POESIA: Ti ho cercato,
tra le sponde melmose
dei fiumi,
tra coni umbratili
d’alti alberi in filari.
Ti ho cercato
per l’impervie selve
al centro di foreste,
e in chilometri di tunnel
in miniere ormai dismesse.
Ti ho cercato
dentro quel sogno
in abbandono,
nelle attese dell’amore
per ogni tua languida
passione.
Ti ho cercato
nelle alte vette dei nevai
dove il cielo tutto intorno
crea un fremito d’immenso,
e diffonde
altra luce risplendente.
Ti ho cercato
nella polvere dell’ovvio
ciarliero d’ogni rango
credulo d’ogni età,
oratore sciocco
venditore ipocrita
di un’altra eternità.
Ti ho trovato
per l’innegabilit
del tuo splendore
giovinezza d’opale sognante,
d’esistenza ingenua
in crescita arrogante.
Ti amo vita
perché giammai negasti
al fato d’ogni uomo
il suo gioire
il suo patire.
Ti amo dolce Morte
più potente d’ogni dolore
più sensata d’ogni livore,
di suprema compassione
ispiratrice, musa incontrastata
dell’eterna libertà. | sorgente: http://www.poetipoesia.com/ – 23/01/2018
Categoria: Poesie
Carbone Claudio
POESIA: Non trapela
Verit
Da questo mondo finto
Ormai
L’amore è un istinto
Estinto
| sorgente: https://www.google.it/ – 23/01/2018
Bonfante Claudio
POESIA: Un respiro solo un respiro. Da trattenere da inspirare poi da contrapporre per saldare l’umido il scivoloso lo sfuggente di noi uniti fin lì divisi, col calore che ci fa credere arrivati dove sempre abbiam voluto nei pensieri e nei sospiri di noi due intimamente indefinitamente sconosciuti. | sorgente: http://m.facebook.com – 23/01/2018
Tatti Giuliana
POESIA: LIBERTA
attimi struggenti.lacrime di dolore.ricordi.solo ricordi e pensieri. il domani .l unica speranza di un domani | sorgente: http://m.facebook.com/ – 23/01/2018
Coslovich Marco
POESIA: Quella notte il rullio dei tamburi sovrastò il rombo dell’artiglieria da campo
Perché la periferia nord est, settore C23, fu messa a ferro e fuoco.
Già i feriti arrivarono a frotte ed i morti si contavano senza pallottoliere,
Giungevano i lamenti oltre la volta del rifugio allestito nel vecchio liceo abbandonato.
Carico di moribondi, tagliuzzati, scannati, lacerati, imbrattati di nafta e di benzina,
Scendeva lungo il declivio il carro trainato dai trattori recuperati nei magazzini.
Adele, responsabile in campo del deposito a nord est, schiumava di rabbia:
“Qualcuno ha dato a loro le coordinate del deposito!! Spie e traditori!”
Fu allora che ruggì la mitragliatrice del Duca, piazzata sul tetto di Gepi.
Un lamento straziante che vomitava inutili rappresaglie.
Alcuni guastatori aveva fatto brillare le mine presso la porta di Vastalinov,
Era dunque il bombardamento del settore C23 solo che un diversivo?
I nostri si posizionarono sulla linea 13, asserragliati tra via Vastalinov e via Rascova.
Ma risultò subito del tutto inutile cercare di difendere quel quartiere già da tempo esposto ad ogni attacco.
Sempre sotto attacco, intanto che il frastuono e il crepitare delle armi automatiche aumentava,
Il comandate Gari convocò d’urgenza una riunione operativa presso la palestra di via Ristanova.
Il centro città pullulava di cherubini vestiti di giallo,
Indifferenti alle raffiche e ai tuoni.
Fu allora che l’ala dei sostenitori della resa immediata ebbe il sopravvento:
Da oltre un anno si resisteva all’assedio inutilmente! Era giunta l’ora di trovare una via d’uscita!
Il comandante Gari a quel punto chiese di poter attuare il piano “vesta”, come concordato.
