POESIA: Ti guardo… non mi disseto mai,
mia fonte di serenità ;
ti ho trovata all’improvviso,
come oasi nel deserto;
riprendere il cammino non mi spaventa,
ti guardo…non mi disseto mai;
contemplo quel sorriso, perenne sul tuo volto persino mentre dormi.
Solo se tu fossi un miraggio,
allora sì che vincerei la sete. – 18/04/2017
Categoria: Poesie
FRANCO BALDI MERILDI
POESIA: VIVERE E’ COSI’ DIFFICILE
Vivere è così difficile
Che tutti muoiono
E non c’è verso
Neanche chi ha denari
Riesce poi a spuntarla
Figuriamoci chi
Ha solo picche e spade
O chi coi fiori
Pensa poter comprare
Tutto o niente
La seconda che ho detto
Vivere è così difficile
Che tutti trovano prima discesa
Fin dal primo vagito
E poi una lunga china
Per alcuni la salita
È così dura
Che rinunciano a priori
E si fermano
Qua e lÃ
Dove gli capita
Altri pur potendo
Proseguono per un po’
Soffrono piangono
Disperano bestemmiano
Ma vanno avanti
A volte pure ridono
Nella loro umana follia
O addirittura riescono
A gioire
Quelli sono fortunati
Han più culo che anima
O forse l’anima
Non ce l’hanno neppure
Che non han paura
Di perderla
L’anima questa sconosciuta
Dicono pesi 21 grammi!
Più le balle sono colossali
Più ci facciamo prendere
Ma i nostri nodi
Nonostante tutto
A volte li sciogliamo
A volte li riannodiamo
A volte li tagliamo
Gordianamente astuti
Ma quasi sempre
Dei nuovi ne creiamo
E mentre del male ci facciamo
Il tempo scorre
La nostra clessidra
Il nostr’orologio biologico
Non perde un colpo
Anche se noi
Nel frattempo
Di colpi ne perdiamo
L’importante sarebbe
Arrivare satolli
All’ultima misera cena
Perché davvero a quella
Niente c’è da mangiare.
– 18/04/2017
Vincenzo Digilio
POESIA: Lascerò questo giardino,
non curerò più i suoi segreti nei boccioli di rosa
né mi affaccenderò più fra il profumo dei tulipani
o metterò a riparo le nostre primule dal gelo dei silenzi.
Nessuna lacrima disseterà più i novelli germogli,
e chinandomi fra le margherite non porrò domande.
Le delicate orchidee sfioriranno senza il calore dei nostri abbracci,
come le camelie e le delie non si culleranno più ai nostri sospiri.
Lascerò che il tempo rubi ai gigli la loro purezza,
l’amaro rimpianto appassisca i lillà ,
il calore d’altri sguardi e altre mani secchino i nostri garofani.
l’odore della paura sostituisca l’intenso profumo del gelsomino.
Nessuno guarderà più il nostro giardino orlato dei raggi della luna,
cercando speranza o dicendo: <<allora esiste davvero!>>.
Nelle sere miti, non più lucciole come candele accese di giorni fanciulli,
rischiareranno l’aria dell’eccitazione di un incontro.
L’edera delle abitudini si radicherà attorno alle dolci siepi in fiore.
Lascerò, senza più te, che le erbacce coprano l’arcobaleno
dell’atono colore di una vita o un giorno
non più trascorso nel nostro giardino dell’amore.
– 18/04/2017
Chiara Carlino
POESIA: Risveglio
La tazza sbiadita
della mia infanzia
aspetta
il primo bacio del
mattino
Mia nonna risorge
nella fiamma che
scalda
l’eterno bricco
di latta arancione
la veste da camera nera
cosparsa di girasoli
la mano smussata
dall’acqua e dagli anni
il cigolio
lento
delle ante chiuse
aperte
come il fulgore improvviso
del ricordo
La tazza sbeccata
della mia infanzia
riceve
il primo bacio del
mattino
Mia nonna svanisce
con la fiamma
come l’impronta del respiro su
uno specchio
Troppo presto scolora
il fulgore del
ricordo
su quest’isola di mattonelle
ambrate che è
la sua cucina
Non resta che
qualche goccia di
latte già freddo
e sulle labbra l’inesprimibile
sete
delle nostre estati
perdute
– 18/04/2017
Gabriel Medina
POESIA: ERRANDO
Vedo il Nulla abbagliare il mio sguardo,
esso mi avvolge con braccia fragili.
Come un padre premuroso guida i miei passi,
come una madre gioisce ad ogni mio respiro,
ma resta lì, fermo,
in attesa di divenire Qualcosa.
Allora io troverò vita
in tutta questa noia,
in bocca un sapore nuovo fiorirà ,
sentirò il caldo gelo dell’inverno
e la quiete delle feste,
il profumo dell’amore
e il tocco dell’odio,
mai più niente via mi porterà …
…da te,
da te che nel caos di quei giorni sei scomparsa,
non hai lasciato nemmeno una traccia,
nemmeno un’impronta.
