POESIA: Il decollo (istanti interminabili)
Inchiodato nei pensieri
Insabbiato di abitudini
Calcolatore di velocitÃ
di spinte e tempi
Cuore ed orecchie da compensare
sbadigli indotti
Giudi, stringi i pugni, leggi…lindo
Sapore di bambino
nell’altalena del volo. – 03/02/2017
Categoria: Poesie
lorenzo bonaccio
POESIA: Solitudine
Tu fredda crudele sensazione
solo tra la gente
Sei l’unica amica che ancora mi tien la mano e nn mi lasci andar via
Tante volte mi prendi per straziar ciò che resta della mia vita
Troppe volte litighiamo perché vorrei scappar da te
Ma mi tieni stretto nella morsa fatta di ricordi felici di ciò che era e nn è più
Così ritorno da te
E come un bambino ti stringo forte piangendo lacrime amare mi aggrappo a te mia unica consorte
Mia ultima sorte
– 03/02/2017
Iva polcina
POESIA: Le nostre utopie
Ritorna il ricordo
D’ingenue schermaglie
di parole non dette
di palpiti nascosti
e noi
come scalpitanti puledri
si correva
nelle praterie della vita
ma
al bivio
la strada fu divisa da sogni diversi e confusi
Anni, anni
come mattoni di una casa
si sono posati sulle nostre spalle
tu incontro alla vita
lottando per una marxistica giustizia
farcita di utopistici sogni
io
verso l’idealistico mondo delle Muse
cercavo di scalare montagne
conquistabili solo
nel poetico sogno della perfezione
i nostri sguardi
si sono incrociati ancora
le nostre anime
si stanno ancora cercando
per penetrare
forse
il senso della vita
e volano in alto
vicino, molto vicino
ai cieli
delle nostre utopie – 03/02/2017
Filippo Del Vecchio
POESIA: Roma : 30/09/2000
“ Il Mostro â€
Da una finestra di vetro argentato
Filtrava un gelido sguardo
E un’ uomo dal volto segnato,
Immobile mi stava osservando.
Muto!!!………………………….
Cercai di restare composto,
Sapendo che mi avrebbe trovato,
Da sempre lo tenevo nascosto
Ma finalmente si era ribellato.
Libero !!!……………………
Lo vidi imitare i miei passi
Coi suoi occhi sui miei sempre fissi
Cercando il momento più adatto
Per uscire dal suo mondo riflesso.
Lasso !!!………………………………….
Il mio corpo ne ha assunto l’ aspetto,
Ed ora che c’è lui al mio posto,nel riflesso,
Rifletto !!!…………………………………..
[Filippo Del Vecchio]
(Io mi descrivo attraverso il mio stesso Specchio) – 03/02/2017
Francesco Cusumano
POESIA: Il Vampiro
Svanisce la luce al morir del tramonto
Sì come la vita al cospetto del tempo,
Che schiavo e sovrano d’un corpo ormai spento
È il solo compagno di un animo eterno.
Abbandona il giaciglio al calar della notte
E tenebre infligge ai custodi del sonno
Che ignari spalancano ad egli le porte
Di regni dannati occultati dal giorno.
La luna si oscura e la notte gioisce,
Nel buio gli eventi son dati alla sorte;
Di pochi è l’ardir di simili incontri,
Ma il fato talvolta di accidia ferisce.
Non ha compassione, né risentimenti
Se non nel desiar la sua vita mortale;
Dei ricordi è il tempo un nemico fatale
Il cui inganno raggira gli eventi correnti.
Seduce le vergini con abili baci
Che affondano audaci in cerca di vita;
È la sua sete avita che lo spinge alla caccia,
Ma preserva al destino quell’ultima goccia. – 03/02/2017
Girolamo Di Paolo
POESIA: Da : Il Migrante
Un mare di sogni
D.G
Sto affogando in un mare di sogni
In un barcone alla deriva
non so dove ,ne quando arrivo
Mi indicano la strada le stelle
ma io non le capisco
so solo che son belle e luminose
Sto affogando in un mare di guai
il freddo della notte mi fa compagnia
mi penetra nella pelle mi accarezza le ossa
L’odore del mare non è male
ma preferirei qualcosa da mangiare
che non fosse salato
sono due giorni che non mangio altro
Siamo tanti eppur mai
mi son sentito cosi solo
mi aggrappo a tutto
pur di non cadere in mare
L’aurora mi da sollievo
un altro giorno si avvicina
non sai quanto amo
il colore della terra
ora più di ieri è simbolo di speranza
Sto affogando in un mare di sogni
– 03/02/2017
Milena Maniezo
POESIA: Poesia Titolo ” SCRIVO ”
è un inedito
…………………………………………………..
