Ferrazzano Irene

POESIA:Mi logora dal profondo…
Mi consuma, mi rovina;
Ma mi chiedo…
cosa sarei mai senza?
Chi sarei senza questo dolore d’amore?

Non voglio sapere ne capire,
non voglio sperare ne immaginare;
è questa la vita che cerco?
Questo il mio scopo?

Davvero non so,
forse si o forse no.
Parlate pure, o bocche amate
l’amore è si, bello,
ma non così l’ho immaginato.

Consigliami papà,
ascoltami mamma,
proprio non riesco a darmi calma
senza la mia metà.

Come potrei venir meno
a te, amore mio,
che sempre mi hai fatto soffrire,
ma per te solo ho imparato ad amare.
– 14/05/2018

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Mariani Roberta

POESIA:Quando le loro urla li allontanavano,
Io cercavo la tua mano,
I loro passi erano opposti e i miei timori non erano più nascosti.
Se non sono stati capaci di continuare ad amare a me non interessa perché mi hanno regalato il Mare.

A mamma e papà – 14/05/2018

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Marengon Letizia

POESIA:Minuti, ore, giorni che hanno ritmato l’anno trascorso ci conducono alla soglia dell’estate. L’attesa è rovente, implacabile  sull’asfalto cittadino per ciò che abbiamo schizzato in un planning abbozzato a fine Maggio: si parte immaginando la pace paradisiaca per cui si affronta, caffeina alla mano, tutta la fatica del viaggio.
L#039;estate, finalmente conquistata, non è sinonimo, grazie a Dio, dell’atarassia sperata per il cuore: ecco questo tempo si impasta subito di una nuova attesa. È  il tempo che ci separa dall’anno che rinizia e per questo la sua anima è tensione per ciò che è stato e ciò che sarà.

Le eterne giornate profumate di bianca salsedine e dipinte d’oro nel vivido blu, invitano a raccontarsi agli amici: nella natura cristallina la voce si lascia portare dal vento, affidata al suo soffio incostante, descrivendo gli infiniti nodi che la vita, in quanto viva ci ha riservato. Si scoprono insieme decisive decisioni e passioni celate che, come in un antico incantesimo, si distendono copiando la superficie  verde e liscia del mare, che ormai ha dimenticato il giorno in cui le onde sono state aggressive padrone della costa.

Qual è l’incanto? Tutti i sensi partecipano a questa sorpresa per la mente e per il cuore.
Dove eri mentre riempivo la distesa marina, le soffiavo un’anima inquieta che increspa le onde, quelle amanti baciatrici della costa e nemiche fendenti dell’aspra scogliera?
Collaborasti mentre ovattavo di profondo silenzio il peso dell’acqua, spazio leggero sotto la superficie del mare?
C’eri quando per la prima volta e per sempre la luna ha illuminato la linea nera all’orizzonte coronata di stelle?
Potevi immaginare sorrisi, sana pazzia, cuori e intelligenza a te così intonati e amici come chi hai al tuo fianco?
Meraviglioso, poi,il ritmo musicale, sigillo impresso nei tuoi passi, per far guidare da pura energia i tuoi movimenti. Non hai scelto la meta per la vaga immagine di  slanciati addominali, occhi ametista e smeraldo, sorprese incontrate nel palleggio  di un instante che tramonta nell’arancio di un aperol spritz.
Come avresti potuto calibrare la perfetta alchimia dell’anguria, il profumo del pesce fritto o dell’astice rosa pescato nel mare selvaggio?

L’inimmaginabile, anche per un genio come te, è stato immaginato e L’estate è il tempo per ricordarlo. Un tempo che colora e rende meno pallido corpo e cuore,
il riposo che ha svelato che il paradiso c’è ed è già  qui e non va dimenticato, tutto l’anno.
Ciò che sembrava garbuglio infinito si distende davanti all’ordine eterno.
C’è  di nuovo tempo e occasioni per riconquistare la vita. – 14/05/2018

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Morellato Davide

POESIA:Non parlo al tempo
Né all’amore,
Non al silenzio
Né al rumore.
Parlo a te mia amata,
Che indossi queste vesti
Dolcemente sul candore.
Sussurro versi a te ignoti,
Con sguardi lievi e delicati.
Non parlo all’eco
Né al ricordo,
Non al vento
Né al mare.
Parlo solo al tuo cuore,
Che nient’altro ascolta
Se non l’incanto.
Un bacio intenso sulle gote,
Tra fumo bianco e purpureo;
Mi stringi forte inerme,
Affondando l’anima nella pelle.
Brandisci un sorriso sublime
Tra il vizioso e l’immorale.
Non parlo al mondo
Né alla luna,
Non al cielo
Né alle stelle,
Ma parlo a te
Mia adorata. – 14/05/2018

