Libera Mastropaolo

POESIA: Sempre ti penso

Mentre il bel sole riscalda il cammino
fitta la pioggia improvvisa dal cielo
spazza via noia e tristezza dal cuore
e imperla dolci pensieri d’amore.
Chiaro sorriso mi sfiora le labbra
e viaggia lento il tuo nome nel vento…

– 16/03/2017

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Adele Maria Quaranta

POESIA: Non cala la notte dove scappano i pensieri….rimane la polvere addomesticata sugli zigomi rigati dalle lacrime. Fa freddo dentro….fuori c e calore ghiacciato dal dolore. Il sole è dietro l angolo…non si vede aldila del taglio dell orizzonte….sento le punte dei raggi toccarni la schiena…ho solo bisogno di una carezza che mi faccia girare senza sentire la lama della paura. Scalmanato battito di un cuorei incappucciato….sopravvivere non gli fa bene…vivere è il crudele rivale che adesso combatte. “Non perse mai il sorriso” ….vivido messaggio di vita dopo la morte. Successe poi un fatto strano….arditi i suoi pensieri talvolta diventarono….mai cedette alla tentazione di assistere alla propria dipartita….sempre trovò la forza di volare…aveva tante ali a cui aggrapparsi….e frecce al suo arco! La fatica…adesso…è trovrare la faretra in cui si nascondono….renderla…e non lasciarla andare mai più….diventare più leggera per i suoi angeli…..e volare al centro del cielo! – 15/03/2017

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enrico maffioletti

POESIA: PROFUMO DI VITA

Aleggia nell’aria profumo di vita,
si sente il rumore di natura che sorge,
arriva silente una brezza leggera
che sembra annunciare la stagione rinata.

Il cielo si terge, svanisce la nuvola,
il sole arranca e vuole il suo spazio,
la brezza felice porta la favola
della nuova stagione le paga dazio.

Arriva così la vita più nuova,
arriva così e porta allegria
tiene per se le migliori sorprese
che poi elargisce alla natura nascente.

Momenti felici del tempo che scorre
che gioca ed insegue il proprio domani
con un dolce pensiero, nel vederlo scappare
di rincorrerlo sempre e poterlo toccare.
– 15/03/2017

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Maria Carbone

POESIA: Non amate, non amate,
così non soffrirete.
A che serve tale sofferenza
se tu non sei accanto a me?
Non amare e non sarai leso
vivi forte e soddisfatto
del tuo cuore solo,
della tua anima sola,
da solo.
Solo senza te.
Non amate… non amate.
– 15/03/2017

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Giovanna Degni

POESIA: Scintillante è l ombra del mio respiro…
Volgo lo sguardo e disegno coriandoli
Soffio sul sole
Per farti capire
La scintilla che porta al tuo cuore
Silenzio colori
Apro e chiudo la porta senza chiave
Apri corri
È vita
Ti abbraccio
– 15/03/2017

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Sara Dompé

POESIA: Silente è l’animo,
Riecheggia nel cuore il suono della Tua voce… inconfondibile.
Livida la caduta non permette il rialzo.
Immobili,
Ad inghiottire i tuoi ricordi condivisi,
Ad assaporare l’azzurro del tuo sguardo.
Alexsya,
non una donna
La Donna,
Alexsya,
non una mamma
La Mamma,
Alexsya,
non un’amica
la Amica.
Non ci sono attimi, non ci sono parole
per descrivere questa bufera.
La ripresa è difficile,
manca un pezzo… è quel pezzo mancante sei proprio tu Alexsya.
“Non così”, “non adesso”,
ma ogni “così” e ogni “adesso” sarebbero comunque ingestibili.
Passa tutto Alexsya, ma tu non passerai MAI.
Nicole e Vincent,
Siete il suo proseguimento… e niente di più bello di voi c’è ora.
Grazie Alexsya per tutto l’amore che ci hai insegnato.

Sara – 15/03/2017

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Alessandra Spagnuoli

POESIA: SENSAZIONI…

E te le senti dentro, appena sotto la pelle,
che scorrono lente giù, scivolano,
come gocce d’acqua, le sensazioni…
e tu ne sei intrisa, grondante…
e non puoi più negarle,
non puoi più nasconderle…
inzuppata di quella verit
che ormai trasuda da ogni poro… – 15/03/2017

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Mario Sivieri

POESIA: Occhi
Occhi profondi … profondi come il mar.. occhi lucidi di gioia come il sole del mattino .. occhi stanchi come la notte di mezza luna.. occhi belli come il tuo cuor.. – 15/03/2017

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Alex Schillizzi

POESIA: LE ARTI DI DIO

Al concilio esprimevan vanto le Arti,
le sette sorelle maggiori, astanti
di fronte al trono di Dio, che silente
e austero li udiva, con tre spirti e una sol mente.