Scrivo , si scrivo con il cuore in gola ,
scrivo per non pensare,
per dimenticare, per ammazzare il tempo
che passa e và ;
quello che mi separa da te.
Scrivo ,perchè non non ho nessuno
nessuno con cui poter parlare, dialogare
come un tempo facevo con te.
” Era bello, mi piaceva molto “.
Di te, caro amore mio mi mancano
soprattutto le nostre chiaccherate
mi mancano davvero tanto ,e nel mio dolce ricordare penso ad alta voce .
QUANTI ?
Si ! a quanti discorsi ,in sospeso tra noi .
é passato ,tanto tempo dall’ultima volta che ci siamo visti eppure ancora oggi come ieri io , io non faccio altro che pensare a te ,al ttuo bambino ormai cresciuto ,a noi!
all’ amicizia ; alla bellissima amicizia ,e affetto sincero che un tempo ci legavano.
Scrivo ,ho scritto davvero tanto e nel farlo alcune volte ho pianto .
Ho pianto tanto ,di nascosto ,in silenzio .
Adesso scrivosi ! scrivo ancora
vorrei fermarmi ma fino a quando sò che c’è qualcuno di molto speciale per me che ama leggere quel che scrivo ,
continuo instancabilmente a farlo.
Quando tu ,amore mio non avrai più voglia di leggere io non avrò più voglia di scrivere;e sarà il nostro un capitolo chuiso
chiuso per sempre .
TI VOGLIO BENE .( SCRITTA DALL’AUTRICE IN DATA 01/06/2015 ORE 21:16 – 03/02/2017
Liberina Russo
POESIA: Li ho visti in un giorno di sole e vento,
gli occhi dello sposo,
occhi profondi come il buio
che cullavano un raggio di luce.
Li ho incontrati nella sacralitÃ
di un gesto di dolore
e di un attimo di paura.
Dalle tue labbra
sbocciavano fiori di primavera,
dalle tue mani
pugni mai dati,
dalla tua pelle
onde di malinconia.
Così pesante e assente quella tristezza,
così leggere e presente quella purezza.
Dietro uno specchio antico,
lo splendore e l’incanto
di uno sposo bambino.
– 03/02/2017
Elia D’Adamo
POESIA: Concerto
Metamorfosi dal muto al sonoro:
le corde s’odono vibranti
pizzicate di suono,
pizzicate d’incanto,
le braccia di un organo
si alzano tutte insieme verso il cielo
per accarezzare la mano di Dio.
Mari agitati schiaffeggiano la roccia,
poi, più calmi, teneramente la baciano,
si raccolgono in un manto,
le foglie bagnate di colori
che la natura inventa e ricrea,
al tocco d’ogni stagione.
Quando leggiadre, le fate,
si adagiano sull’arpa che giace,
e anche il violino tace,
inizio a danzare
la musica che rimane,
inchinandomi all’ultimo riflesso di luna.
– 03/02/2017
Andrea Mazzucca
POESIA: Ucronia
Risulta amaro il sangue di ratto
Mi avvelena partendo dal petto
Scheggie di polmoni fra le dita
Parenchima che pulsa di vita
E ho maciullato la carne al conflitto
Pressato forte,imbrattato il soffitto
Se ricadono i pezzi,il suono è già vecchio
Come goccie di pioggia,su un madido specchio
Tutto ha un suono, una certa frequenza
Un’ indomata sequenza
Cadono i pezzi e il suono è già vecchio
Goccie di pioggia su un madido specchio
Insita è la mia malattia
Vivere il tempo con l’ucronia
– 03/02/2017