Edmondo Di Pane Masi

POESIA: SCHELETRI

L’ora primigenia e’ stordita,
anestetizzata, assuefatta
a frasi inadatte, vomitate a frammenti,
su pagine e pagine virtuali.
Come paladini della verita’,
riuniamo il nostro vuoto (infanti
indolenti) smarrendo di noi,
il piu’ sacro anelito di amorevolezza.

– Questo per dirti che ti ho cercata
fra le pieghe di giorni incompiuti,
ti ho cercata fra i raggi di soli pallidi,
tra i tavolini di bar indomiti…
Ti ho cercata negli sguardi assassini
di monumenti fotografici,
tra le sfumature di un’attesa.
Ti ho cercata, musa incatenata,
fantasma dagli occhi tristi,
speranza smarrita, sospesa su un ricordo,
dentro un sospiro, in un profumo trasportato
dalla brezza serale -.

La notte illumina la mente
ed il dolore sprigiona gli ultimi fantasmi,
tu rimbalzi come pietre inferocite,
dalla mia anima al cuore e non c’e’ rimedio,
ne’ ambrosia ambrata che possa alleviare
l’assenza che nuda stringe nel freddo
le mie ossa di cera.

L’ora primigenia e’ dispersa,
persa fra pagine e pagine virtuali
di incompiuta coscienza.
Mi chiedo se alla fine di questo giro
di giostra, siamo pronti a riconoscerci…
O vivremo da scheletri per l’eternita’?! – 18/02/2017

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Mattia Eusebio Pastore

POESIA: Bianca come la spuma salmastra del Mare,
illuminata dalla Luna, la tua pelle.
Tinta del rosso invitante di un’amarena,
la tua bocca, mi ricorda un frutto dolceamaro.
Ma ciò che in me tocca le corde più intime e sotterranee,
è quel velo di tristezza che nascondi in fondo al tuo sguardo,
bello e lucente come una Perla nell’abisso.
E mi sento un bambino davanti a un cielo di Stelle.
– 18/02/2017

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Francesco Brasca

POESIA: E mi addormento
ogni sera
con la sua musica
nel cuore..
io che la cerco
in ogni mio pensiero
e mi ritrovo a pensarla
ore e ore.
Perché la sua bellezza
è fatta di semplicitÃ
lei una donna
lei una mamma
lei è la felicità – 18/02/2017

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Viviana D’alberto

POESIA: Si narra che un giorno

Lui fece ritorno

Nessuno lo vide, nessuno sapeva

Qualcuno sperava, qualcun altro taceva

Fu un lungo viaggio che terminò a stento

Veniva da un luogo lontano senza spazio né tempo

Non aveva idea di cosa avrebbe trovato

Sapeva che il mondo era molto cambiato

Nessuno tra gli uomini ricordava il suo volto

Il suo nome un ricordo la sua voce un sussulto

Così camminò per ore, per giorni, per mesi

Attraversò valli e dirupi scoscesi

Nessuno incontrò capace di amare

Nessun animo puro che potesse capire

Passava il tempo ma nulla cambiava

Ora aveva paura e la speranza svaniva

Ma tutto ad un tratto qualcosa cambiò

Incontrò una ragazza e questo bastò

Si chinò su di lei e la guardò in volto

E lei pur tacendo sapeva già molto

Lui e prese la mano ma non parlà

le fece un regalo e poi la guardò

Una luce rossa poi bianca poi gialla

Nelle sue mani c’era una stella

Poi un dolore al petto come un martello

E male allo stomaco e caos nel cervello

I palmi bruciarono l’animo si scosse

La ragazza allora gli chiese chi fosse

Lui Le sorrise e la guardò con rispetto

Non c’era più timore né alcun sospetto

Aveva trovato ciò che stava cercando

Un nuovo seme ora andava crescendo

Nel cuore di lei il risveglio agognato

Il mondo era salvo il destino segnato

Poi Lui le sorrise e la ammirò con ardore

Si tolse il cappuccio e disse

“io sono l’amore – 18/02/2017

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Mario Sista

POESIA: QUALCOSA CHE SPIEGHI

Mi guardi e con gli occhi mi chiedi
qualcosa che spieghi
del cuore
il tepore,
che illustri che cos’è l’amore.
Ben poco potrò sussurrarti,
ben poco
davvero:
l’amore che avvolge il tuo cuore
è un dolce mistero.

Attendi che io apra la bocca,
aspetti che dica
parole
di viole,
che portino un raggio di sole.
Un dire opportuno che abbassi
la testa
e rivesta
di calma i flutti del mare:
l’amore è tempesta.

Ti legano dolci catene,
ma l’ansia ti fiacca.
Più dura
e insicura
la strada ti appare, ed oscura.
Tu vivi eppur muori vivendo
una sorte
che a volte
regala al tuo amore profondo
sapori di morte.

Non dormi di notte, ti svegli
col cuore che batte.
Ti giri
e rigiri,
effondi profondi sospiri
e il tempo non ti offre riposo.
A oltranza
la stanza
ti opprime scandendo le ore:
l’amore è mancanza.