Ma fu proprio così che una granata nemica centrò la palestra e il muro a ridosso del tavolo del comandate.
Perdemmo il comandante Gari, il suo aiutante da campo Miri, l’esecutore operativo Risaliv, il geniere Savi, il capo squadriglie Adimo e il gran conestabile Puliriv.
Sulla nostra città cadde lo sgomento! Dopo 468 giorni di assedio senza alcun soccorso estremo, eravamo agli sgoccioli, privati dei nostri comandanti militari e senza alcunché.
Sibilavano i traccianti e cupe ritmavano le nocche dei balestrieri.
Squassavano le fragili rovine le vibrazioni telluriche causate dagli scompiglio dei mortai nemici.
Sbirciando tra le rovine delle Chiesa posta sulla collina di Sud est, del settore F 187,
Alcuni sostenevano di aver intravisto Rostinilov, noto con il nome di battaglia “Suri”.
Molti affermavano che era caduto in combattimento almeno un anno prima,
Presso la porta Nadilaniv, ma nessuno aveva recuperato il corpo mentre si sosteneva che fosse sopravvissuto e che stesse boicottando le retrovie degli assalitori.
Cari lettori, voi che leggete le povere righe sbilenche dell’ultimo cronista della città sotto assedio, voi non potete sapere cosa per noi fosse e rappresentasse Suri.
La polvere del soffitto ormai piove sulle mie povere carte e la luce della lanterna é agli sgoccioli, mentre odo i canti di guerra dei nostri nemici farsi sempre più nitidi.
Fu un bambino che giurava di averlo visto, con il volto sfigurato dal sangue e con una remintong in pugno e a tracolla un mitragliatore Mustang. Fu il bambino a riferire di aver parlato con lui.
Il messaggio era chiaro: “Gli assalitori erano agli sgoccioli! Decimati dal colera. Impazziti dalla fame! Con le minuziosi contate! Bisognava resistere ancora un giorno! Al massimo due, per vedere il nostro nemico ritirarsi e resistere!”
La voce girò perla città in fiamme cremisi, mentre altri riferivano di aver visto Suri e di aver sentito dalle sue labbra riarse una stupefacente notizia: una colonna di aiuti stava giungendo dalla capitale lungo la via dei laghi.
Mentre i mig volavano rasoterra trivellando di colpi la Basilica e la caserma dove erano acquartierati i nostri riservisti azzurri, la contraerea sparava gli ultimi colpi da settore D 37, l’unico ancora operativo.
Fu allora che un grido, un immenso grido si sollevò dalla madre terra, una immensa voragine sonora sovrastò i nostri singulti affannosi.
Anche gli assalitori ammutolirono le armi e solo l’odore acre della putredine dei corpi e del benzene misto a nafta e urina, sembrava galleggiare nell’aria.
I tamburi scemarono come fossero stati allertati in ritardo e i canti di guerra cessarono increduli, subitanei.
Fu allora che tutti udirono il tocco di una goccia caduta in una pozza di via Similinav angolo Via Burilinov.
Cava nera: 2 marziale 2040
Ore 35.67
– 23/01/2018
Moscatelli Alan
POESIA: Come giurasti al mondo
di non voler nessuno a fianco
cosi lui giocondo
volle inurti al torto
negatoti l’amore
provando per te disprezzo
così sciagurato l’uomo non volle
tu cadessi in compromesso
Non osare avvilir la tua persona
Non amare chi realtà ti dona
Non è così che imparasti a sognare
Non è cosi che tornerai ad amare | sorgente: http://m.facebook.com/ – 23/01/2018
Giangregorio Eva
POESIA: Come posso descrivere con un semplice intreccio di parole qualcosa di così grande, di così potente.
Qualcosa che non si può toccare, osservare, ma che a dispetto della sua apparente inconsistenza regge l’esistenza di ognuno di noi.
Ci salva, continuamente. Ci alimenta, ed è l’unica realtà, la più vera, per la quale valga la pena vivere.
