POESIA: Quando cammino, guardo
la gente che cammina.
Guardo pure chi stà seduto al bar,
mentre guarda la gente che cammina
e tra la gente, ci sono pure io.
Ed io, divento gente,senza volerlo,
Gli occhi della gente guardano ovunque,
La città è un fiume di occhi,
che scorre lungo le strade.
Anche quando restano deserte.
– 27/02/2017
Autore: webadmin
massimo bisconti
POESIA: SI SENTE POCO IL SILENZIO
IL RUMORE DELLE NUVOLE
E’ VELOCE
CORRONO,SI SCONTRANO,SI NASCONDONO.
SI SENTE POCO IL SILENZIO
IL RUMORE DELLE NUVOLE
E’ LENTO,PIGRO,SLOW. – 27/02/2017
Cristian Ciccone
POESIA: 21 MARZO
Sempre mai oblierò
La figura tua frale
Qual bambola a nova vita
Sul talamo rosa venuta.
Fuori era primavera
E primavera fu nel mio cuore
Care ti furon Cerere e Demetra,
Care sempre a te saranno
La vaporosa Venere
E Minerva dagli occhi del lampo
Caro a te è ancor
Questo mio cuore addolcito
Al tuo tenero sguardo
E ora, qual fiore alla vita
In bionda corolla che schiude,
Le gote vermiglie pel ratto sorriso
Che t’abita il volto;
Or che gagliarda ti volgi al sole
Degli anni tuoi
Come messe
Che bionda s’agita al soffio
Fiorile,
Volgi alla vita, sicura, fermo
Il tuo sguardo cilestre e poni
In azione quel che avesti nell’animo
Giacché sempre veglierà su di te
Con fiducia questo
Mio vago spirto e gli altri che
T’amano e che or cedono il passo
Al tuo certo avvenire
Sciogli l’abbraccio, la mano
Disgiungi, fanciulla che oggi
Aprì gli occhi di donna!
– 27/02/2017
Pietro Zanfabro
POESIA: Un crescendo travolgente
Quale strana traiettoria percorre il vento
Morbida, asciutta, impenetrabile
Si confessa il contrabbandiere
E chi ha tradito ammette il peccato
Rinunciano alla fuga gli amanti perduti
Il crocefisso ha benedetto tutti
Anche i ladri ritornano in strada
Anche la madre che ha partorito in una latrina
Che strane voci sto sentendo
Pare una musica di palude umida sulla pelle
I contadini hanno riposto i loro arnesi
Le creature del bosco ritirano nel fogliame
Par che il tempo mastichi il proprio tempo
E i pianeti si scambino le traiettorie
Gatti e topi dividono quel che han trovato
Chiave di un mistero non facile da capire
Implacabile il maroso offende le sabbie
Alghe arrese si lasciano spingere a decorosa morte
E tutto il resta accetta come una abitudine il fato
Non sento voci di conforto alcuno
Ciascuno è solo nel taglio della cima col mondo
Percepisco solitudine dappertutto
Del resto il mondo nel dolore offre le spalle
Una nota altissima sublima paura e coraggio
Come l’eccheggio di un’aquila intimorisce la valle intera
E alla certezza della fine si rassegna ogni cosa ospitata
Alzo il calice a questo scellerato tramonto della vita. – 27/02/2017
Mario Curcio
POESIA: RIALZATI
All’ unisono si eleva un tal lamento
di gente comune o anche possente
di opere senza cuore e per mille affanni.
Dei giorni nostri il segno infame
crepuscolo o alba boreale
forte preludio per noi umani.
Il lavoro nobilita soffusa memoria
Talità Kum ricerca ora le mente,
si riapre l’ era dell’ amaro ritorno.