L’amore è un mosto fragrante
di vino pregiato
di colle;
ribolle
nel tino del cuore. Già molle
io vedo il tuo sguardo di pianto.
Tristezza
e dolcezza
tu bevi da un’unica coppa:
l’amore è ubriachezza.

Ti parlano il sole e la luna
ed il mare ti culla.
Delle onde
profonde
la voce al tuo cuore risponde
bramando una meta di pace.
La brezza
accarezza
il tuo volto di flebili note:
l’amore è pienezza.
– 18/02/2017

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Annamaria Scopa

POESIA: Muta bambola accarezzavi.
Ho spezzate le dita
mentre raccoglievo
coriandoli di luce
Bambina di marzapane
che ti scioglievi nel pianto
per non gridare
che negli ingranaggi di ruggine
ti illudevi di un volo
che cadevi sulle ali
le scapole fragili
come illusioni.
Il vestito di pizzo a fiori
e quel rossore perso
delle bimbe che ridono
per un dettaglio, tra le cuciture .
Scrivevo
scrivevo il mio nome ,ovunque
per raccontarlo a te .
Così riscattavo il mio silenzio.
Così scrivo adesso
Nei miei sogni di bimba,ancora
mi cerco ,e se ti nascondi io ti trovo
Ladra di mani.
Anna – 18/02/2017

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Francesca Otupacca

POESIA: IO E LEI !

E’ li , che dev’esser nata ,
di certo insieme a me fu’ concepita !
Nel tiepido ventre di mia madre ,
mi tiro’ a sé , via dal fiume di girini ,
pronti a sorpassarmi , che’ lei era gia’ li ad aspettarmi !
Non la vedevo ancora , ma la sentii abbracciarmi !
Combacio’ col suo , il mio primo battito del cuore , suggellando per sempre quell’Amore !
Come preziosi tesori , protetti e difesi ,
da lievi carezze di madre ,
crescemmo insieme per lunghi mesi !
Prodigio tessuto , nello stesso grembo materno , in me , scolpi’ la sua Voce in Eterno !
Mi parlava , del mondo in cui saremmo andate e, nel dolce dondolìo di mia madre , che sottovoce cantava le sue nenie lente , lei m’insegno’ ad amare il sussurro del mare ed il mormorìo delle sue onde !
Nascemmo insieme , dalla stessa sacca embrionale , ma nessuno lo pote’ notare , lei , mi era cresciuta dentro il cuore !
Il mio primo vagìto , fu’ Gioia da lei ispirato , mi disse : ” Urla , e’ il tuo Inno alla Vita ” !
Al seno di mia madre mi aggrappavo , avvertivo la sua presenza ed il suo nettare vitale suggevo , e delle melodiose cantilene mi beavo !
Oggi come allora , come gemelle siamesi , viviamo in Simbiosi !
Lei , riempie di gioia le mie ore vuote ,
terge le lucide lacrime dalle mie gote !
Intinge nei suoi colori , i miei cupi pensieri , li fa riemergera …rosa , non piu’ neri !
Non c’e’ posto dell’Anima in cui non si imprime , non c’e’ angolo del cuore , che non risuoni delle sue rime !
Chiudo gli occhi , apro il cuore e , posso udire la sua Voce piu’ Soave !
Scandiscono i miei giorni , le sue note ,
come su corde di seta di violini e delicate melodie di sfiorar di arpe !
M’inchino al suo parlare , e, se anche tu , vuoi ascoltare , fallo in punta di piedi e senza scarpe !
Udrai la Voce dell’Anima sua che sussurra alla tua , alla mia !
Lei per me e’ … Sua Maesta’ ” LA POESIA ” ! – 18/02/2017

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luca scognamillo

POESIA: Gioia confusa
Gioia felice
Gioia da mille sfumature, ma nessuno mai lo dice.
Perche’ la Gioia di una madre, che vede andar via il suo prode, rincorrendo grandi ambizioni, ditemi voi se gioia o frustrazioni.
E allora diamo cosi per scontato usar una parola dietro a quel significato.
Gioia dico Gioia si proprio Gioia ditemi voi dive ho sbagliato!
– 18/02/2017

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paola pititto

POESIA: vita quasi come una foglia.”eccomi qui,seduta davanti alla mia vita,triste ,delusa,stanca e tremendamente sola.Io e la mia vita,io e i miei ricordi simili a nuvole che inondano il cielo in una giornata di sole.La mia vita foglia al vento trasportata sempre più lontano verso strade sconosciute e consumate da persone che non conoscero’ mai come me stessa…….La mia vita foglia consumata da piogge di lacrime autunnali..foglia vissuta,foglia senza più un ramo,foglia in balia del vento…..
foglia un giorno erbaccia! – 18/02/2017

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daniela bucci

POESIA: ULTIMO ATTO

Ce ne andiamo
silenziosamente
sulle ali del vento
che sibila nomi
di passate genti.
Un breve tempo
accompagna
sommessi chiacchierii
e dopo…
solo silenzio
ad inghiottire
l’essenza della vita
che resta
nel chiarore
di un tramonto
nel gesto ripetuto
di sempre
nel salice ricurvo
di un prato
nell’anima di chi
ci ha AMATO – 18/02/2017

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