POESIA: Quando eri giovanissimo
correvi nei campi,
tu chiamali campi se credi
ma non erano
che siringhe, segreti
e ti facevi promesse nei campi.
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Categoria: Poesie
Modica Mattia
POESIA: Il ritorno della peste
Tremo al riecheggiare di un ruggito
tanto tetro e spietato che pare
non essere mai stato seppellito
nell’orrore dell’odio militare.
S’insinua nei cuori e si diffonde
nera epidemia che divide
che con la paura si confonde
e acceca, fomenta e uccide.
Guarda tutta quella gente infetta
che s’affanna a venerare un Cristo
che si danna per l’eterna salvezza.
Guardali i loro volti cupi
dissolti in un severo digrignare,
delle meccaniche bocche di pupi
non difficili da plagiare.
Imbrattano muri e memorie e
attaccano come infimi avvoltoi.
Inquinano come tossiche scorie e
rinchiusi nei loro cagatoi,
bloccati in follie accusatorie,
inneggiano a macabri eroi.
E scorreranno ancora
secoli di sangue e di inchiostro
e chissà se mai arriverà l’ora
in cui ci disfaremo di quel mostro
che divora vite umane
che annichilisce ogni libertÃ
che lascerà tutti senza pane
e ad uno solo darà l#039;autorità . | sorgente: https://www.google.it/ – 07/02/2018
bentivegna laura
POESIA: La tristezza è la fonte dell’intelligenza.
La gioia è essere felici con se stessi.
Quindi tutti questi sentimenti dove ci porteranno
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Crescente Alessandro
POESIA: I vecchi
Sotto platani in fiore,
Sì sentono dialetti sussurrati lentamente,
Come fossero un segreto di ricordi lontani ,che danno un sorriso .
Vedo movimenti lenti e affaticati,
A ricomporre capelli argentati spostati dal vento,
Su volti segnati dal tempo ,di una vita passata.
Li guardo seduti su di una panchina , ad aspettare un altra giornata . | sorgente: http://m.facebook.com/ – 07/02/2018
Briano Benedetta
POESIA: GIOIA E DOLORE
Ero un batuffolo di cotone
in un nido di pezzi di vetro.
Erano specchi.
Sono cresciuta, mi sono specchiata anch’io.
Erano vetri rotti, tagliavano, li ho raccolti e riciclati come ho potuto.
Eccomi mamma. A tratti madre.
Uomini diversi mi hanno accompagnato per spazi di vita.
Sono una donna. Una persona.
Mia figlia è comunque una gioia per me
perciò l’ho chiamata così.
– 07/02/2018
Carpentieri Antonella
POESIA: DiversitÃ
I tanti se
minacciano
pioggia
arriva il vento.
Luci
riflettono sull’acqua
respiro
alla ricerca
di punti strategici.
Straordinariamente
viaggio
nella sacralità …
scene di seduzione
padrona del mio destino
sosto
in piccoli sogni
in lunghezze rassicuranti
in bellezze delle diversità . | sorgente: https://www.facebook.com/ – 07/02/2018
Michele Rago
POESIA: E quel turgore provai nel mio letto
dolce e soave fu quel fragore
che rese il sentimento maledetto
che rifiutai e lo chiusi come un rubinetto. | sorgente: http://m.facebook.com/ – 07/02/2018
Meloni Alfredo
POESIA: Riflessi di sale
Un tenero abbraccio,
scivola graffiando il cielo
mentre l’alba sanguigna
saluta la notte.
Su ali di gabbiani neri,
che velano i profili ad est,
confusa e violenta,
l’anima, indugia
nello spiro del sole che nasce,
mentre controluce
qualcosa scompare
in riflessi di sale. | sorgente: https://www.facebook.com/ – 07/02/2018
Colonna Angela
POESIA: Mi sono sentita sola stando tra tanta gente
Ora son sola realmente
Ma briciole di ricordo raduno e solitudine più non sento
Le briciole che raduno
Ad uno ad uno
Son perle pregiate per me
Ne formo una collana col filo del ricordo
Ma ben presto un richiamo di realtà bruciante
Questo filo lo consuma
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Malambrì Giovanni
POESIA: Il cappottino rosso
Grigia, e cupa è la giornata,
come ieri e come domani.
Case, uomini e cose,
tutto è monocromatico.
Nebbia e neve, avvolgono
croci d’alberi spelacchiati.
Vedevo dalla finestra,
al buio, dietro i vetri,
il calvario e la sofferenza
che segnano l’esistenza,
di chi ha il solo torto,
d’esser figlio d’Israele.
Uomini, donne e bambini,
inseguiti, perseguitati e uccisi.
Una bimba di rosso vestita,
corre confusa tra la folla,
pensai ad un segno di speranza,
all’alba radiosa del domani,
che scaccia il nero della notte
più buia dell’umanità .
Non vidi più quella bambina.
Sentivo i pianti, le urla,
per violenze e torture,
respiravo sangue innocente
di atrocità e morte,
coperte dal buio della sera.
Le sirene smisero d’ululare,
i megafoni di gracchiare,
e i fucili di sparare.
Intanto la neve cadeva,
la luce dell’alba mostrava
le fosse comuni…
coperte dalla bianca coltre,
con sopra un cappottino rosso !
Illusione di supremazia,
rifiuto di pace e di memoria.
Ancora oggi, il cuore
ferito dal filo spinato,
dai campi dell’Olocausto,
attende che nasca l’amore.
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