Come posso descrivere quanto sia profonda questa verità, e quanto conti che ognuno di noi la ricerchi, la nobiliti, le rimanga fedele.
Forse non mi occorrono grandi cose.
Basta un gesto della mano, un sorriso accennato, gli occhi che mi guardano e mi attraversano.
Basta questo per sollevarmi in alto.
Due grandi ali bianche che mi portano lì dove non ho mai neanche sognato di poter arrivare.
Ogni volta è il salto di un gigante, un’emozione che mi toglie il respiro, perché ad una simile altezza, tra le nuvole, non ci si abitua mai.
E’ un accarezzare il cielo, la consapevolezza che non esiste tornare indietro.
Non esiste più ciò che si era, il passato appare solo come una lunga attesa.
E’ una vita nuova in cui sento di credere più che a me stessa, perché la forza che l’alimenta è più vera di me.
Ormai quelle ali, delle quali avverto nitidamente soltanto il fruscio, mi tengono sollevata da ogni altra realtà di questa cupa Terra.
So che la sofferenza che ne potrei ricavare è grande quanto è grande questo dono.
A volte, se mi allontano troppo, cado giù, fin quasi a precipitare verso il fondo. Lo vedo vicinissimo, lo riconosco.
Ma quelle grandi ali bianche mi tengono stretta e sollevata. Nulla è più forte di loro.
Sono loro che decidono quando mandarmi in picchiata oppure cullarmi dolcemente.
Sono loro soltanto che contano.
Io sono solo una creatura retta dall’Amore.
Una piccola donna che vive nell’attesa di compiere ancora quel salto, quando ancora una volta quegli occhi l’attraverseranno. | sorgente: https://www.facebook.com/ – 23/01/2018
Grifasi Ilaria
POESIA: Occhi non vi temo piú;
Intrisi di maliziosa innocenza
Nulla mi lasciaste
Dell’ingannevole felicità che fu.
Paura di quella tristezza familiare
Che affiorava col sorgere del sole
E tramontava con l’affiorare della notte:
Lei era incubi e sogni a perdi fiato.
Fuori da quella confortevole solitudine
Non un vuoto, ma incolmabile pienezza
Di codesta, ardua, emozione.
Se era amore non saprei dirvi
Ma Lei, piccolezza incantevole,
Cuore ed anima, consapevolmente, mi rubò.
| sorgente: https://www.google.it/ – 23/01/2018
Pippo Ilaria
POESIA: E il dolore è così forte che nessun grido urlato al cielo può scalfirlo.Ogni giorno il tuo volto torna nei miei pensieri e nessun pensiero è così intenso da rimuoverlo.Questa è la vita,quando hai vissuto e perso l amore.Per Jerry | sorgente: http://m.facebook.com/ – 23/01/2018
Cusumano Gina
POESIA: Il deserto
Il mio deserto non è di dune sabbiose
Mutevoli ad ogni tempesta,
Capaci di coprirmi o di spogliarmi,
Il mio deserto è arido
Dove il suolo è crepato
E ovunque volgo lo sguardo
L’immagine non cambia.
Le gambe pesanti e immobili
Non mi fanno avanzare
In nessuna direzione,
Non so cosa ci sia altrove.
Poi una pioggia fresca, Gentile
Che si prende cura di me,
Mi lava dalla polvere
E fa riaffiorare tutto quello che di bello c’è in me.
Una pioggia che mi fa sentire bene,
Viva come non lo ero mai stata.
Ho paura,
Sembra un’oasi,
Troppo bella per essere reale,
Non può essere
È solo un miraggio
È solo un miraggio.
Mi giro di schiena,
Ho paura,
Tanto ora scompare
Ora scompare.
Ho paura,
Ritorno nel mio deserto
Ma dopo la pioggia
Mi trasformo in un cactus.
Forse era meglio se non avesse mai piovuto
O se avesse piovuto per sempre.
| sorgente: android-app://com.google.android.googlequicksearchbox – 23/01/2018