Ramona Tribbia

POESIA: TITOLO: Silenzio

TESTO:
Fisso la pagina bianca.

Le parole sono lì,
sospese nell’aria,
muti segni indecifrabili,
geroglifici intraducibili.

Le parole rimangono sospese,
monche,
silenziose,
inafferrabili.

Un agglomerato di lettere,
non è parola.
Un’arcana magia
è la scrittura.
Fissare sulla carta
un concetto,
un’emozione,
il breve palpito di un istante.

Ma non stasera.

Le parole mi permangono oscure,
ostili.
Ingabbiate in un angolo,
un oscuro stanzino della mia mente,
stanno lì, mute e fredde.
Hanno perso colore e sapore.
Tra le mie mani non posso più stringerle,
sulla mia lingua non posso assaporarle.

Questa sera le parole
mi hanno abbandonata.

Straccio il foglio bianco,
sospiro:
nemmeno stasera avverrà l’incanto.
Ho parlato del nulla,
riempito di sconosciuti suoni
l’aria immota,
vuoti gorgheggi mi circondano.
Preferisco il silenzio a questa vacuità. – 10/02/2017

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Andreina Guarda

POESIA: L’abbraccio…
quel semplice gesto
della durata di pochi istanti
che ricompone in un solo attimo
chi in mille pezzi si era sgretolato.
L’abbraccio unico rimedio per ogni male.
– 10/02/2017

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Sabrina Serra

POESIA:
Quante lotte…..
Alcune vinte, altre perse
Errori e sconfitte.
Dalle macerie
un grido squarcia il velo di un cielo,
ancora tutto da scoprire.
È la vita che continua.
Vorrei poter avere la forza
di quel piccolo fiore,
dal fragile stelo,
ma capace di far sorridere
anche le rocce più aride
e allietare le alture deserte del cuore.
Vorrei avere gambe agili e forti
come quelle di un cervo….
Capaci di superare con leggerezza
le ripide, e i profondi dirupi.
Allora quel vuoto
costruito di attesa
si farà ascolto.
E quando anche il mio "sentire"
sarà sordo ,
come cima innevata aspetterò
protesa e immobile
il canto della primavera
che tutto trasforma e rinnova.
Come un ruscello d’acqua viva
ancora una volta
sgorgherà rinnovata
la speranza.

( pensando ad Animatrice) – 10/02/2017

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Stefano Tizzone

POESIA: Graziosa luna, di luce trabocchi
a rimirar la tua immensità, son i miei occhi,
sordo anelito pien d’angoscia
i miei sensi tormentati nella scia
dei tuoi raggi, in quella travagliosa selva,
che fecero sorger sul mio volto, la belva.
Nella notte il tuo esile suono, giova il mio cor
intrappolato nell’oscura via del tempo che fu.
Nebuloso il tripudiar dell’eterno mio mal
che al tuo apparir nel letto di stelle
brama lo straripante tripudio del dolor.
O mia Diletta luna, rifugio del mio cuore
fa che il volto mio possa liberarsi della belva,
ritrovando il colore del suo estro fiore,
ascoltando il sussurrar del vento dell’oscura selva.
Spavaldo e intrepido il mio estro incantato
nella luce del tuo giaciglio trovò la via del fato,
e nel ricordo di quello che un tempo fu il dolore
versa lacrime di libertà dentro al mio cuore. – 10/02/2017

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Sabino Masiello

POESIA: Uomo,
che corri per la tua strada,
che ti affanni cercando l’effimero,
rallenta un po la tua folle corsa,
e ascolta le parole che ti sussurra il vento,
ascolta il sussurrare della natura, e capirai molte cose.
Spogliati della tua superficialità,
ed entra nuovamente a contatto con la terra,
vedrai che tutto sembrerà migliore,
ma fino a quando non lo farai,
sarai come un cieco, e tutto sembrerà oscuro.
Uomo,
cammina di nuovo sulla terra,
e ritornerai a vivere libero.
– 10/02/2017

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Serena Mercadante

POESIA: ROMA
(dove sei?)

Là.
Dove le pallide sere cedono:
pastelli per tingere il buio,
parole di eremiti e diadema di sospiri.

Cedevole il passo alla notte arreso, lÃ
si attarda e attende nei viali a te noti.
Là,
abito le memorie, i momenti, le follie
l’indefinita poesia,
le dimentiche polveri dell’oggi.

Abito, come te
Quel silenzio inviolabile eloquente,
geloso e caro come parola amica.

Là, nella magia che ti somiglia,
torno fedele,
come l’onda che sempre ritorna
e bacia la sua sponda.
– 10/02/2017

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Marta Marta

POESIA: Ed ora staccati.
Le tue mani stringono troppo
Forte per le mie.
Mi hai dondolo ma il corpo tremava
Sotto il tuo peso.
Mi hai accompagnato lentamente ma
Le tue braccia annullano ogni mia presa.
Nel sonno profondo che mi regalava ho
Rivisto eventi abbandonati ma
Il risveglio non reggeva l’emozione.
La sera mi accogli
Il giorno mi graffi e ricordi
Quanta pena sai dare.
Mi hai aperto,evoluto ,scoperato e devastato.
Cerca di abbandonarmi con cautela.

– 10/02/2017

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guani tirelli gianni

POESIA: Madre d’oriente

E poi verrà la sera
E subito la notte,
e la notte il buio
e il buio tormento
fantasmi le paure
pugno di ghiaccio il cuore
retorica e avvilente commedia
dell’amore mai amato
del riampianto tradito
di promesse sbugiardate
da debolezze eterne
di un presente annichilito
da un rimandare incancrenito…
all’infinito
E l’attesa si farà panico
Il battito frastuono di turbine
Granello di polvere la mente
E l’inconscio spietato, assetato, ingannato
E il sogno del Budda
la vendetta liberata
Sulla carne consunta
di una coscienza vuota… inanimata
E la follia e l’agonia
E la morte… plastica e assoluta solitudine
Nell’abissale universo.
Il mio cuore è quello di un bambino
e il mio spirito, il mio amore infinto…
Madre d’oriente, non ascolti il mio pianto?

– 10/02/2017

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Sonia Scarpante

POESIA: Violenza

Ascolta i suoi passi
vigila su lui.
E che non sia fango
quello in cui ti getta con il suo sguardo.
Agisci con le membra
quelle con cui cercavi protezione
calandoti in un suo abbraccio
sfida la sorte e il suo desio
e rifuggi da ammiccamenti
che rapiscono l’idea di un corpo saturo,
smembrato da mille vilipendi.
Armati di coraggio
e sii impudente
perché la vita detta sentenza
solo se soggiaci ad essa
senza voluttà di forza.
Incatenalo con la tua ombra
e vanifica il suo sospiro
che possa perdersi
nei rumori di una guerra assordante
guerra in cui dovrà riviversi
per poter imprimere
le sembianze in una terra
che sa di donna.
– 10/02/2017

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