– 27/02/2017
Andrea Vantini andreavantini@gmail.com
POESIA:
” I respiri che farò″
Così il dolore ti mangia il cuore
Quando l’amore perde il suo odore
Così la strada cambia le cose
Quando le lacrime si credono parole
E allora perché esiste il mare
Dentro di me il cielo non ci può stare
Non c’è una rotta per naufragare
Ma certamente una stella dove andare
Dov’è il coraggio di una volta
Quando la luna parlava ancora
Quando i tuoi passi erano incerti
Ma quei passi erano sogni
Non è di morire che devi preoccuparti
O del vento che non c’è
Ma non vedere più quell’isola dietro l’orizzonte
Questo deve spaventarti
Impara ad amare le foglie degli alberi
Il sorriso stanco del sole
La pioggia che cade con quel dolcissimo rumore
Un libro fatto di carta e silenzi da capire
Vivere non è impossibile
Sorridere tenendosi per mano
Giocare ancora a nascondino
Per il gusto di farsi trovare
Io la luna l’ho già cantata
Non mi importa se ci andrò
Non importa chi sarò
Ma come saranno i respiri che farò
– 27/02/2017
Carmine Pisano
POESIA: La Via di Gorga
Cosa accade? Siamo tutti intorno a te.
Guardi l’orologio, una visione meridionale.
Un giorno mi seguirai per conoscere, ti mostrerò le vie che dovremo attraversare, montagne enormi ed alberi, un vecchio con un formaggio ancora più vecchio.
Dimmi vecchio come usavi giacere nei sudori del viaggio e nelle remate al sole? Quando il postino col suo battello portò una lettera sconosciuta.
Asciuga le tue lacrime e prosegui con me.
Passo dopo passo arriviamo all’uliveto.
Pietra dopo pietra costruisci un castello.
C’è un cane che piange come una cipolla, nei suoi occhi c’è compagna tristezza.
Dimmi cane, come usavi giacere nei sudori del viaggio e nelle remate al sole? quando il postino col suo battello portò una lettera sconosciuta.
Asciuga le tue zampe e prosegui con me.
Questa è la via di Gorga, quando la notte diventa un giorno soleggiato.
Questa è la via di Gorga, dove il vino ti persuade a rimanere.
Dimmi Gorga quando sei nata e se i bambini si sono innamorati. – 27/02/2017
Cristina Ancuta Vieriu
POESIA: Amo. la vita. Fino alle lacrime, amo la vita. Con tutto il cuore piango la felicità . E vivo la magia infinita. Di quello che viene e quello che se ne va. Fino in fondo,amo la vita. Lo ricevuta come un dono. L’apprezzo molto,e vivo la tranquillità . Ché mi difende anche nel sono. Amo la vita come un bambino. E gioco il ruolo della umanità . E stato fatto il mio destino. Come il mare è l’eternità . Amo la vita come un sogno. Che mi rende felice notte e giorno. E non c’è l’ostacolo nel mio percorso. Per amare la vita, in bianco, nero o….rosso! – 27/02/2017
Simone Pollero
POESIA: Amori astrali
Cuori sincronici battono
Noncuranti del mondo intorno
Del tempo che passa e non torna.
Corpi unici, separati dalle ere,
Lasciano il loro presente per unirsi.
Distanti dallo spazio, ora,
Si ritrovano su pianeti
Lontani e vicini
Per un nuovo inizio
Un nuovo domani che non è il nostro.
Un nuovo inizio
Lontano da lingue di spada
Da pensieri che feriscono.
Sempre più vicini all’essenza dell’amore
Code di comete che seminano la terra
Donandole vita.
Uniti, infine, non si perderanno. – 27/02/2017
Anna Naro
POESIA: A lungo vi parlerò
Quando il silenzio avrà sbarrato
l’ultima porta che conduce a me
quando parrà che spenta quella luce
ordire potrà il rimpianto ragnatele
a strozzare la tenerezza dei ricordi
a lungo vi parlerò
Dissolta non sarà l’eco del sentire
che in ginocchio ha pregato
senza sosta e senza mai stanchezza
senz’ ombra di rimprovero o livore
Detersa dal dolore nell’aria fluttuerÃ
a narrare la gioia del dono ricevuto e
a braccia aperte accolto
della gratitudine per i giorni fertili
al sorriso emerso sulle labbra
balsamo per ferite ancora aperte
asilo sarà la dolcezza del cuore
ancora pulsante soltanto per voi
A lungo vi parlerò e vi difenderò
le mani oranti a intercedere
di fronte al mio al vostro Dio d’Amore
07/10/11
– 27/02/2017