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lombardi Elettra

POESIA:la stella
avvicinandosi al pianeta sta,
come un tuffo
fra le braccia di quello.
L’astronauta guarda lei
nel suo splendore splendere
come mai aveva fatto.
Ripetutamente pulisce il casco,
ma non è quello
ad offuscargli la vista
mentre la sua lei lo lascia
per un lui
che attrae tutto al suo interno.
possibile che il vetro abbia dei fori?
dell’acqua dev’esserci entrata
e aver rigato le guance di egli;
ma in tal caso
aria sarebbe uscita
e la sua gola sarebbe seccata.
-è così che mi sento.
-qualcosa se ne è andato e so che non tornerà mai più. – 14/05/2018

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Manzoni Nicolò

POESIA:Irradiato:
I bei pensieri bussarono all’uscio.
Andai ad aprire spaventato.
Mai pensai di veder sole
Dopo tanta pioggia.
Così per gioco mi tuffai,
Senza pensare alla fatica.
E quella curva,
Che adesso spunta sul mio viso,
Combatte il cielo,
Anche quando a piovere
Sono le lacrime. – 14/05/2018

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Veter Ekaterina

POESIA:Ci svegliamo tardi,
Facciamo l’amore,
I bambini giocano,
Scendiamo al mare
Per essere accarezzati dalle onde…
E mentre fumi una sigaretta
E il vento caldo ci asciuga
Penso che non potrei essere più felice
Che in questa giornata d’agosto
Con i lunghissimi caffè e i libri
E tanto calore nella pancia.

Sai forse per la prima volta
L’abbandono non mi spaventa,
L’abbandono a cui poi
saremo costretti ad assistere.
Persino quando un giorno
Inevitabilmente ci dovremo salutare
Porterò ovunque sia
Con me questo ricordo
Pieno di noi, di sole
E del loro riso in sottofondo – 14/05/2018

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Veter Ekaterina

POESIA:Più rughe e più capelli bianchi
Delle cazzate un tantino stanchi
Entrambi ahimè disincantati
Nonché nel cuore rovinati

Passati anni tra scene e doglie
Varcate molte di quelle soglie
Ma una volta – ricordo bene? –
Felice ero ed anche scema

Nel bosco buio ti incontrai
Messaggio schietto a te mandai
Ed era umido il bosco
Ma tu non eri un tipo losco

Ed io chi ero? Capelli lunghi
Speranze tante, nel bosco funghi
Le guance rosse di Heidi brava
Omone serio ma esso sbava

Due complici dello stesso delitto
O quando ridere diventa un rito
Cazzeggio sano proteggici genio
La vita allegra, l#039;amore degno

Non ho paura e tu non ne hai
Neanche poco e dimmelo dai
Tra alcol e cibo in mezzo al letto
Fu lì pronunciato l#039;antico detto

Ti amo sì e quello sguardo
Che tutto è tranne bugiardo
Non so resistere a cervello tuo
In fin dei conti siam un gran bel duo

La vita nostra fu uno sballo
L#039; attaccherei al parco sul palo
La sbandierei ai quattro venti
Mi odierebbero persino i pazienti

L#039;amore è sacro ma strano e breve
Avvertì un fastidio anche se lieve
Ma quanto costa un sacrificio?
In mezzo al bosco feci un pasticcio

Il castello è bello, dà illusioni
La libertà diventa prigione
E tu diventi ciò che odi
Facendo i porci di meno godi

Diventa brutto quand#039;è sicuro
Diventi te con me più duro
Dov#039;era sballo arriva noia
Inutile chiamarmi troia

Quante lacrime, quanto vino
Versati per tutta Roma-Cassino
A fiumi ricordi tagliati a freddo
Ti prego rispetta il nostro credo

Il patto era amarci sempre
Sinceri però, durante e mentre
Non è per ferirti o esser sbattuta
Perciò sbagliata la tua battuta

Non me la prendo e hai ragione
T#039;avevo promesso la guarigione
Ma sai che può far del male
Usar l#039;apparecchio senza segnale

Vorrei stavolta esser#039;ingannata
La vita ancora non m#039;ha infangata
Ed era puro e vero e figo
Ed eri tu per me un mito

Il cuore batte, la fica duole
So#039; proprio brutti i Parioli!
Peccato atroce averti perso
Ma dopo secoli sei riemerso

Ma quante fiche e quanti cazzi
Separano adesso noi due pazzi
Sentirti ora è più che strano
Nella mia mente spesso ti chiamo

Ti voglio bene ma per davvero
Ok è cauto ma più sincero
Stavolta anni a dar ragione
Senza rimpiangere bella prigione

Cresciuta Heidi, l#039;omone è forte
Ancora soli, la stessa sorte?
Lei mamma presa e fuori il seno
Lui in gamba d#039;affetto pieno

L#039;ha ricevuto e l#039;ha gradito
Fanculo mondo ma gli è servito!
In serbo la vita ha sempre cose
Dolori sono ma anche rose

E forte vola l#039;animo vivo,
È libero fresco cervello schivo
Di volerti bene ormai non smetto
Grande grande il mio ometto

Maceo Parker mi suona i brani
E anche se ci sono i danni
E anche se con te non c#039;entro
Mi suona ancora a volte dentro

Malgrado siamo un po#039; distrutti
Nonostante parecchi momenti brutti
Non è mica stata una bancarotta
Infinitamente bello il numero 8! – 14/05/2018

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