Castelluccia Pasquale

POESIA: L’amante dell’emigrante

Dopo tanti anni io torno a casa
E con me porto anche l’amante,
Io torno a casa con tanto orgoglio,
Non temete amici, io non vi imbroglio.
Dovete sapere che sono emigrante
Ed assieme ho anche l’amante.
Con me porto tante cose,
Con me ho anche un mazzo di rise.
Le voglio dare ad una donna tanto bella
Che anni fa lasciai ad Ischitella.
Sicuramente ora avrà i capelli bianchi
E non potrà più; sgridarmi come una volta,
Mettendosi le mani ai fianchi.
La voglio vedere, la voglio abbracciare,
Le mille rughe accarezzare
E sulla fronte anche baciare.
Ma prima le voglio dare queste rose
E poi raccontarle mille cose.
Ricordo quando allora la lasciai,
Ella mi abbracciò a sé non volendo che io andassi via,
Quasi piangendo mi disse: resta con me tu anima mia!
In quel momento il suo cuore piangeva,
Lo so lei non fingeva.
Mi misi la mano in tasca prendendo il fazzoletto,
E facendole un piccolo sorriso,
Le asciugai le lacrime che le scendevano sul viso, dicendo:
Mamma non temere perché tornerò
E mille cose ti porterò.
Ecco mamma che ora ritorno e con me ho anche l#039;amante
Sai che sono un emigrante.
Io ritorni da te con tanto orgoglio,
Non temere mamma, non t’imbroglio.
Io sono un emigrante
E con me ho anche l’amante.
Ho girato cento nazioni
E la mia amante si chiama: Emigrazione.
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Vito Pasqualino

POESIA: IL TRENO
Parte, e io guardo dal vetro alzarsi la nebbia strappata da un sole deciso e, quindi, immagini chiare di città e paesi dal retro : periferie, baracche, fabbriche, case popolari, poi ville, e, infine, campagna vestita di luce.
Scorrono Immagini, che chiudono e aprono il cuore; mi invento un passatempo, chiudo gli occhi per gioco, li riapro di scatto, che trovo? Vigneti, uliveti ? O muri cadenti che racchiudono materiali di scarto?
Mi accorgo che il gioco è il risveglio di un uomo, che cerca la luce di una giornata accogliente; mentre scorre la vita , si ferma e, riparte alla stazione seguente.
| sorgente: https://www.google.it/ – 14/12/2017

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De Simone Marco

POESIA: La solitudine
La migliore consigliera
è la peggior amica,
parlandoti con fare silente
ti proietta errori e soluzioni.
La sua cruda sincerità,
l’intimità scalfisce,
l’emorragia nell’anima
non brucia l’eco vitale.
Perennemente assordante
la solitudine si palesa,
a volte, bastarda sembra
talvolta, beata compagnia.
No, non prendetemi per pazzo
se oso un cantico astrale,
non per convenzione o vanto,
ma per misura d’ego, un’ala scelgo.
| sorgente: http://www.poetipoesia.com/ – 14/12/2017

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Vignola Giuseppe

POESIA: L’ULTIMA CENA
La musica è stanca,
la capra è sotto la panca.
Ci vorrebbe una magia
o un’abile bugia
per tingere di rosso
questo sbiadito noi ridotto all#039;osso.
Ci frenano solo le abitudini
dal diventare due solitudini.
Chiusi in una stanza,
due corpi senza distanza,
non ci amiamo,
non più: ci consumiamo.
| sorgente: android-app://m.facebook.com – 14/12/2017

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Rovere Filippo

POESIA: Ti chiedi mai perché?
No. Onestamente non l’ho mai fatto
Sicuro?
Be a volte è successo
La notte cullato dalla stelle mi sono chiesto
Perché?
Ti sei dato delle risposte?
No non le ho mai cercate
Davvero? Ed allora cosa chiedi?
Chiedo solo di avere domande
Domande a cui non so rispondere
Solo questo volevo
Perché?
Perché così ti sproni a crescere
Perché così è la vita
Un continuo movimento
Un continuo domandarsi
Mille possibilitÃ
Mille errori, mille orrori
Perché?
Perché al tuo incontro voglio essere pronto
Non è forse ora il momento delle risposte? | sorgente: http://www.poetipoesia.com/concorso-poeti-e-poesia/ – 14/12/2017

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INTONTI KIMBERLY

POESIA: O stelle…

O stelle infinite, che con me questo cielo
abitate, tal sorte è a voi concessa:
di profumar d’immenso.

A me invece, solo noia assale,
noia di chi il proprio rapimento trovato
non ha, dopo tanti slanci prematuri …

Come abiterò, care mie stelle, il limite?
Come il dolore di giorni non compiuti?
Come il pianto di ore non vissute?

