo, che non osa
– 16/03/2017