Elisabetta Molino

POESIA: Oh mia Vita,
raccontati piano, sottovoce,
dammi parole di cui saziarmi.

Parole, tante parole…
Parole semplici,
che sanno di terra bagnata,
di pioggia profumata
e fragole mature e latte
e poi parole alte, alte
che arrivano alle nuvole.

E parlami delle radici,
di quelle che affondano
e si aggrappano
e si perdono nell’oblio
della mia amata terra.

Una terra fresca,
che profuma del molle seno di mia madre,
del caldo seme di mio padre,
con cui tu, oh mia Vita,
mi hai piantata.

– 18/04/2017

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Rodolfo Tolomei

POESIA: Immigrant song

In macchina di notte, con lo stereo a palla,
era uscire dagli schemi, senso di libertÃ
e se il nastro suonava i Led Zeppelin
o i Pink Floyd, allora felicità pura o quasi.
Certo a quei tempi si sognava molto…
la libertà sessuale, l’uguaglianza,
addirittura la possibilità di trovare altri mondi
se non ci saremmo riusciti sulla terra.
Erano sogni appunto e finirono presto…
quando siamo arrivati al mattino
e Immigrant song sullo stereo era finito,
dietro c’eravamo lasciati l’AIDS,
pacchi di soldi distribuiti a cazzo,
un pianeta rovinato da
scarichi tossici e immondizia.
Quelli della mia genetazione
per tutta la vita penseranno:”Peccato
che sia finita così”…già peccato,
e non è stato giusto,
non è stato giusto per niente. – 18/04/2017

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Matteo Iammarrone

POESIA: Siamo alberi
dotati di radici
affondate nella terra.

Ci sorreggono i nostri amori.

Come energia solare,
minerali nel suolo,
acqua di pioggia,
vento, tuono.

Nessuno di questi elementi si sognerebbe di reclamare l’albero tutto per sé,
eppure tutti sanno di contribuire,
in qualche modo oscuro,
al nutrimento di quell’essere. – 18/04/2017

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Maria Antonietta Oppo

POESIA: CONSUNZIONE

Scarnificato tronco senza vita…
Il tuo maestoso ergerti è concluso,
abbattuto da una stella di fuoco
caduta nella notte.

Resta l’idea di te,
di quello che sei stato:
scheletriche ramaglie
protese verso il cielo.

Moncherini,
deformi e muti,
ricordano la forza
che ti rendeva vivo.

La tua imponenza resta,
ma è ormai senza futuro…
– 18/04/2017

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Carmine Iuzzolino

POESIA: VOLARE
Nella siepe
riposa sul
verde la mia
quiete distesa
come piume leggera.

Sei sole per
i miei occhi
battito di ciglia
mi freddi il cuore
come dolore nei chiodi.

Sogno di volare
come gabbiano
che vola lontano
che t’illumina il cielo
che ti apre le porte dentro te.

E dove andranno
mai le nostre colpe
siamo caduti in basso
come aereo in volo
ma dalla terra ci alziamo
come fa un gabbiano da solo.

– 18/04/2017

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marco pistoresi

POESIA: -La guerra- versi di Marco Pistoresi-
Una bocca spalancata e contorta in un urlo straziante,
che le deforma il viso come nel quadro di Munch.
Occhi feroci verso il cielo
quel volto insanguinato di una donna,
fra i i sibili delle bombe della sciagurata Siria;
Nel silenzio inreale
raccoglie solo un pezzo del suo figlio maggiore
tra la polvere e sassi raccoglie un dito
lasciando sparse a terra le spoglie inriconoscibili.
Torna fra le lacrime a testa bassa
nella sua casa, una dimora che non c’è più;
Il suo figlio più piccolo l’aspetta
dentro una casa senza porte e finestre ,
e come tutte le case intorno senza colore
come un vecchio film in bianco e nero,
entra in casa, attraversa stretto corridoio buio
per arrivare alla cuccia ove incontro le viene il suo ultimo amore,
un bambino di 6 anni,
lo abbraccia forte
e già pensa come salvarlo da questo inferno.
Così è arrivata su quel barcone,
guadagnato dopo 4 anni di duro lavoro di fame e di stenti;
lo sa che non va verso il paradiso,
ormai si è sparsa la voce dei morti in mare
e dell’Europa che ti rimanda indietro,
qualsiasi cosa è comunque meglio
e quando in fatti si ritrova andare a fondo
con suoi figlio stretto a se
fra i flutti del mare in tempesta
accetta senza lottare la sua sorte,
è finalmente la pace ritrovata
– 18/04/2017