Tanto meglio soffrir della lotta
per la meta ambita, che disperar
per la sua assenza, nello sterile tedio…

Così tanto vacillano le forze vitali…
Di luce, la speranza più non brilla
e la fragilità…divampa!

Come, stelle infinite, il mio sguardo
ricurvo potrò rialzare? Come perseverar
potrò in questo lungo avvento?

Forse, stelle finite, spegnermi dovrò
come voi? Dopo, anche a me, altra vita
attende? Nuova? Piena?

Se così è, or mi assali la morte! Ma…
…Vegliate o stelle! Che questa notte di voi
priva, con sé a lungo non mi tenga!
| sorgente: https://www.google.it/ – 14/12/2017

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Lampis Francesco

POESIA: Urlando

Nel tuo silenzio traboccante di parole,
mentre mi sollevi in aria coi
tuoi lunghi sospiri;
mi fai Morire e
Vivere aspettando
una tua frase.

I tuoi occhi gridano un
« Si»
che le tue labbra
non osano pronunciare.

I miei occhi ti hanno capita,
ma saranno le mie labbra
a risponderti:
« Anch’io».

| sorgente: http://www.poetipoesia.com/viaggi-di-versi/ – 14/12/2017

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Currà Domenico

POESIA: Notte, volo su brusii di preoccupazioni, ai miei piedi luci ammalianti, abili sirene che cercano di portarmi a fondo.
Un vociare sottile spezza la pace, come il sibilo accennato del vento che da la voce a mille imprese che solo Lui conosce e custodisce.
il mio animo dapprima assopito adesso è un fuoco che arde, una valanga di suoni prendono vita ed io riesco a percepirne ogni sfumatura.
Le mie orecchie godono, si saziano.
La pace adesso è guerra, il silenzio è un silenzio assordante.
io volo ubriaco di letizia, eternamente vivo. – 14/12/2017

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Urraro Maria Rosaria

POESIA: Luna piena, il suono di un sassofono
la tua melodia,
inconsapevole voglia di
vita e resistenza.
L#039;idea di te,
fluttuante e avvolta da vernice,
ignara tregua di violenti
dissapori.
Essenza di peonia ricciuta
circonderà il capo,
profonde nebulose illumineranno
il viso e
polline di Dio sarà il tuo sorriso…
Amore, dedizione e presenza
saranno il dono mio,
con questo flusso di coscienza e
d#039;un sonaglio di stelle il luccichio.
Gioia pura sei
tu, secondo alcuni armistizio,
per me sarai Vittoria.

Luna piena, il suono di un sassofono
la tua melodia,
inconsapevole voglia di
vita e resistenza.
L#039;idea di te,
fluttuante e avvolta da vernice,
ignara tregua di violenti
dissapori.
Essenza di peonia ricciuta
circonderà il capo,
profonde nebulose illumineranno
il viso e
polline di Dio sarà il
tuo sorriso…
Amore, dedizione e presenza
saranno il dono mio,
con questo flusso di coscienza e
d#039;un sonaglio di stelle il luccichio.
Gioia pura sei
tu, secondo alcuni armistizio,
per me sarai Vittoria

| sorgente: http://www.poetipoesia.com/concorsi/risultati/ – 14/12/2017

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Smario Grazia

POESIA: PER QUANTO TEMPO ANCORA

Per quanto tempo ancora
la pioggia scivolerà sul cuore
scavando solchi come su un campo d#039;arare?
Nella sacca del contadino i semi,
generosi e fecondi, cercano la sua mano
frementi di vitalità e fede.
Sperano di cadere nella piega accogliente dove annidarsi tepidi
e in primavera,
spingere la nuda terra orizzontale al Cielo.
Le foglie dell’albero del Rosario
come paracaduti ingialliti
lasciano la sicurezza del ramo
galleggiano nell’aria
ritardano l’appoggio
temono di adagiarsi su terre sconosciute ed oscure.
Il tepore inconsueto inganna la natura
sospesa nel limbo che è silenzio,
mosto che fermenta dopo la pigiatura.
L’aria immota è in attesa.
Arriverà Scirocco debilitante e polveroso?
Chiuderemo allora le porte della casa,
la volontà spossata rimarrà a lungo inerte.
Sarà Maestrale impetuoso e salmastro?
Agiterà le nostre acque interne,
onde alte e minacciose
ricadranno spezzate sulle rocce taglienti.
O forse Tramontana intransigente e saggio,
venuto a levigare con le sue fredde raffiche
i pensieri?
Soffierà Zefiro soave e carezzevole?
E’ allora che chiuderemo gli occhi per aprirli nel sogno.
Allargando le braccia
lasceremo che cadano le nostre bisacce pesanti.
Per quanto tempo ancora
la pioggia scivolerà sul cuore?
| sorgente: https://www.google.it/ – 14/12/2017

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