E’ un labirinto senza uscite,
speranze che sono macigni su di me,
ma ora rivoglio la mia finta pace
e nel mio eterno Nulla ritorno errando. – 18/04/2017
Marianna Meoli
POESIA: Sabbia
Gialla scivola inerme
Può essere un arma
O un gioco da spiaggia
Ti ha protetto da tutta la vita
È stata una compagna
E la tua unica amica
Il tempo è cambiato
Qualcosa è mutato
Lei è sempre lì
Più piccola ora
Non è come allora
Tu sei riuscito ad essere quello
Che avevi promesso a te stesso
– 18/04/2017
Alessia Bongiovanni
POESIA: Musica
Folle luciditÃ
Emanata
Non dal Parnaso
Né dal Genio o Intuizione
Ma da un fiore che
Ho colto
A strisce e a pois – 18/04/2017
Alessandro Politaki
POESIA: UN ALTRO WHISKY
Qualcosa mi distrae,
un pompino, una birra,
del whisky.
La stanza è stretta,
si può uscire dalla porta
solo se fai a gomitate.
Ancora qualche soldo speso male.
La muffa del soffitto,
il barman è un ladro,
e l’ira funesta
ospita nuovi assassini.
L’autista guida
senza controllo,
si schianterà tra qualche attimo
mentre la moglie
grida al telefono.
Andare a troie
è reato,
ma non poi così grave
quanto fumarsi
uno spinello.
Non hai lavoro,
ma in qualche modo
spendi i soldi per andare a troie
e per drogarti.
Non ha senso chiedersi
che senso ha la vita.
È meglio non pensarci,
rischi di diventare pessimista.
Dovrebbero ibernarci
forse verranno momenti migliori.
La vita non ha prezzo
ma tutto il resto si.
La vita va vissuta al meglio.
Anche se non trovi il tempo
per una passeggiata.
Anche quando
non hai soldi
ma li spendi per le troie.
Fare poca conversazione
darà vita ai tuoi fantasmi.
Ma in questo mondo
ci sono più morti che vivi,
alcuni sono già morti
prima di nascere,
altri moriranno dopo qualche anno
e altri non moriranno mai.
Se Jack è uscito dal gruppo
un motivo lo avrà avuto,
ma se tu sei fuori di testa
è inutile trovare un motivo,
fai prima a rovistare
tra i rifiuti,
è chiederti perché
la gente ci butta di tutto
dentro la spazzatura.
Non sappiamo che farcene delle cose,
della gente, degli amici, degli amanti.
Cerchiamo di occupare il tempo,
sembra che da un momento all’altro debba accadere qualcosa,
ma poi non accade un cazzo,
tutto è stabile e di pietra,
altro che rottura di coglioni.
Vorresti che la vita fosse un film,
che il bicchiere fosse sempre pieno,
vorresti che l’inverno durasse un attimo
e che in primavera piovessero dal cielo anche i fiori.
Ma c’è più merda per le strade
che dentro i cessi.
La cosa che conta di più oggi
è fare buon viso e cattivo gioco,
ma c’è chi si sente stanco
ed ordina un altro whisky.
– 18/04/2017
Luana Giunta
POESIA: Ricordo,
Insignificante ma così presente,
Sorriso,
Mai più visto qualcosa delle stessa bellezza,
Sguardo,
Così intenso da perdersi dentro.
Tu,
Così lontano ma così vicino
– 18/04/2017
Antonio Rispoli
POESIA: Tramonto Partenopeo
In una luminosa e calda giornata,
mi trovai a passeggiare sulle partenopee sponde,
dove la fine sabbia s’incrociava con le onde.
Mi sedetti, sui minuti frammenti dorati
dove milioni di persone, negli anni erano passati.
Guardai l’orizzonte, a me tanto lontano
mentre sulla fronte sudata passai una mano.
Il sole, coi suoi lunghi raggi rossi e lucenti,
stanco per la lunga giornata passata a giocare,
pian piano si andava a riposare;
mentre il cielo e il mare, illuminati dalla forte luce proiettata,
presero mille colori, come la tavolozza di un vecchio pittore.
Come se l’Universo, diventato un essere senziente,
in quell’occasione si fosse divertito a dipingere uno splendido quadro,
per alleviare lo stanco sguardo di noi poveri mortali.
Intanto, poco distante da me,
dove la sirena morì,
il grande castello si ergeva possente sulle sacre sponde;
mentre dall’alto, la grande montagna, col cuore caldo,
ci scrutava e vegliava come un amorevole madre.
A quel punto, pensai:
Noi piccoli esseri fortunati.
Noi che cresciuti in così tanta bellezza,
non possiamo fare più a meno di essa.
Noi che nascemmo artisti, grazie alla sua beltà ,
che da tempo immemore ci allieta.
Noi figli di questa terra accogliente e giuliva,
che troppo spesso è bistrattata.
E alla fine di questa giornata,
torno a casa col cuore sereno,
mentre ringrazio la bella Partenope
che tra le sue braccia mi ha cullato
e adesso mi sento rinato.
Rispoli Antonio – 18/04/2017