“Non fui la sola, ma io fui la prima
a rappresentar sua Altezza Divina”;
e cotanto si librò la Pittura,
con grazia, e sperò in Dio la sua candidatura.
Dio le rispose: “Come Zeusi ingannò gli uccelli,
tu ingannasti le tue sorelle con gli acquerelli,
ma Noi che ti creammo non puoi ingannar,
e le ostili sfumature dovrai abbandonar”

Avanzò con passo felino la Danza,
con candida veste e infinita eleganza.
“Vostra Maestà approdo al gran trono,
e con riverenza, chiedo il vostro perdono.
Son l’Arte più ribelle, ma vi porgo un giuramento,
che sol gli uccelli istruirò a danzar, nel firmamento”
E prona attese di Dio l’indulgenza,
che offrì lei il perdono, rinviando l’udienza.

Languiva immobile la madre di Vitruvio,
che con ansia attendeva il certo ripudio.
Ma lenì il divin Padre le sue preoccupazioni
accogliendola nelle sue man di pace.
“Tu sola, secondo le divin proporzioni
e le giuste misure, così come a Noi piace,
ci hai recato rispetto con quell’Architetto,
ch’è con noi quassù in cielo, Brunelleschi il tuo protetto”

E congedata l’Architettura, chiamò l’Eloquenza,
la più remota tra le Arti, e la più savia.
“Nel principio Dio era il Verbo, e il Verbo era con Eccellenza,
e il Verbo era con Voi, vostra Grazia immensa”
E la Parola alla Retorica rispose con fuoco:
“Non soggiaccio al tuo encomio, al tuo giogo,
sei l’Arte mendace, più biforca delle altre,
ed esule diverrai come un corpo esangue”

E col cuor come il marmo la Statuaria si prostrò
al trono di Dio, che compunto lo sollevò.
“Un palpito smarrì mio Figlio crocifisso,
e fu un tuo figlio a trafigger mio figlio il Cristo.
O umile Scultura, non biasimo le tue opere,
né il tuo amato Michelangelo dalle quali mani
l’unto re Davide vidi risorgere.
Mi compiacqui di lui, ma non dei Romani”

Il canoro canto degli uccelli quietò la sua ira,
e a sé chiamò la Musica, legittima figliola.
“Tu domi il silenzio, a te ogni cosa si ispira.
E quando imposi la luce, tu eri lì allora”
Una gatta nel mentre suonava un pianoforte,
e le Muse eccellevan nel canto con Orfeo.
La nobil Arte incantò la corte
di Dio, e i suoi figli l’angelico corteo.

La Musica consegnò a Dio le tre chiavi,
che infine invocò l’Arte sua prediletta.
La Poesia all’Immenso con parole soavi
disse: “Vegno a mirar la Vostra beltà eccelsa.
Vi laudano meco ogniuna etate,
e l’aere oh Etterno de la tua cittade
superna m’ispira, ch’eo narrar possa
de la tua paterna imagine o de l’oper vostra”

Terminò il concilio il Creatore,
e favorì la Poesia tra le sette sorelle.
E grata quella con soavi parole
compose un carme, ch’era prima un Poeta,
e ancor prima un germe.

– 15/03/2017

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Nicolò Bruno

POESIA: …ARIA E FUOCO…

Lei:…A volte sai…
ci sono certi momenti
che vorrei, anche seppur platonicamente
le tue mani, che spengano il fuoco
che arde tra le onde della mia pelle…

Lui: Si lo sò…
ti cerco e non ti trovo
ma sento già il tuo calore
che mi prende specie
in certe situazioni…

Lei: Ti vorrei ogni istante
ogni momento
per lenire quest’attimo di tormento
come vento d’estate sotto il sole
che mi asciughi con le labbra ogni sudore…

Lui: Si…anch’io…
mi sento come il vento
vorrei spegnere ogni istante ogni momento
e lenire la passione
che ti brucia sotto vento…

Lei: Anche seppur platonicamente
abbiamo la stessa passione
sotto forme diverse
ma uniti, come aria e fuoco con la mente
ci scambiamo tutti i brividi sulla pelle…

Lui e lei: Come aria e fuoco
tra la pelle ci prende
ci accarezza, ci morde, ci si arrende
danto sfogo a quest’attimo seducente…

(NICOLÒ BRUNO) – 15/03/2017

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