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francesco de stefano

POESIA: Sulla linea dell orizzonte si stagliano la Vacca ed il Toro,figurine iridescenti a questa distanza ma comunque imponenti nella loro forma e sostanza. Isole minori,sconosciute al mondo eppure sfidano da millenni il mare aperto finora vincendo. Un muscolo sotto pelle si contrae involontariamente non dando segno di se se non in superficie,alla vista. Il sole intanto si abbassa sempre più mentre sorgono dentro me immagini oniriche,Achillee,di quelle belle con il mare dentro che ti gonfia il cuore come una vela,io e te sulla spiaggia pervasi dal sole raggianti come il mare su una duna bianca e alta d estate,intrecci di sguardi come radici d acqua con tutte le cellule vive festanti a ringraziare per l attimo presente….Il cuore mi sposta lo sguardo,rimbomba e rimbomba.Vorrei non aspettare niente e non aver paura del futuro,essere primo come un secondo,netto come un grammo,retto come un angolo,semplice come un sospiro ma Il blu incombe tra i mirti sfiorando con il turchese la costa,si fonde con il tuo sguardo di cui mi confonde la serafica acquamarina.Il vento mi accarezza i capelli come una tua delicata mano oramai amorfa,allora alzo gli occhi nel verde acceso dal sole e vi trovo conforto,come fosse una tua parola calma o il tuo sorriso che bagna lo sguardo di un tenero e timido invito. Ritorno alle alghe plasticamente scolpite in morbidi muri dal mare,silente,in tumulto,lo ascolto.. Mi parla di abissi e superfici specchianti,di cristalline oscurità e torbide rive,inghiotte e sputa,nutre e uccide,rivela e nasconde.. Come a volte mi capita di fare sulle tue sponde. Sei un estate procace mentre io a volte mi nascondo nel buio pesto di grotte..presto o tardi anche laggiù un richiamo mi arriva e allora ti cerco per parlarti,raccontarti dei colori del mio mondo,dei contrasti presenti fuori e dentro di me e per sapere di te…invece tu mi trovi per prima e mi dici le parole che avrei voluto dirti….
Sei un onda dentro me e mi percorri in verticale,raggiungendo minimi storici da risacca che mostra lo scheletro del mare ma poi risali come una vertigine altissima e mi innalzi fino a farmi toccare le stelle …. – 18/04/2017

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Maria Rita Chirieleison

POESIA: “Le vie del cuore”
Lascia che la verbena
fiorisca sempre nel prato
dei sogni.
Cogline l’essenza
solo quando il fiore
esalerà il soave profumo
dell’amore affinché lui/lei
ne colga, tra dolci melodie
di oboi sommessi, la purezza.
Vola come gabbiano
fra spazi infiniti e
fra faville d’incenso.
Ascolta, nel silenzio,
il palpito del tuo cuore. – 18/04/2017

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Gianluca Senese

POESIA: Nel cielo turchese della domenica di Pasqua
il rintocco delle campane riempie l’aria del paese.
Tra i ciliegi in fiore e l’odore di primavera,
i bambini sciolgono i nastri color oro zecchino
delle uova di cioccolata,
mentre i grandi si preparano alla funzione. – 18/04/2017

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