Michele Monaco

POESIA: L’ERRANTE
Misero sei nel volto,
come spoglio e tremulo è il tuo esultare
mentre intenerisci la tua grazia
nelle fessure perlacee
nelle quali il fantasma pluviale
della tua memoria
attizza la sua fiamma
e il mozzo è il tuo capo sul tuo scheletro
che osanna la sua angustia
un lieve sorriso dovuto
arcobaleno aguzzo e fanciullo
della tua modestia che affiora
come l’ingenuità di un trastullo
beato con te stesso
e vivi
dandoti per mano.
Annusi sotto il naso l’alito
dell’anima tua che ti possiede.
Ricordi come ieri soffice anzitempo
in una crociata lontana
ma che traspare muta il tuo colore.
Caduto intrecciarvi l’essere nell’essere
cercando qualche spazio di ristoro
nei tuoi ventricoli.
Oggi nella tua prigionia
la rapina del tuo fratello Caino
ti comunica un altro editto infame.
Ma tu vincerai uomo invisibile
armato di un cuore disarmato.
Va in pace emigrando il tuo sogno
la libertà che non ti possono rubare
con la maestà di un cigno bianco
su pelo argenteo delle acque. – 29/01/2017

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PAOLA PERAGNOLI

POESIA: LA VALIGIA
Ho riposto silenziosamente in quella valigia tutto quello che era rimasto troppo a lungo senza luce.
Avevo immaginato che non mi servisse più , ma i tuoi occhi hanno guardato altrove, il tuo cuore ha preferito soffocare ogni minima emozione
ed io riprendo il viaggio con la stessa valigia.
Il tuo viso mi rimbalza nella mente, c’è solo una speranza…
che il lucchetto sia rimasto tra le tue mani. – 29/01/2017

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Giuseppe Fanara

POESIA: La bellezza alza il capo e cammina fiera, perché ha lo sguardo dei passanti, l’attrazione … vive soddisfatta, perché dimora intensamente negli occhi di chi continua a guardarsi.
@Fuser. – 29/01/2017

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Roberto Candidi

POESIA: Filtro Naturale

Ho lasciato che la mia bocca
Parlasse, senza consenso morale
Per continuare a Mentire
Per continuare a non farmi capire

Ho lasciato le mie labbra
Baciare, bocche prive di piacere.
Per restare allenato.
Per restare sempre un po’ aggiornato.

Ho lasciato la mia pelle
Godere.
E la mia coscienza impallidire
Per non andare in Paradiso
Per avere sempre un sorriso

Del Piacere dozzinale
Ne ho fatto stampella su cuoi poggiare:

Il peso di una vita da salvare

Il peso di una vita da costruire

Il peso di una coscienza da guidare

Il peso di non riuscire più a Pregare

Ho usato il mio corpo corrotto
Come filtro naturale
Per non farmi inquinare
L’anima che rende immortale

Ho sacrificato la carne
Come pegno da pagare
A gli angeli dell’inferno
Affinché rendino il paradiso un bordello

Smetterò di parlare
In maniera conviviale
Di cercare di piacere
Spesso il farsi odiare
E’ più sincero del farsi amare.

Del Piacere dozzinale
Ne ho fatto stampella su cuoi poggiare:

Il vuoto di un’amore da trovare

Il peso di una famiglia d’accontentare

L’incertezza di un futuro da salvare

Il peso di non riuscire più a Pregare
– 29/01/2017

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Filadelfo Giuliano

POESIA: Pessoa

No so come devo chiamarla.
Riccardo Reis oppure Alvaro de Campo?
Forse lei preferisce Bernardo Soares,
lo stanco sognatore che non si stancava di sognare.
Ma la vita si può rappresentare se la si sogna
o la si spia da una finestra?
“Mi chiamo Fernando Pessoa” mi disse
con innata cortesia che nascondeva solo un po’ di timidezza.
“Le nostre strade però adesso di dividono,
perché lo sguardo del sognatore è diverso
da quello di colui che vede le cose”.
– 29/01/2017

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SARA RITA GIULIANA MUSCO NEGRI D’ALBONA

POESIA: “LA LAVAGNA”
Caro Friend.
in queste tiepide notti di febbraio,
a cavallo di San Valentino,
alzando al cielo gli occhi,
vuoti dalle mie lacrime,
e vedendo la costellazione di Pegaso
ed il sorriso di Scheat,
rifletto su tutti gli errori
da me commessi.
Ho sbagliato tutto con te,
sin dall’inizio.
Vorrei poter cancellare,
come su una lavagna,
i mesi che furono e riscrivere,
con tutto l’amore che ho dentro di me,
la nostra storia.
E, poi penso che,
malgrado tutto,
mi sento felice come un giorno di sole,
perché sono innamorata,
perdutamente.
poesia di Sara Rita Giuliana Musco Negri D’Albona – 28/01/2017

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Davide De Paoli

POESIA: SOLO

Ogni volta spero ad aspettarmi qualcuno ci sia
soprattutto quando nessuno sa che sono stato via
ma torno e mi accoglie la bora che m’irride le vesti
e per ciò che mai fui in paesi non visti
provo nostalgia

pertanto penso a tutti gli atti sciupati nei minuti nascosti
ai giorni di caldo vissuti da bestia

quando torno è com’entrare in casa e trovare sconosciuti
ed allora penso a tutti gli oggetti muti
offerti e ripresi dalla marea e mai sfiorati da uno sguardo
e che non c’è nessuna che orgogliosa mi dica: ‘lo sapevo, tu non sei mai in ritardo’
quando torno

ed allora preferisco pensare d’esser ancora via
e per una scelta di vita tutta mia
ho sostituito i ricordi con la fantasia

– 28/01/2017

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Samuela Crivaro

POESIA: Se supplichi la luna e le chiedi :”ti prego scendi!” Lei non ti ascolterà mai!Sta lì e ti guarda..ma non ti ascolta!!Se chiedi al sole di scaldarti lo farà sicuramente, non perché ti ha ascoltato, ma è il suo ruolo: lo fa e basta!Se chiedi amore a chi non possiede amore si comporterà come la luna…se chiedi amore a chi ne ha da darti, te lo darà: si comporterà come il sole, non perché risponde ad una richiesta, ma semplicemente non può fare a meno di amarti!
“Amore sincero” – 28/01/2017

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